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martedì 30 gennaio 2024

È PERMESSO MIGLIORARE UNA PARABOLA DI GESÙ? LA PARABOLA DEL SEMINATORE.



È permesso migliorare una parabola di Gesù? Che presunzione! Lo so che la catechesi si fa nello Spirito Santo e vediamo che già chi ha scritto i Vangeli e gli Apostoli nelle loro lettere hanno adattato le immagini usate da Gesù al loro uditorio per cui nella parabola del lucernario si riconosce la casa greca e quella ebraica, ecc.

Andiamo al dunque. Diceva Gesù alla folla: 

"Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno". E diceva: "Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!". (Marco 4,3-9)

lunedì 29 gennaio 2024

MA QUESTO PAPA CREA CONFUSIONE! - DAVVERO? / Lunedì IV sett. T.O., pari, 2024.


Davide dimostra di avere discernimento, Gesù è Segno di contraddizione, mentre, dicono: “questo Papa invece crea confusione….”.

Nella bellissima lettura di oggi Davide ha discernimento perché vede tutto nelle mani di Dio, tutta la vita guidata da lui e quindi può avere un giudizio più ampio e vero, pacificatore, di Abisài e degli altri suoi prodi. 

Nel Vangelo, la presenza di Gesù crea nel demonio angoscia e paura. Smascherato, perde il suo potere. Ma anche per tantissima gente Gesù non porta chiarezza ma confusione, squilibrio, pericolo e paura. Gli abitanti della regione dei Geraseni vedono il loro precario, sofferto e faticoso equilibrio minacciato. Più che un liberatore provvidenziale da una presenza malefica di cui tutti soffrono e si lamentano, Gesù è visto come chi getterebbe tutti in un’avventura troppo grande. E quindi viene pregato di allontanarsi. 

Anche per i discepoli stare vicino a Gesù è rassicurante per un verso ma è sempre una sfida (Matteo 10, 26.28.31 ) e spesso genera paura: “Ed egli disse loro: "Perché avete paura, gente di poca fede?". Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia”. (Matteo 8, 26). “Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: "È un fantasma!" e gridarono dalla paura”. (Matteo 14,26. “Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti”. (Marco 10, 32). Nei Vangeli troviamo varie volte la parola “paura” riferita ai discepoli di fronte a Gesù, ma anche riferita ad altri, per causa di Gesù. Troviamo anche la parola "timore" e "spavento"  che traducono la stessa parola greca “fobos”, paura. L’antidoto alla paura di fronte a Dio e alle sue manifestazioni non è tanto il coraggio umano ma la fiducia in Dio. 

I discepoli possono trovarsi in situazioni imbarazzanti di fronte a Gesù : “Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo”. (Marco 9, 32; vedi anche Matteo 22,46). Infatti quando non si ribellano al suo insegnamento o alle sue decisioni, molto spesso rimangono perplessi, frustrati, perché non comprendono ciò che vuole dire: “Ma quelli non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto”. (Luca 18,34). Gesù ne è totalmente cosciente e afferma: "E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!". (Matteo 11,6).

Quindi quando qualcuno pensa di aver capito tutto di Gesù o anche del Papa, si metta prima in discussione. E quando qualcuno non comprende il Papa, prima di dire che crea confusione, sappia che un Altro, molto più grande di lui, e molti santi suoi amici, "hanno creato confusione" e sono stati persino perseguitati per questo motivo. Non significa, ovviamente, che chiunque crea confusione abbia ragione, ma un minimo di prudenza e di umiltà sono necessari.   


Prima Lettura   2 Sam 15, 13-14. 30; 16, 5-13  Fuggiamo dalle mani di Assalonne. Lasciate che Simei maledica, poiché glielo ha ordinato il Signore.

Dal secondo libro di Samuèle

domenica 28 gennaio 2024

CHI È QUESTO PROFETA? SEI TU! / IV Dom. T.O., B, 2024.


“Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli”
. Chi è questo profeta? Chiaramente per noi è Gesù. Ma per gli altri, quelli che non lo conoscono, ma anche tra noi, chi è? Sei tu! Ogni cristiano è sacerdote, re e profeta. Abbiamo questa responsabilità e questo onore nella nostra generazione, verso i nostri figli e nipoti, verso tutti quelli che il Signore mette sulla nostra strada. Chi per orgoglio si arroga una missione, un messaggio che non viene dal Signore, commette un peccato molto grave. Ci sono falsi profeti nella Chiesa fin dalle origini. Al vescovo della Comunità di  Tiàtira il Signore dice: “Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Gezabele, la donna che si dichiara profetessa e seduce i miei servi…”  (Apocalisse 2, 20 ss; vedi anche Ap 2,14-15). Ma ci sono anche quelli che passato l’entusiasmo iniziale si adagiano come a Sardi: “Sii vigilante, rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio. Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola, custodiscila e convèrtiti perché, se non sarai vigilante, verrò come un ladro, senza che tu sappia a che ora io verrò da te”. (Ap. 3, 2-3), oppure cadono nella routine, nella tiepidezza, nel “minimo sindacale” con quella terribile prospettiva di essere vomitati dalla bocca del Signore, mentre pensano paradossalmente di essersi arricchiti spiritualmente (Ap 3, 15-17; vedi 1 Cor 4,8). Chiediamo al Signore di essere zelanti e ravvederci, di non mettere nulla al posto di Dio, né persone, né affetti o interessi, né altri spiriti.

Questo è  il senso della seconda lettura: metti il Signore al primo posto, prima di ogni cosa, prima del matrimonio! È chiaramente un forte invito oggi ai giovani e a tutti i non sposati a dedicare tutta la loro vita nel celibato o nella verginità per il regno dei cieli. Ma non è contro il matrimonio e non esclude nessuno, neppure chi potrebbe scegliere la vita consacrata ma non ha il coraggio di una scelta così radicale. E in tutto “deve essere regina la carità": sei fidanzato e lei spera nel matrimonio, non è più così giovane da fidanzarsi di nuovo, o sposandosi tra qualche anno potrebbe non diventare madre, allora prendi le tue responsabilità e sposatevi (1 Cor 7, 36).


Prima Lettura  Dt 18, 15-20  Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.

Dal libro del Deuteronòmio

sabato 27 gennaio 2024

SAN PAOLO ERA CONTRO IL MATRIMONIO? UNA SECONDA LETTURA CHE PONE MOLTI PROBLEMI / IV Dom. T.O., B., 2024



La seconda lettura di questa domenica (IV T.O., B.) è tratta dalla 1 Corinzi, capitolo 7. Quei 4 versetti (1 Cor 7,32-35) possono suscitare interrogativi. Per questo la anticipo perché vale la pena aiutare a comprenderla. Una prima cosa da fare è leggere tutto il Capitolo 7. Questo illuminerà già alcuni di questi interrogativi. Può anche suscitarne di nuovi, ma comunque farà comprendere un dato fondamentale: quell’insegnamento di Paolo si situa in un contesto, e non lo conosciamo pienamente. Da una parte egli scrive “Riguardo a ciò che mi avete scritto” e non abbiamo questa lettera. D’altra parte la cultura dell’epoca e la situazione precisa della comunità di Corinto non ci sono familiari. 
È chiaro però che i principi del progetto di Dio verso il matrimonio, la famiglia e la sessualità non cambiano. Scrivendo ad altre comunità Paolo dona altre risposte che completano il discorso fatto ai Corinzi. Il tutto deve essere integrato evidentemente con l’insegnamento di Gesù e degli altri apostoli. Non esitiamo quindi a leggere gli altri passi della Scrittura che riguardano il matrimonio e la sessualità, e soprattutto ascoltare l’insegnamento della Chiesa al riguardo. Da questa lettura, poi, innanzitutto emerge un dato fondamentale: conta prima di tutto il Signore e il suo servizio. Solo lui può colmare veramente il cuore dell’uomo e della donna. C'è quindi un forte appello a vivere in castità, dedicarsi pienamente al Signore, e se si è sposati, a cercare nello Spirito Santo il dominio di sé, delle proprie passioni (Galati 5,22). Inoltre, nelle situazioni in cui ci troviamo a vivere, deve sempre predominare la carità. Lasciamoci quindi nutrire da questa lettura, non esitando attraverso la catechesi a comprendere meglio ciò che il Signore vuole per ciascuno di noi oggi. 


1 Corinzi 7

1 Riguardo a ciò che mi avete scritto, è cosa buona per l'uomo non toccare donna, 2 ma, a motivo dei casi di immoralità, ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito.

venerdì 26 gennaio 2024

IL CRISTIANO: NON TIMIDEZZA MA FORZA, CARITÀ E PRUDENZA / SS. Timoteo e Tito, 26 gennaio, 2024.


