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domenica 15 febbraio 2026

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE / VI Domenica del T.O.,A. 2026



Il Siracide invita a fidarsi di Dio anche quando la Parola appare paradossale, irrealista. Infatti il libro del Siracide parla dall’esperienza di secoli del popolo: chi ha voluto osservare i comandamenti della Legge si è sentito protetto, custodito dalla Sapienza di Dio. È logico quindi fare poi fiducia alla parola del Messia, tanto più che spesso Gesù si riferisce al progetto originario di Dio e denuncia la prassi posteriore dovuta alla durezza di cuore degli uomini, come per esempio il ripudio

Il brano di oggi sottolinea un altro aspetto fondamentale: il potere della coscienza e della libertà. Dio non vuole schiavi. Lui è il Bene e, fonte della vita, solo lui può portarla alla pienezza per la quale siamo stati creati e aspiriamo. Ma dobbiamo sceglierlo liberamente. 

sabato 14 febbraio 2026

DIALOGO LEFEBVRIANI - SANTA SEDE: COSA SUCCEDE ADESSO? / SS. Cirillo e Metodio, 14 febbraio 2026.



La Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) annuncia che consacrerà nuovi vescovi il 1° luglio contro la volontà del Papa “per assicurare ai suoi fedeli di poter continuare a ricevere i sacramenti in futuro”. Infatti dei quattro vescovi consacrati da Monsignor Lefebvre sono rimasti solo due e già avanti in età (uno era stato espulso anni fa per antisemitismo e negazionismo della Shoah). 

È chiaro che consacrare vescovi senza il consenso della Santa Sede costituisce uno scisma, cioè la creazione di una chiesa non in comunione con l’unica Chiesa fondata da Gesù. Infatti ogni vescovo è successore - legittimo o meno - degli apostoli e gode della pienezza del potere sacerdotale: può ordinare preti, celebrare tutti i sacramenti e i sacramentali come gli esorcismi…

giovedì 12 febbraio 2026

LA SACRA SCRITTURA: PAROLA DI DIO IN PAROLE UMANE / Catechesi n. 04 sulla DV.

LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 4 febbraio 2026

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Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum. 4. La Sacra Scrittura: Parola di Dio in parole umane


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

La Costituzione conciliare Dei Verbum, sulla quale stiamo riflettendo in queste settimane, indica nella Sacra Scrittura, letta nella Tradizione viva della Chiesa, uno spazio privilegiato d’incontro in cui Dio continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo, affinché, ascoltandolo, possano conoscerlo e amarlo. I testi biblici, tuttavia, non sono stati scritti in un linguaggio celeste o sovrumano. Come ci insegna anche la realtà quotidiana, infatti, due persone che parlano lingue differenti non s’intendono fra loro, non possono entrare in dialogo, non riescono a stabilire una relazione. In alcuni casi, farsi comprendere dall’altro è un primo atto di amore. Per questo Dio sceglie di parlare servendosi di linguaggi umani e, così, diversi autori, ispirati dallo Spirito Santo, hanno redatto i testi della Sacra Scrittura. Come ricorda il documento conciliare, «le parole di Dio, espresse con lingue umane, si sono fatte simili al parlare dell’uomo, come già il Verbo dell’eterno Padre, avendo assunto le debolezze dell’umana natura, si fece simile all’uomo» (DV, 13). Pertanto, non solo nei suoi contenuti, ma anche nel linguaggio, la Scrittura rivela la condiscendenza misericordiosa di Dio verso gli uomini e il suo desiderio di farsi loro vicino.

UN SOLO SACRO DEPOSITO. IL RAPPORTO TRA SCRITTURA E TRADIZIONE / Catechesi n. 03 sulla DV.

LEONE XIV  UDIENZA GENERALE


Mercoledì, 28 gennaio 2026

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Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum. 3. Un solo sacro deposito. Il rapporto tra Scrittura e Tradizione


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguendo nella lettura della Costituzione conciliare Dei Verbum sulla divina Rivelazione, oggi riflettiamo sul rapporto tra la Sacra Scrittura e la Tradizione. Possiamo prendere come sfondo due scene evangeliche. Nella prima, che si svolge nel Cenacolo, Gesù, nel suo grande discorso-testamento rivolto ai discepoli, afferma: «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. […] Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità» (Gv 14,25-26; 16,13).

GESÙ CRISTO RIVELATORE DEL PADRE / Catechesi n. 02 sulla DV.

LEONE XIV

UDIENZA GENERALE

Aula Paolo VI

Mercoledì, 21 gennaio 2026

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Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum. 2. Gesù Cristo rivelatore del Padre


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguiamo le catechesi sulla Costituzione dogmatica Dei Verbum del Concilio Vaticano II, sulla divina Rivelazione. Abbiamo visto che Dio si rivela in un dialogo di alleanza, nel quale si rivolge a noi come ad amici. Si tratta dunque di una conoscenza relazionale, che non comunica solo idee, ma condivide una storia e chiama alla comunione nella reciprocità. Il compimento di questa rivelazione si realizza in un incontro storico e personale nel quale Dio stesso si dona a noi, rendendosi presente, e noi ci scopriamo conosciuti nella nostra verità più profonda. È ciò che è accaduto in Gesù Cristo. Dice il Documento che l’intima verità sia di Dio che della salvezza dell’uomo risplende a noi in Cristo, che è insieme il mediatore e la pienezza di tutta la rivelazione (cfr DV, 2).

DIO PARLA AGLI UOMINI COME AMICI / Catechesi n.01 di Papa Leone sulla Dei Verbum (DV).

1 Dio parla agli uomini come ad amici

LEONE XIV

UDIENZA GENERALE


Aula Paolo VI

Mercoledì, 14 gennaio 2026

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Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum. 1. Dio parla agli uomini come ad amici


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Abbiamo avviato il ciclo di catechesi sul Concilio Vaticano II. Oggi iniziamo ad approfondire la Costituzione dogmatica Dei Verbum sulla divina Rivelazione. Si tratta di uno dei documenti più belli e più importanti dell’assise conciliare e, per introdurci, può esserci d’aiuto richiamare le parole di Gesù: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi» (Gv 15,15). Questo è un punto fondamentale della fede cristiana, che la Dei Verbum ci ricorda: Gesù Cristo trasforma radicalmente il rapporto dell’uomo con Dio, d’ora innanzi sarà una relazione di amicizia. Perciò, l’unica condizione della nuova alleanza è l’amore.

LA PAROLA DI DIO È NATA DAL POPOLO DI DIO E AL POPOLO DI DIO È DESTINATA / Catechesi di Papa Leone: Dei Verbum. 5. La Parola di Dio nella vita della Chiesa.

