Davide dimostra di avere discernimento, Gesù è Segno di contraddizione, mentre, dicono: “questo Papa invece crea confusione….”.Nella bellissima lettura di oggi Davide ha discernimento perché vede tutto nelle mani di Dio, tutta la vita guidata da lui e quindi può avere un giudizio più ampio e vero, pacificatore, di Abisài e degli altri suoi prodi.
Nel Vangelo, la presenza di Gesù crea nel demonio angoscia e paura. Smascherato, perde il suo potere. Ma anche per tantissima gente Gesù non porta chiarezza ma confusione, squilibrio, pericolo e paura. Gli abitanti della regione dei Geraseni vedono il loro precario, sofferto e faticoso equilibrio minacciato. Più che un liberatore provvidenziale da una presenza malefica di cui tutti soffrono e si lamentano, Gesù è visto come chi getterebbe tutti in un’avventura troppo grande. E quindi viene pregato di allontanarsi.
Anche per i discepoli stare vicino a Gesù è rassicurante per un verso ma è sempre una sfida (Matteo 10, 26.28.31 ) e spesso genera paura: “Ed egli disse loro: "Perché avete paura, gente di poca fede?". Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia”. (Matteo 8, 26). “Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: "È un fantasma!" e gridarono dalla paura”. (Matteo 14,26. “Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti”. (Marco 10, 32). Nei Vangeli troviamo varie volte la parola “paura” riferita ai discepoli di fronte a Gesù, ma anche riferita ad altri, per causa di Gesù. Troviamo anche la parola "timore" e "spavento" che traducono la stessa parola greca “fobos”, paura. L’antidoto alla paura di fronte a Dio e alle sue manifestazioni non è tanto il coraggio umano ma la fiducia in Dio.
I discepoli possono trovarsi in situazioni imbarazzanti di fronte a Gesù : “Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo”. (Marco 9, 32; vedi anche Matteo 22,46). Infatti quando non si ribellano al suo insegnamento o alle sue decisioni, molto spesso rimangono perplessi, frustrati, perché non comprendono ciò che vuole dire: “Ma quelli non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto”. (Luca 18,34). Gesù ne è totalmente cosciente e afferma: "E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!". (Matteo 11,6).
Quindi quando qualcuno pensa di aver capito tutto di Gesù o anche del Papa, si metta prima in discussione. E quando qualcuno non comprende il Papa, prima di dire che crea confusione, sappia che un Altro, molto più grande di lui, e molti santi suoi amici, "hanno creato confusione" e sono stati persino perseguitati per questo motivo. Non significa, ovviamente, che chiunque crea confusione abbia ragione, ma un minimo di prudenza e di umiltà sono necessari.
Prima Lettura 2 Sam 15, 13-14. 30; 16, 5-13 Fuggiamo dalle mani di Assalonne. Lasciate che Simei maledica, poiché glielo ha ordinato il Signore.
Dal secondo libro di Samuèle