San Paolo aveva una fortissima personalità, uno spirito combattivo, irruente, capace di iniziative audaci e orientato ai valori assoluti. Il Signore gli associa Timoteo che ha una personalità più timida, anche se la sua fede è schietta, cresciuta in un ambiente familiare credente. L’incontro con Cristo li rafforza entrambi. Perché certamente lo Spirito di Cristo è diverso dal loro spirito e si devono lasciare plasmare, trasformare. Lo Spirito Santo è il dono celeste per eccellenza senza il quale non possiamo sperare di vincere la morte e le nostre chiusure. È un dono che, come il sole e la pioggia portano al loro massimo sviluppo e splendore le piante pur rispettando la loro natura, ci purifica, ci guarisce, ci rafforza. È uno spirito di forza, di carità e di prudenza, che corregge sia la timidezza di Timoteo che l’irruenza di Paolo. Uno spirito di figli che "grida Abbà, Padre!"  (
Gàlati 4, 6, vedi Romani 8, 15) impedisce al timido Timoteo di ricadere schiavo della paura per i suoi errori e peccati di fronte alla sublimità di Cristo, e scioglie lo zelo aggressivo di Paolo nel voler osservare i precetti e farli osservare. Li rende tutt’e due più umani, felici di scoprirsi figli in Dio e fratelli delle persone che incontrano ed evangelizzano. 

Beato chi rafforza il dono di Dio ricevuto con l’imposizione delle mani nella cresima o nell’ordinazione al ministero e si lascia istruire da questa unzione (vedi 1 Giovanni 2, 27). Se si vedesse di più gli effetti di questa unzione nelle persone che l’hanno ricevuto, la cresima non sarebbe così tanto tragicamente presa sotto gamba, né il presbiterato vilipeso dalla gente. In un'epoca che considerava poco lo Spirito Santo, il Curato d'Ars arrivato quasi giansenista nella sua parrocchia, divenne, attraverso il ministero della misericordia, capace di insegnarne le meraviglie al suo vescovo

Una frase del Vangelo di oggi mi ha toccato in modo particolare: “In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui” perché ieri sono stato chiamato d’urgenza per un olio degli infermi e come ho imparato da san Francesco, entrando ho detto: “pace a questa casa” e la pace è scesa su quel figlio che il Signore stava chiamando a sé. Oggi, al funerale, ho letto le letture del giorno, e la figlia, dopo, ha confermato che il papà che ha partecipato cosciente al rito, dopo si è abbandonato in pace. Lodiamo il Signore che ama i suoi figli e li chiama alla vita. 


Prima Lettura  2 Tm 1,1-8  Mi ricordo della tua schietta fede.

Dalla seconda Lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

MA ALLA FINE L'INFERNO È VUOTO OPPURE NO? / Cosa dice la Chiesa?


Ha sollevato un putiferio la recente affermazione di Papa Francesco che gli piace pensare che l’inferno sia vuoto. Chi grida all’eresia, chi lo accusa di avere detto che l’inferno non esiste, chi cita apparizioni mariane, anche tra quelle riconosciute dalla Chiesa, che parlano di anime che si trovano all'inferno o cita rivelazioni del demonio durante esorcismi come prova che l’inferno non può essere vuoto, chi si chiede a cosa serviva a Dio creare l’inferno se poi non ci sta nessuno dentro, chi grida all’ingiustizia se tale o tale peccatore non ci finisce dentro per sempre. 

È molto affliggente sentire certe affermazioni, sia quelle che fanno dire al Papa quello  che non ha detto, sia quelle che gridano vendetta augurando un castigo di sofferenza e disperazione eterno per i propri simili. 

giovedì 25 gennaio 2024

COMPRENDERE (INTEL-LEGGERE) LA BIBBIA


Ripropongo aggiornati e uniti due post di luglio 2016 "COMPRENDERE LA SCRITTURA".


"TUTTA LA SCRITTURA E' CRISTO!”  

Questa espressione molto famosa è di san Girolamo. Si appoggia sulla natura della Scrittura illustrata in particolare da san Paolo in 2 Timòteo 3, 16: “Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia”.

San Girolamo (347 - 420) ha dedicato la fine della sua vita a tradurre la Bibbia in latino perché le traduzioni latine in circolazione erano troppo difettose e la gente meno colta non comprendeva più abbastanza il greco. Per questo egli ripartì dai testi originali (ebraico, arameo, greco), vivendo a Betlemme nell’ambiente stesso in cui si è formata la Bibbia alla scuola dei rabbini più rinomati. La sua traduzione, molto accurata, divenne, per secoli, praticamente ufficiale nella Chiesa in occidente, tanto da meritare il nome di “Vulgata” (“Comune”).

San Girolamo aggiunge che, quindi, “ignorare la Scrittura è ignorare Cristo!”