Qahal = Chiesa come
Assemblea della Parola nell'Esilio



Papa Leone ha iniziato un ciclo di catechesi molto importante per far conoscere il Concilio Vaticano II attraverso i suoi documenti. Non ha seguito l’ordine cronologico. In quel caso avrebbe dovuto iniziare dalla Costituzione sulla Liturgia che fu il primo documento votato, approvato quasi all'unanimità. Ma ha scelto la Costituzione dogmatica Dei Verbum sulla Parola di Dio. È una scelta felice perché “In principio era il Verbo” (Giovanni 1,1). Dio innanzitutto parla ad Abramo facendogli una promessa - dargli un figlio, una discendenza, e una terra - non esigendo nulla in controparte se non di essere il suo unico Dio ad esclusione di tutti gli altri. San Giovanni coglie questa precedenza della Parola di Dio iniziando il suo Vangelo con le prime parole della Bibbia: “Be reshìt” “In principio” (Genesi 1,1). Conferma così la tradizione ebraica secondo cui il vero principio non è la creazione del cielo e della terra come continua il testo della Genesi ma il piano di Dio, cioè la sua architettura, la sua Sapienza, secondo cui è stato creato il mondo e comunicato all'uomo attraverso la Legge e i Comandamenti. Questa Sapienza è il Verbo di Dio. 

È dunque importante seguire le catechesi del Papa. Le voglio pubblicare ogni settimana. Chi vorrà conoscere le catechesi precedenti andrà sul sito del Vaticano o a questi link del Blog indicati in fondo al post. 

LEONE XIV   UDIENZA GENERALE

mercoledì 11 febbraio 2026

FINALMENTE DEI VESCOVI AMERICANI REAGISCONO / Festa di san Castrese, 11 - 02 - 2026.



Sul canale di Trump è apparso un video nel quale vengono ritratti Barack e Michelle Obama come scimmie. Vari vescovi hanno reagito con un messaggio chiaro di indignazione contro la sua palese manifestazione razzista, chiedendogli di scusarsi. La prima reazione di Trump è stata di tacciare l’indignazione popolare come falsa, poi di dire che non aveva visto l'immagine incriminata, poi infine di ritirare il video ma senza mai chiedere scusa. Dopo la presentazione protocollare del nuovo presidente dei vescovi americani a Trump che sembrava piuttosto una sottomissione a POTUS (President of the United States), tre cardinali hanno cominciato a prendere posizioni sulla sua politica estera contro gli interventi o le minacce militari contro paesi sovrani. Oggi, grazie a Dio ci sono ancora reazione chiare su questo ultimo episodio.

Ecco le reazioni di alcuni vescovi USA:

martedì 10 febbraio 2026

LA CHIESA ESISTE PER ANNUNCIARE GESÙ CRISTO A TUTTI. L'ESEMPIO DI DUE VESCOVI / Santa Scolastica 10 - 02 - 2026

Papa Leone benedice i preti presenti
alla fine di una celebrazione.


Ronald Hicks, 58 anni, di Chicago, nominato arcivescovo New York il 18 dicembre da Papa Leone XIV, è vissuto dal 2005 al 2010 a El Salvador guidando l'organizzazione Nuestros Pequeños Hermanos (NPH) per bambini orfani e abbandonati, e ha diretto e supervisionato programmi in nove paesi.

Nella Messa di inizio servizio pastorale nella cattedrale di san Patrizio in Manhattan  ha detto parole da incidere nei cuori per la loro chiarezza evangelica: 

"La Chiesa esiste per annunciare Gesù Cristo a tutti, pubblicamente e in modo credibile, senza paura, in ogni cultura e circostanza. Una Chiesa che difende la dignità umana in ogni modo possibile, una Chiesa che segue l'esempio di Gesù, che va oltre la propria comunità e presenta il Samaritano come esempio di bontà. Questo è il tipo di Chiesa in cui credo".

Disse poi alla comunità ispanica: "Vi amo moltissimo, è stato un onore camminare con tutti voi e in questa arcidiocesi continueremo a camminare insieme". Disse loro di andare avanti "con vera speranza e fede, e di essere un esempio di come trattarsi a vicenda, come veri fratelli, perché è così che tutti dovrebbero essere trattati".

In una messa in onore del Cardinale argentino Eduardo Francisco Pironio (1920-1998), già proclamato beato nel 2023, fu ricordato come non ebbe paura di essere sale e luce in situazioni politiche e sociali spesso difficili, o in situazioni che esigevano una carità piena di tatto come il rapporto con i giovani, e la guida delle Giornate Mondiali della Gioventù da Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici. Era conosciuto per  la sua profonda spiritualità mariana piena di speranza incentrata sul Magnificat.

Ciascuno di noi conta. Adottiamo lo stile e l'impostazione del vescovo Hicks e del Cardinale Pironio che rispecchiano il Vangelo e la linea di Papa Leone XIV. Non lasciamoci ingannare dalla tentazione di perderci in osservanze meticolose che spesso rassicurano chi non vuole confrontarsi con Dio e lasciarsi trascinare dal suo amore per l'uomo, la sua dignità e libertà fino alla fine. Spesso le tradizioni umane hanno come risultato di oscurare e soffocare nella coscienza la Parola di Dio. Il breviario di oggi ci lascia l'esempio di santa Scolastica che con grande libertà evangelica e per un motivo giusto, va oltre la regola monastica che il suo fratello san Benedetto, anche per senso di responsabilità verso i suoi monaci, temeva di infrangere. San Gregorio Magno conclude che "fu molto giusto che potesse di più colei che più amò"! (Liturgia delle ore - Ufficio delle letture - 10 Febbraio 2026 - sito ufficiale CEI - Chiesacattolica.it)


Dal Vangelo secondo Marco  Mc 7,1-13 

lunedì 9 febbraio 2026

URAGANO SULLE COSTE SICILIANE E ALTRI EVENTI ESTREMI... / 9 - 02 - 2026.

   

COP21, Parigi 2015. L'esultanza, ... e poi?

"La Quaresima ormai prossima ci invita a un cammino di ritorno: ritorno al cuore di Dio, al cuore della nostra fede e al cuore della nostra casa comune. In questo tempo di preghiera, digiuno e conversione, donaci Signore di rallentare, di ascoltare più profondamente e di riscoprire ciò che veramente sostiene la vita".

Così abbiamo pregato questa domenica. Siamo stati sinceri? Abbiamo compreso ciò che il lettore ha proposto dal pulpito della nostra Assemblea cristiana?

sabato 7 febbraio 2026

NUOVO GRUPPO PER LA VITA IN PARROCCHIA / Domenica 1 febbraio. Blog 07-02-2026




Lo Spirito Santo ha suscitato la nascita di un nuovo gruppo PER LA VITA nella nostra parrocchia, poco prima della Giornata Nazionale. E si è subito distinto con la sua presenza di animazione nelle messe invitando tutti a ringraziare il Signore per il dono della vita e a scoprirne le ricchezza. È stata realizzata anche questa magnifica croce con foto che illustrano il messaggio di difesa della vita che, purtroppo, è sotto attacco ogni giorno fin dal concepimento: 

giovedì 5 febbraio 2026

UNA PAROLA SPESSO INCOMPRESA: CONVERTIRSI / giovedì IV sett. T.O., pari. 2026



Gesù manda in missione i suoi discepoli, i Dodici, con istruzioni precise. Varrebbe la pena analizzare queste istruzioni perché ognuna ha senso ed è importante. Ma qual è il cuore del messaggio che portano i Dodici, della loro missione? 

