L'ostia è caduta a terra dalle mie mani! Cosa (mi) succede adesso?
Mi è stato posto questo problema da una persona molto addolorata e visibilmente anche un po’ traumatizzata.
In un testo della primitiva Antichità cristiana si diceva: “quando qualcosa cade dalla nostra Mensa eucaristica ci rimaniamo male e siamo molto attenti nel maneggiare l’ostia e il calice”. Quindi succedeva già allora, ed è normale che possa capitare anche se abbiamo la massima riverenza per il Corpo eucaristico del Signore. E il testo proseguiva dicendo che purtroppo cadono anche Parole dalla Mensa della Parola e non siamo così attenti, mentre dovremmo avere la stessa attenzione verso la Parola che verso le Specie eucaristiche. Premessa la massima cura verso le Specie eucaristiche, l’autore voleva soprattutto ricordare a tutti di avere la massima attenzione per la Parola di Dio.
Se non
è stato volontario, non succede proprio nulla, non significa proprio nulla, tranne che
forse sono più stanco di quanto pensavo, oppure che sono stato un po’ distratto
in quel momento. Capita. E dopo non succede nulla: i cristiani non sono superstiziosi.
Sono figli, magari un po’ goffi, amati fino alla follia della croce dal loro Signore.
Può mai un Padre maledire un suo bambino che fa cadere qualcosa dalla tavola?
Ma, cosa
fare dopo? Semplicemente raccogliere l’ostia e darla al Sacerdote che la mette da parte.
Oppure, se non ci sono rischi di contaminazione e non sono persona
particolarmente sensibile su questo punto, posso mangiare con devozione il Corpo
del Signore. Ma in questi tempi di Covid è forse più prudente non mangiare un’ostia
caduta a terra. Ricordo un
amico che accompagnava un ragazzo down. Dopo la messa viene a dirmi che
il ragazzo dopo aver messo in bocca l’ostia se la era subito tolta e la teneva
in mano, piena di saliva evidentemente. Allora, per evitare che la gettasse, o qualcosa
del genere, l’amico gliel’ha presa e si è comunicato con essa. “Ho fatto bene?
Lo potevo fare?” – “Certo!”. Tempi felici di prima del Covid!