Il centro e il Volto del Regno di Dio è Gesù Cristo! Egli si fa conoscere poco a poco e in quel modo rivela il Padre, cioè il Mistero finora incomprensibile di Dio perché in Lui abita la pienezza della divinità. Ma tutti abbiamo idee, concetti di Dio, della felicità, della vita. E adattiamo la nostra vita, il nostro comportamento morale alle nostre idee, quando non avviene anche il contrario, cioè che adattiamo la nostra idea di Dio in modo da giustificare i nostri comportamenti! I discepoli, rendendo presente Gesù e ciò che opera in nome di Dio, invitano la gente a credere che Dio è fedele, si occupa di loro e viene a liberarli dal timore della morte, del male e del demonio. 

Se il cuore si apre alla fede, già il demonio è vinto, è cacciato. Ma per questo devo passare dalle mie idee a quelle di Dio. È questo l’invito dei Dodici che ἐκήρυξαν ἵνα ⸀μετανοῶσιν, "proclamarono con voce forte, come un annuncio ufficiale, pubblico che la gente si convertisse". Cosa significa però  “convertirsi”? Non significa sforzarsi di essere più bravi ma μετανοέω cioè mutare pensiero/mente, cioè cambiare le idee sulla vita e su Dio, aprirsi alla realtà finora nascosta o annebbiata da tanti problemi, o persino da pratiche e concetti che sono religiosi ma fuorvianti. 

Facciamo un esempio: sono in gravissimo pericolo e mando un SOS dopo l’altro pieno di ansia e disperazione, e ricevo la notizia che il mio appello è stato ricevuto e che vengono a tirarmi fuori, già tutto cambia per me anche se mi trovo sempre allo stesso posto, nella stessa situazione, oppure mi metto in cammino come posso ma sollevato, pieno di speranza perché mi è stato indicato come arrivare al posto sicuro. 

Ma si annuncia la Buona Notizia? Si annuncia Gesù centro e volto del Regno, Signore vincitore della morte che mi guida sui sentieri della vita? Eppure è questo il messaggio costante della Bibbia fin dalle prime pagine dell'Antico Testamento. Spesso si indicano opere da fare, sforzi da compiere per preservarci o addirittura salvare il mondo. Ma le opere sono conseguenza della fede, della grazia, non il contrario. 


Dal Vangelo secondo Marco   Mc 6,7-13

mercoledì 4 febbraio 2026

IL MESSAGGIO PIÙ IMPORTANTE DELLA VERGINE MARIA / 4 febbraio 2026.




La Vergine Maria, Madre di Dio, Figlia di Sion, appare molto poco nella Scrittura ma in momenti cerniera, fondamentali nella Storia di Gesù e della sua opera di salvezza. Nessuno può toglierle importanza nel disegno di Dio a nostra favore. 

Come detto, Maria madre di Gesù appare poco nella Scrittura: raggruppati in pochi episodi il nome di Maria appare solo 17 volte, di cui una sola volta in Marco e zero volte in Giovanni! Però è anche indicata solo come madre quando viene riferito a Gesù che “tua madre e i tuoi fratelli ti cercano” e proprio in Giovanni è menzionata in un modo unico come sua madre a Cana e in un altro momento cardine ai piedi della croce con la consegna a Giovanni, diventando la nostra madre, la madre dei discepoli che Gesù amava! Questo ci conferma l'importanza di Maria, la Tutta Santa.

Se appare poche volte, Maria parla ancora di meno. Parla all’angelo, parla a Elisabetta sua cugina e loda Dio, parla a suo figlio …

martedì 3 febbraio 2026

LE LEZIONI DELLA GUERRA: DAVIDE E ASSALONNE / martedì IV sett. T.O., PARI. 3 febbraio 2026.



Chi può legga nella sua Bibbia tutto il brano così frastagliato nella versione liturgica della prima lettura (2Sam 18,9-10.14b.21a.24-25a.30-32; 19,1-3) per gustarne maggiormente tutto lo spessore umano. E soprattutto continui almeno fino a 2 Sam 19,8. 

Assalonne vuole diventare Re, pronto ad uccidere il proprio padre per prendere il potere, aggregando attorno a sé gli scontenti. Davide però continua a voler bene a quel figlio e vuole preservarlo. Tutti lo sanno e dopo la morte di Assalonne c'è timore di annunciarlo a Davide. Quando lo sa, Davide si lascia travolgere dall’emozione fino a trasformare “La vittoria in quel giorno … in lutto per tutto il popolo”. La prima lettura finisce così su questa nota di grande umanità, ma non evidenzia che in quanto re, Davide commette un’ingiustizia verso il popolo e verso coloro che hanno combattuto e sono morti per difendere lui e il regno. Allora - di nuovo - interviene il capo dell’esercito e parla a Davide con fermezza: “Allora Ioab entrò in casa del re e disse: "Tu fai arrossire oggi il volto di tutta la tua gente, che in questo giorno ha salvato la vita a te, ai tuoi figli e alle tue figlie, alle tue mogli e alle tue concubine, perché ami quelli che ti odiano e odii quelli che ti amano. Infatti oggi tu mostri chiaramente che capi e servi per te non contano nulla; ora io ho capito che, se Assalonne fosse vivo e noi quest'oggi fossimo tutti morti, questa sarebbe una cosa giusta ai tuoi occhi. Ora dunque àlzati, esci e parla al cuore dei tuoi servi, perché io giuro per il Signore che, se non esci, neppure un uomo resterà con te questa notte; questo sarebbe per te un male peggiore di tutti quelli che ti sono capitati dalla tua giovinezza fino ad oggi" (2 Sam 19,6-8; chi può legga tutto il capitolo 19). Davide ascolta il suo capo dell’esercito e inizia così la riunificazione delle tribù attorno a lui, chi è stato fedele e chi deve chiedere perdono. C'è però la tentazione della vendetta, di fare qualche esempio con i traditori minori. Ma Davide ha quel gesto saggio che proviene però dalla sua profonda fede e dice: “Si può mettere a morte oggi qualcuno in Israele?" Davide esce rafforzato da quella prova. 

Questo brano ci porta due lezioni molto importanti: 

lunedì 2 febbraio 2026

DON ALBERTO RAVAGNANI, DON LUIGI EPICOCO E GLI ALTRI / Festa della Vita Consacrata, 2 febbraio 2026


Don Alberto Ravagnani sospende il suo ministero sacerdotale. Poco tempo fa aveva scioccato molti facendo pubblicità - pagata - per integratori per sportivi. Quando si cominciò a parlare di lui mi hanno chiesto cosa ne pensavo. Notavo la sua capacità di parlare in modo attraente, quel famoso “parlare giovane” che può essere un buon veicolo per il Vangelo. Già era noto anche don Luigi Epicoco. Anche se è possibile perdersi ad ogni età e in qualunque situazione, l’essere sui Social con molti followers è un pericolo particolare. Mettendo però a confronto le loro figure, pur augurando grandi frutti nell'apostolato a don Ravagnani, vedevo tra loro una grande differenza. Non tanto negli anni in più di don Epicoco, un altro volto giovane della Chiesa, ma nel percorso che questi anni rappresentavano, e nel suo caso, un eccellente percorso. Don Epicoco era già un prete con esperienza, con responsabilità assunte e riuscite, nella fedeltà alla Chiesa. Lasciare che giovani talenti brillino dal primo giorno non è prudente se non sono assodate le basi. 

Comunque lo scopo non è di azzardare giudizi in un momento doloroso per don Ravagnani e per la comunità, ma di fare una riflessione generale utile. Per esempio il giovane Karol Wojtyla che aveva già dimostrato le sue capacità di autore prima di entrare in seminario, decise di non scrivere nulla durante la sua formazione, tempo irripetibile. 

domenica 1 febbraio 2026

BEATI I RICCHI ! / IV Domenica del T.O.,A, 2026.



Il titolo di questo libro di vignette religiose è: “BEATI I RICCHI”

I personaggi in copertina dicono: “Cosa vogliono di più gli umili, quelli che piangono, quelli che hanno fame e sete di giustizia, i misericordiosi …? Gesù li ha chiamati beati! / I ricchi non li ha mai chiamati! Esigiamo una rettificazione!”

Riceviamo in questa domenica il Vangelo delle Beatitudini. Una parola che non si può inquadrare con la sola ragione ma può essere accolta solo nella fede, per opera dello Spirito Santo. Una parola potente che è promessa per chi crede, e consolazione grande giorno dopo giorno, ma che non si lascia ridurre a ragionamenti compatibili con la saggezza di questo mondo. Qualcuno potrà mai spiegarmi con argomenti razionali che devo rallegrarmi, esultare, saltare di gioia se vengo insultato, perseguitato, calunniato in ogni modo? 

È vero che la versione della Beatitudini secondo san Luca promette guai ai ricchi. La rettificazione c'è stata per loro! Ma nella tristezza generata dalla certezza della morte, essere ricchi, avere successo, essere potenti, godersi la vita è una consolazione. Però siamo chiamati a molto di più : vivere la Vita buona del Vangelo, combattere la buona battaglia della fede e della coscienza pura che porta a termine la corsa, che tesse relazioni autentiche e non solo complicità, e soprattutto ad avere la vittoria più grande, quella contro la morte. Beato davvero chi, scoprendo l’amore di Dio gli risponde con l’amore. Signore Gesù, misericordioso, abbi pietà di me peccatore! In questo secolo così carico di violenza la promessa di essere chiamato figlio di Dio se opero la pace attorno a me, è un incentivo potente per lavorare alla pace che sembra oggi così fragile e lontana. 


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 5,1-12a

sabato 31 gennaio 2026

L'OROLOGIO DELL'APOCALISSE AVANZA ANCORA ! COSA FARE? / 31 gennaio 2026


Stiamo a 85 secondi dalla mezzanotte, cioè dalla fine della civiltà come la conosciamo, secondo i calcoli dell’ "Orologio dell’Apocalisse". Ideato nel 1945 da scienziati dopo la fine della seconda guerra mondiale e soprattutto dopo le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, questo Orologio indicava 7 minuti dalla mezzanotte. Oggi segna ancora 5 secondi in meno dell'anno scorso, stando quindi ad un minuto e 25 secondi dell’esito fatale. ( La fine del mondo è più vicina di 85 secondi. Come funziona l’Orologio dell’Apocalisse - Formiche.net )

Come rispondere, cosa fare?  Chiaramente per i credenti la preghiera è una risposta efficace e indispensabile perché è Dio che guida la Storia e permette ai cuori di aprirsi alla saggezza e alle intelligenze di trovare soluzioni, prima ancora di interventi miracolosi che Egli può sempre attuare in nostro favore. 

giovedì 29 gennaio 2026

PERCHÉ GESÙ NON VUOLE CHE CI CONVERTIAMO? / Marco 4,1-20. 29 gennaio 2026.



La parabola del Seminatore sta in tutti i Vangeli sinottici: Marco la presenta per prima nel suo Vangelo, segno dell’importanza che ha per lui. Gesù ne dà la spiegazione e la commentiamo. Ma ci sono versetti che spesso trascuriamo : “Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».”  Gesù non vuole salvare tutti? Sarebbe terribile e in contraddizione con la stessa Scrittura che dice che Dio “vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità”  (1 Timòteo 2, 4). 

È vero che la salvezza è una chiamata e ognuno ha la sua ora. Ma se queste persone sono venute da Gesù per ascoltarlo, perché non spiegare loro tutto? Pure gli apostoli non comprendono e devono chiedere. E questo è già un indizio di risposta per noi: Gesù vuole che ci interroghiamo, che non pensiamo di aver compreso tutto fin dal primo momento per cui "sappiamo già tutto". Siamo stati forse educati, al catechismo, ad imparare la risposta giusta, a credere che basta sapere. Gesù ci dà risposte, ma più che comprendere, vuole che accogliamo la sua Parola, come una chiamata di Dio che ci ama e vuole mettersi in cammino con noi per trasformare la nostra vita. “Dio non vuole farci diventare matematici ma cristiani” diceva sant’Agostino. Molte persone invece cercano solo di sapere, cercano il Corso Biblico, quando ascoltano la Parola di Dio vogliono darne la spiegazione, senza che questo tocchi la loro vita concreta. 

Invece Dio è un Padre che educa i suoi figli, li accompagna. Come in famiglia: l'educazione inizia “già nel grembo”. Nei primi anni l'educazione consiste nella vita vissuta insieme, con molte parole di amore, e tanto esempio dato giorno dopo giorno con parole di correzione calate in ogni situazione particolare. Se io so tutto il catechismo, ma non comprendo ciò che vuole da me il Signore, come si applica alla mia vita, oppure non lo accetto, a cosa serve? Ci sono persone che hanno imparato a memoria (e poi hanno dimenticato!) i Dieci Comandamenti ma non ne hanno mai visto il nesso con la loro vita. Molti sanno per esempio le Beatitudini, ma sentendosi incapaci di metterle in pratica le trascurano senza comprendere che il Signore li invita a seguirlo. Spesso il Vangelo stesso è strutturato già in questo modo: Gesù dice tutta la Verità, alta, non alla mia portata oggi, ma poi nello stesso paragrafo apre una possibilità di cammino quotidiano. I discepoli camminano con Gesù ma fino alla fine non hanno ancora compreso tutto! «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. […] Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità» (Gv 14,25-26; 16,13).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (cfr n. 113) rimanda, a questo proposito, a un motto dei Padri della Chiesa: «La Sacra Scrittura è scritta nel cuore della Chiesa prima che su strumenti materiali», cioè nel testo sacro. La comprensione piena del Mistero della Salvezza avviene mediante «la riflessione e lo studio dei credenti», attraverso l’esperienza che nasce da «una più profonda intelligenza delle cose spirituali». Solo l’esperienza vissuta trasforma le persone! Al punto che S. Gregorio Magno ha potuto dire : «La Sacra Scrittura cresce con coloro che la leggono». [1] Già Sant’Agostino aveva affermato che «uno solo è il discorso di Dio che si sviluppa in tutta la Scrittura e uno solo è il Verbo che risuona sulla bocca di tanti santi». [2] La Parola di Dio, dunque, non è fossilizzata ma è una realtà vivente e organica che si sviluppa e cresce nella vita di ciascuno e della Chiesa in ciò che si chiama la Tradizione. La Chiesa nel suo insegnamento e nella vita dei suoi membri, grazie allo Spirito Santo, la comprende nella ricchezza della sua verità e la incarna nelle coordinate mutevoli della storia. San John Henry Newman affermava che il cristianesimo, sia come esperienza comunitaria, sia come dottrina, è una realtà dinamica, nel modo indicato da Gesù stesso con le parabole del seme (cfr  Mc 4,26-29): una realtà viva che si sviluppa grazie a una forza vitale interiore. [3] Questo sempre in fedeltà al Deposito della Fede, guidati dal Magistero (vedi 1Tm 6,20; 2Tm 1,12.14). I Santi illustrano in modo meraviglioso che “la vita di ogni credente è una Storia sacra”.

[1]  Homiliae in Ezechielem I, VII, 8: PL 76, 843D.

[2]  Enarrationes in Psalmos 103, IV, 1

[3] Cfr. J.H. Newman, Lo sviluppo della dottrina cristiana, Milano 2003, p. 104.


Dal Vangelo secondo Marco  Mc 4,1-20 

mercoledì 28 gennaio 2026

NON HO NULLA CONTRO DIO, È IL SUO FANCLUB CHE MI PREOCCUPA! (W. Allen) / Dio e la politica. 28 gennaio 2026.




Ho trovato su Fb un post del 25 Gennaio di Allan R. Bevere, Pastore Metodista negli USA e a Cuba che ha iniziato a spiegare il Vangelo con il linguaggio e gli argomenti di T.R.U.M.P. e dei MAGA. Ve lo propongo tradotto, rubandogli anche l'immagine. Riflette la verità con la satira. Molti sostenitori di T.R.U.M.P. si professano cristiani (evangelici ma anche cattolici nazionalisti). E spesso sono persone che vanno in chiesa ogni domenica e partecipano alle riunioni bibliche! Ma Trump ha promesso loro già nel 2015: "se votate per me avrete di nuovo potere!". E questa promessa ha reso questi "cristiani" discepoli MAGA...


LA PARABOLA DEL SAMARITANO FOLLE.

E Gesù disse:

“Un uomo stava attraversando una zona pericolosa del paese – tutti sapevano che era pericolosa, i segnali c'erano, segnali molto chiari – e fu aggredito da criminali. Lo derubarono, lo picchiarono e lo lasciarono mezzo morto. Una situazione terribile. Ma poi, aveva fatto le sue scelte.

Passò di là un pastore, un bravo pastore, con una solida teologia, un patriota. Vide l'uomo e disse: "Questo è tragico, ma è per questo che insegniamo la responsabilità personale". Non si fermò, perché fermarsi avrebbe premiato le decisioni sbagliate del mal capitato.

martedì 27 gennaio 2026

È POSSIBILE COMMEMORARE LA SHOÀH OGGI? / 27 GENNAIO 2026.



Per molti sembra impossibile o comunque non più opportuno. Le visite scolastiche ad Auschwitz e altre modi tradizionali di commemorare l’Olocausto sono calati molto dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas. Proprio per questo ci tocca maggiormente essere in guardia contro l'odio e la disumanizzazione per salvaguardare il nostro futuro. 

Infatti si moltiplicano gli atti di violenza a sfondo ideologico (razzista, religioso…) e anche nella vita quotidiana, nei rapporti di lavoro e famigliare. Siamo spesso di fronte a “violenza gratuita” o “per futili motivi” e soprattutto le ideologie e  politiche che giustificano la legge del più forte si diffondono pericolosamente nelle nostre società a tutti i livelli anche i più alti.  

lunedì 26 gennaio 2026

VI INCORAGGIO A PROSEGUIRE CON ENTUSIASMO E VI BENEDICO / Discorso del Papa ai Responsabili del Cammino Neocatecumenale. 19 gennaio 2026.




Il Papa ha ricevuto più di mille catechisti del Cammino Neocatecumenale assieme a Kiko Arguello e l’Equipe internazionale. Molti hanno riportato sui loro Social il suo discorso, per intero o meno, con i loro commenti. Voglio anch’io che questo testo sia  su “La Gioia del Vangelo”. Ho notato però che alcuni hanno solo citato le messe in guardia che ogni Papa come Pastore vigile non può mancare di fare. Qualche anno fa ho fatto fermare personalmente un catechista per il suo comportamento. Uno solo in vita mia, ma c'è stato anche questo caso, e quindi la vigilanza è sempre necessaria. Anche Papa Francesco metteva in guardia degli stessi pericoli. È normale. Ma, subito dopo un suo discorso ai neocatecumenali, qualche responsabile ecclesiastico in una parrocchia ha solo ricordato i pericoli che queste comunità potevano correre e rappresentare per la comunità parrocchiale. Il tono dei Papi non è di questo tenore. E la vigilanza è una preoccupazione costante all'interno del Cammino. Quando è stato approvato lo Statuto definitivo Kiko ha detto una frase che è arrivata a tutti: “Siamo confermati come Statuto ma non in grazia. Se non ci convertiamo possiamo andare tutti all’inferno!” Carmen disse una frase più carica di colore: “Dico come santa Teresa d’Avila: adesso sono sicura di morire nella Chiesa! Possono scomparire Kiko e tutti i suoi kikiani!” Con grande gioia, sicuri del suo Amore materno, preghiamo la Vergine Maria che ci accompagni e ci custodisca!


DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV

AI RESPONSABILI DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE 


Aula della Benedizione

Lunedì, 19 gennaio 2026


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Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

La pace sia con voi!


Queridos hermanos y hermanas,

cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

domenica 25 gennaio 2026

PAROLA D'ORDINE: "SUBITO, LASCIARE TUTTO, SEGUIRE" / III Domenica del T.O., A,



Il Regno di Dio è gioia oltre le aspettative, liberazione e dignità piene. Come immagini questo Regno? Cosa sarebbe per te gioia oltre le aspettative, liberazione e dignità piene? Sei pronto a far fiducia al Signore e credere che la sua promessa è vera, il suo progetto è buono per te? Sei pronto ad abbandonare il tuo progetto per accogliere quello del Signore per te?

Gesù ha aspettato la chiamata del Padre per iniziare la sua missione profetica, vivendo nascosto per 30 anni. Egli è il Regno di Dio ma lo incarna in una vita vissuta prima di annunciarlo. Così farà anche Paolo - un po' forzato perché all'inizio vuole subito predicare - vivendo la vita nascosta a Tarso per più di 10 anni fin quando viene Barnaba per portarlo ad Antiochia. Così anche Mosè, animato da quel suo sentimento di giustizia. Quando lo vive in modo solo umano combina solo un guaio: uccide un egiziano senza vantaggio per il popolo ebraico e lui deve fuggire. Vive 40 anni nel deserto. Dopo, Dio lo può mandare perché il suo desiderio di giustizia è ormai guidato e fortificato dallo Spirito di Dio stesso “non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo” dirà san Paolo. 

Gesù annuncia in modo kerigmatico (pubblico e a voce alta) e insegna come didaskalos, maestro venuto da Dio. Egli inizia a predicare (kerussein κηρύσσειν): "Convertitevi (Metanoeite Μετανοεῖτε)", cioè cambiate il vostro modo di pensare, di vedere la vita e il mondo, per poter vedere Dio, vedere e accogliere il suo Regno. Non è come sembra, non è come pensate!  

Sarà un cammino lungo, entusiasmante anche se a fatica gli apostoli si lasceranno plasmare riconoscendo pian piano che Gesù ha Parole di Vita eterna. Ma dal primo istante c'è un cambiamento radicale: benché pieni ancora delle loro esperienze, desideri, idee sul Regno atteso, SUBITO, LASCIANO TUTTO E SEGUONO GESÙ.  "Subito", "lasciare tutto", "seguire". 


Dal libro del profeta Isaìa Is 8,23b-9,3 

sabato 24 gennaio 2026

GRADUALITÀ DELLA LEGGE E LEGGE DELLA GRADUALITÀ. COSA SIGNIFICA? / San Francesco di Sales, 24 gennaio 2026.



Giovanni Paolo II ha insegnato che non esiste gradualità della Legge ma legge della gradualità. Facile da memorizzare bisogna ma che significa? 

La Legge è il programma di Gesù. E cioè? “siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che sta nei cieli”, “avete inteso, ma io vi dico… : amate i vostri nemici, ricambiate il male con il bene, ecc..“, “non temete coloro che uccidono il corpo, ma poi non possono più fare nulla…”, “se la tua mano ti dona scandalo, tagliala…”, “chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi beni e persino alla propria vita, non può essere mio discepolo… “. San Paolo non ha altro programma per sé e per i primi credenti. Sant’Ignazio di Antiochia vicino al martirio scrive che solo quando sarà ucciso dalle belve nel circo allora sarà veramente discepolo di Cristo ! 

giovedì 22 gennaio 2026

COME CHIESA, COSA CI PUÒ INSEGNARE IL DISCORSO DEL PREMIER CANADESE? / 22 Gennaio 2026.



Il Primo Ministro canadese, Mark Carney, 61 anni, economista di formazione, ex Direttore della Banca del Canada, in particolare durante la crisi finanziaria mondiale del 2008, con la moglie economista anche lei, specializzata nei paesi in via di sviluppo, ha pronunciato un discorso molto importante a Davos perché corrisponde alla politica che sta mettendo in pratica e costituisce una via praticabile di fronte all’attuale rottura dell’ordine mondiale. Qui il link al mio post per leggere la traduzione italiana del suo discorso: La Gioia del Vangelo: "IL POTERE DEI MENO POTENTI", DISCORSO DEL PRIMO MINISTRO DEL CANADA MARK CARNEY A DAVOS / 20 gennaio 2026. È un argomento che ci interessa tutti a livello umano. Ma specificamente per il Blog “la Gioia del Vangelo” mi pare che quell’atteggiamento può illuminare la nostra vita cristiana personale ed ecclesiale. 

"IL POTERE DEI MENO POTENTI", DISCORSO DEL PRIMO MINISTRO DEL CANADA MARK CARNEY A DAVOS / 20 gennaio 2026.



Testo del discorso integrale del Primo Ministro Canadese Mark Carney a Davos, in italiano (traduzione Google controllata da me). Qui il link del testo originale in inglese “Principled and pragmatic: Canada’s path” Prime Minister Carney addresses the World Economic Forum Annual Meeting | Prime Minister of Canada


January 20, 2026

Davos, Switzerland


Grazie, Larry.

È un piacere – e un dovere – essere con voi in questo momento di svolta per il Canada e per il mondo.

Oggi parlerò della rottura dell'ordine mondiale, della fine di una bella storia e dell'inizio di una realtà brutale in cui la geopolitica tra le grandi potenze non è soggetta ad alcun vincolo.

Ma vi sottopongo anche il fatto che altri Paesi, in particolare le medie potenze come il Canada, non sono impotenti. Hanno la capacità di costruire un nuovo ordine che incarni i nostri valori, come il rispetto dei diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la solidarietà, la sovranità e l'integrità territoriale degli Stati.

Il potere dei meno potenti inizia con l'onestà. 

mercoledì 21 gennaio 2026

CONSIGLI PER I LETTORI DURANTE LA MESSA / 21 Gennaio 2026.



La Liturgia della Parola è una parte essenziale della Messa. La Celebrazione Eucaristica ha una dinamica ordinata e crescente che bisogna comprendere. Il Signore risorto convoca l’Assemblea ed è presente nei suoi membri, e in mezzo a loro instaura un dialogo: Dio parla e l’Assemblea ascolta, accoglie, reagisce e conclude professando la sua fede. Con la professione di fede inizia il “compimento del servizio sacerdotale” proprio dei fedeli, cioè i battezzati (non battezzati - catecumeni, simpatizzanti - possono essere ammessi alla Liturgia della Parola). La comunità "resa degna di stare alla presenza del Signore" perché purificata “a causa della parola che vi ho annunciato” (Giovanni 15,3) può allora "farsi voce di ogni creatura" nella preghiera dei fedeli e passare dalla Mensa della Parola alla Mensa dell’ Eucaristia. Infatti, accolta nella fede la parola fa rimanere in Cristo come il tralcio nella vite che porta molto frutto (Giovanni 15). Gesù vuole veramente farci rimanere in lui in una comunione totale che ci fa diventare suo Corpo e suo Sangue. Non gli basta darci il Pane della sua Parola. Vuole farci mangiare il Pane della sua Carne e bere il suo Sangue che sono vero cibo e vera bevanda e comunicarci in tal modo la sua vita immortale. Dalla celebrazione i fedeli escono come “altri Cristi” e come “missi dominici” cioè inviati del Signore e suoi missionari e ministri nel mondo (da lì il termine “Missa”, in italiano Messa, che è la riunione dei “missi dominici”). 

martedì 20 gennaio 2026

IL 2 FEBBRAIO, UN EVENTO IMPORTANTE NELLA PARROCCHIA / 20 gennaio 2025.




Un argomento che ci interessa tutti, presentato da esperti impegnati nella causa della retta alimentazione e della sostenibilità!

domenica 18 gennaio 2026

"PERCHÉ IO NO?" COSA SIGNIFICA ESSERE SANTO NELLA BIBBIA? / II Domenica del T.O., A. 18 GENNAIO 2026



“Si isti et istae, cur non ego?” “Se questo e questa (sono diventati santi), perché io no?” si chiedeva s. Agostino. Oggi di fronte alla violenza che si diffonde come una metastasi in tutti gli strati della nostra Società e del mondo, tra le nazioni, molti, in particolare i giovani, forse si domandano: se tanti al massimo livello, Trump, Putin , Netanyahu e altri a livelli più bassi, possono servire senza vergogna i propri interessi usando la legge del più forte, perché io dovrei rispettare gli altri, il bene comune, delle regole? L’orgia dei potenti, degli adulti, dei capi, genera figli violenti. Qualcuno conclude che la famiglia, la scuola, la società possono fare poco a fronte delle esplosioni di violenze di chi si crede padrone del mondo. È vero che non riusciamo a eliminare il male. Ma limitarsi a questa costatazione non sarebbe una risposta da cristiano. Non è vero che non si può fare nulla.

sabato 17 gennaio 2026

"VI VOGLIO TUTTI IN PARADISO!" / Indulgenze dell'anno giubilare francescano per l'VIII centenario della morte di san Francesco. 17 gennaio 2025.



Dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027 il Papa concede speciali indulgenze a chi parteciperà all'anno giubilare francescano. Il Decreto della Penitenzieria apostolica precisa le condizioni per ottenerle, ma va letto tutto come un testo ispiratore sul piano spirituale. Credo inoltre che dovrebbe suscitare in noi il desiderio di conoscere meglio san Francesco e la sua interpretazione della vita cristiana e la sua visione della Chiesa, come fonte di ispirazione per noi oggi. Sarà opportuno fare incontri in parrocchia su questo tema.


DECRETO DELLA PENITENZIERIA APOSTOLICA

IN OCCASIONE DELL’OTTAVO CENTENARIO DELLA MORTE DI SAN FRANCESCO D'ASSISI,

MEDIANTE IL QUALE SI INDICE UNO SPECIALE ANNO GIUBILARE

CON ANNESSE INDULGENZE PLENARIE

 

"Custodite la memoria del padre e fratello nostro Francesco, a lode e gloria di Colui che lo ha reso grande tra gli uomini e lo ha glorificato tra gli angeli. Pregate per lui, come egli stesso ci ha chiesto prima di morire, e pregate lui, perché Dio renda anche noi partecipi con lui della sua santa grazia”. [1]

Mentre sono ancora attuali ed efficaci i frutti di grazia del Giubileo Ordinario dell'anno 2025 appena conclusosi, nel quale siamo stati tutti spronati a renderci pellegrini di questa speranza che non delude (Cfr. Rm 5,5), ecco aggiungersi a esso quale ideale prosecuzione una nuova occasione di giubilo e di santificazione: l'ottavo centenario del felice transito di San Francesco d'Assisi dalla vita terrena alla patria celeste (3 ottobre 1226).

QUEL SENS A CÉLÉBRER SELON LE RITE ANTIQUE ? / Texte du Cardinal Roche au Consistoire extraordinaire. 17 janvier 2025.



Pour le Consistoire le Pape avait proposé aussi aux Cardinaux le thème de la Liturgie qui n'a pas été retenu. Prudence, manque de courage, plus grande importance des autres thèmes? Le cardinal Roche avait préparé et distribué un texte "clair comme de l'eau de (Arthur) Roche". À lire.


CONSISTOIRE EXTRAORDINAIRE

(7-8 janvier 2026)

Liturgie : réflexion théologique, historique et pastorale approfondie « pour maintenir le bon chemin vers un progrès légitime » (SC 23).

Cardinal Arthur Roche

1. Dans la vie de l’Église, la liturgie a toujours connu des réformes. De la Didachè à la Traditio Apostolica, du grec au latin ; des “libelli precum” aux “Sacramentaires” et aux “Ordines”, des Pontificaux aux réformes franco-allemandes ; de la Liturgie "secundum usum romana curia" à la réforme tridentine ; des réformes partielles post-tridentines à la réforme générale du Concile Vatican II. L’histoire de la Liturgie, pourrait-on dire, est celle de sa réforme continue, dans un processus de développement organique.

giovedì 15 gennaio 2026

CONCISTORO : CELEBRARE COL RITO PRECONCILIARE, COSA SIGNIFICA? / Un testo del Cardinale Roche. 15 gennaio 2026.



Al Concistoro, Papa Leone propose ai Cardinali 4 temi di discussione. Il tema "Liturgia" è stato scartato. Molti si aspettavano che sia un tema centrale. Prudenza, mancanza di coraggio, urgenza maggiore degli altri temi? Il Cardinal Roche, prefetto del Dicastero per il culto aveva preparato un testo molto chiaro. Vale la pena leggerlo.


1. Nella vita della Chiesa la Liturgia ha sempre conosciuto interventi di riforma. Dalla "Didachè" alla Traditio Apostolica, dall'uso della lingua greca a quello della lingua latina; dai "libelli precum" ai Sacramentari e agli "Ordines", dai Pontificali alle riforme franco-germaniche; dalla Liturgia "secundum usum romana curia" alla riforma tridentina; dalle parziali riforme post-tridentine a quella generale del Concilio Vaticano II. La storia della Liturgia, potremmo dire, è la storia del suo continuo "riformarsi", in un processo di sviluppo organico.

mercoledì 14 gennaio 2026

PAPA LEONE SCRIVE ALLA PARROCCHIA DI SAN CASTRESE! .... / 14 gennaio 2026.



Il Papa scrive alla parrocchia di san Castrese !?!? 

Veramente, di preciso, no. Risponde invece alla lettera di una catechista svizzera, Nunzia (di Laufenburg una cittadina di 620 abitanti sul fiume Reno), ma la sua situazione non è così lontana dalla nostra. Cosa dice? Nel suo piccolo comune, la generazione dei nonni con fede cattolica è ormai scomparsa. Ci sono i figli presi da tutto tranne che dalla fede e dalla sua trasmissione ai nipoti. A messa ci sono solo anziani. E, dice Nunzia : “mai come quest’anno… , (invitando al catechismo) ho ricevuto risposte tipo: “mio figlio preferisce andare al nuoto”; “mia figlia studia pianoforte”; “mio figlio non vuole venire alla catechesi perché non ne ha voglia”. Scrive ancora: “I ragazzi preferiscono guardare ore e ore il cellulare o andare alle feste”. 

martedì 13 gennaio 2026

LA CATECHESI SILENZIOSA DI PAPA LEONE / 13 GENNAIO 2026


Papa Leone ha iniziato l'anno 2026 e il dopo Giubileo con un nuovo bastone pastorale o baculo. Alla chiusura del Concilio nel 1965 Paolo VI riprese l’uso, abbandonato per secoli dai Papi, del bastone pastorale dei vescovi, in quanto vescovo di Roma. Questo preciso baculo sintetizzava la sua missione di Papa come pastore in cammino col gregge e dal nome Paolo che, come San Paolo ritiene “infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso” (1 Corinzi 2, 2; vedi Gàlati 6, 14 e altri). Questo pastorale fu reso celebre da Giovanni Paolo II. Benedetto ne usò altri.

venerdì 9 gennaio 2026

NESSUNO È PERDENTE NEL MISTERO PASQUALE / 78. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 124. FINE DEL DOCUMENTO.


124. Annunciare Gesù nostra salvezza a partire dalla fede espressa a Nicea, significa annunciarlo in quanto Chiesa. Significa annunciarlo con la testimonianza della fraternità inaudita fondata in Cristo. Significa far conoscere le cose meravigliose per cui la Chiesa “una, santa, cattolica e apostolica” è il “sacramento universale di salvezza” e dona accesso alla vita nuova: il tesoro delle Scritture che il Simbolo interpreta, la ricchezza della preghiera, della liturgia e dei sacramenti che derivano dal battesimo professato a Nicea, la luce del Magistero che sta al servizio della fede condivisa. Questo tesoro, tuttavia, «lo abbiamo in vasi di creta» (2Cor 4,7). Ora tutto questo è giusto, perché l’annuncio sarà fecondo unicamente se vi è consonanza tra la forma del messaggio e il suo contenuto, tra la forma di Cristo e la forma dell’evangelizzazione. Nel mondo di oggi, si tratta in particolare di tener presente che la gloria che abbiamo contemplato è quella del Cristo «mite e umile di cuore» (Mt 11,29), che ha proclamato: «Beati i miti, perché avranno in eredità la terra» (Mt 5,5). Il Crocifisso-Risorto è realmente vincitore, ma si tratta di una vittoria sulla morte e il peccato e non su degli avversari – non vi sono perdenti nel Mistero Pasquale, se non lo sconfitto escatologico, Satana il divisore.[188] L’annuncio di Gesù nostra salvezza non è un combattimento, ma piuttosto una conformazione al Cristo, lui che guardava a coloro che incontrava con amore e compassione (cf. Mc 10,21; Mt 9,36) e si lasciava condurre da un altro, lo Spirito del Padre.[189]L’annuncio sarà fecondo se è Cristo che agisce in noi:

FACENDOSI UOMO, DIO CI DONA I POVERI COME MAESTRI / 77. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 77



77. 123. Annunciare Gesù nostra salvezza a partire dalla fede espressa a Nicea, significa rendersi particolarmente attenti ai più piccoli e ai più vulnerabili tra i nostri fratelli e le nostre sorelle. La luce nuova proiettata sulla fraternità tra tutti i membri della famiglia umana da Cristo, Figlio homooúsios del Padre e partecipe della natura umana comune, illumina in particolare coloro che hanno più bisogno della speranza della grazia. Noi siamo legati, mediante un legame radicale indistruttibile, a tutti coloro che soffrono e che sono scartati: siamo tutti chiamati a operare perché la salvezza possa raggiungerli, specialmente loro. Annunciare significa qui “dare da mangiare”, “dare da bere”, “accogliere”, “vestire” e “andare a far visita” (Mt 25,34-40), fare risplendere la gloria umile della fede, della speranza e della carità per colui che non è creduto, in cui nessuno spera e che è reietto dal mondo. Annunciare significa far brillare queste virtù teologali nell’umiliazione e nella sofferenza: ciò non può che venire da Cristo nostro Salvatore, e dunque si tratta di rendere testimonianza a Lui e permettere di incontrarlo. Non ci dobbiamo però ingannare: questi crocifissi della storia sono il Cristo tra di noi, nel senso più forte possibile: «L’avete fatto a me» (Mt 25,40). Il Crocifisso-Risorto conosce intimamente le loro sofferenze ed essi conoscono le sue. Così, essi sono gli apostoli, i maestri e gli evangelizzatori dei ricchi e dei benestanti. Si tratta di aiutare i poveri, ma anzitutto di entrare in relazione con loro e di vivere con loro per lasciarsi istruire da loro: loro comprendono meglio di tutti l’immensità del dono del Figlio homooúsios che va fino alla croce, confessato a Nicea. Essi possono introdurci alla speranza più forte della morte, alla sequela del Verbo di Dio disceso fino alla condizione più umile tra noi per esaltarci fino alla condizione più elevata con Lui.[187]


[187] «[I poveri] hanno molto da insegnarci. Oltre a partecipare del sensus fidei, con le proprie sofferenze conoscono il Cristo sofferente. È necessario che tutti ci lasciamo evangelizzare da loro. La nuova evangelizzazione è un invito a riconoscere la forza salvifica delle loro esistenze e a porle al centro del cammino della Chiesa. Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro», Francesco, Esort. Ap. Evangelii gaudium, 24 novembre 2013, 198.


giovedì 8 gennaio 2026

NULLA DI PIÙ BELLO, PROFONDO, DISPONIBILE, SENSATO, CORAGGIOSO E PERFETTO DI CRISTO / 76. NICEA. Gesù Cristo, ... nn. 121-122.


Conclusione

Annunciare a tutti Gesù nostra Salvezza oggi

121. La celebrazione dei 1700 anni del Concilio di Nicea è un pressante invito rivolto alla Chiesa perché riscopra il tesoro che le è stato affidato e vi attinga per condividerlo con gioia, in un rinnovato slancio, e perfino in una «nuova tappa dell’evangelizzazione». [185] Annunciare Gesù nostro Salvatore a partire dalla fede espressa a Nicea, così come è professata nel Simbolo di Nicea-Costantinopoli, significa anzitutto lasciarsi stupire dall’immensità di Cristo, così che tutti ne siano meravigliati, rianimare il fuoco del nostro amore per il Signore Gesù, così che tutti possano ardere d’amore per lui. Nulla e nessuno è più bello, più vivificante, più necessario di lui. Dostoevskij lo dichiara con forza: «Ripongo in me il simbolo della fede nel quale per me è tutto limpido e santo. Questo simbolo è molto semplice, ed è questo: credere che non ci sia niente di più bello, profondo, disponibile, sensato, coraggioso e perfetto di Cristo».[186] In Gesù, homooúsios al Padre, Dio stesso viene a salvarci, Dio stesso si è legato all’umanità per sempre, al fine di portare a compimento la nostra vocazione di esseri umani. In quanto Figlio Unigenito, ci conforma a sé come figli e figlie amati dal Padre per la potenza vivificante dello Spirito Santo. Coloro che hanno visto la gloria (doxă) di Cristo la possono cantare e lasciare che la dossologia si trasformi in annuncio generoso e fraterno, cioè in kerigma. 

TI RENDO LODE, PADRE, PERCHÉ HAI RIVELATO QUESTO AI PICCOLI / 75. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 120


120. La protezione della fede di tutti, così come l’importanza dell’ascolto della voce stessa degli ultimi e dei meno ascoltati, si manifesta nel fatto che Nicea non ha seguito il cammino dell’arianesimo. In effetti, san Girolamo sottolinea la maggioranza numerica degli ariani e anche il numero anch’esso assai maggioritario dei vescovi conquistati all’arianesimo. Storicamente bisognerebbe sfumare la lettura fatta da Girolamo, poiché la più parte dei vescovi e dei cristiani non aveva optato direttamente per l’arianesimo, ma era piuttosto esitante di fronte a una terminologia che non si trovava nel Nuovo Testamento. Detto ciò, siccome si era prodotto un effetto di forza messo in atto dall’autorità politica, il Concilio ha permesso di salvaguardare il sensus fidelium[184] che abitava nel popolo di Dio. In questo senso si può dire che la professione di fede di Nicea è un’eco fedele dell’esultanza di Cristo vissuta nella Chiesa: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza» (Mt 11,25-26).