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giovedì 4 gennaio 2024

RICONOSCENDOSI INDIGENTI E BISOGNOSI DELL'AIUTO DI DIO, NON RIVENDICANO LA LEGITTIMAZIONE DI UN PROPRIO STATUS ... / X. il Testo di Fiducia supplicans.


Lebbrosi, India. 

II. Le benedizioni di coppie in situazioni irregolari e di coppie dello stesso sesso

31. Nell’orizzonte qui delineato si colloca la possibilità di benedizioni di coppie in situazioni irregolari e di coppie dello stesso sesso, la cui forma non deve trovare alcuna fissazione rituale da parte delle autorità ecclesiali, allo scopo di non produrre una confusione con la benedizione propria del sacramento del matrimonio. In questi casi, si impartisce una benedizione che non solo ha valore ascendente ma che è anche l’invocazione di una benedizione discendente da parte di Dio stesso su coloro che, riconoscendosi indigenti e bisognosi del suo aiuto, non rivendicano la legittimazione di un proprio status, ma mendicano che tutto ciò che di vero di buono e di umanamente valido è presente nella loro vita e relazioni, sia investito, sanato ed elevato dalla presenza dello Spirito Santo. Queste forme di benedizione esprimono una supplica a Dio perché conceda quegli aiuti che provengono dagli impulsi del suo Spirito – che la teologia classica chiama “grazie attuali” – affinché le umane relazioni possano maturare e crescere nella fedeltà al messaggio del Vangelo, liberarsi dalle loro imperfezioni e fragilità ed esprimersi nella dimensione sempre più grande dell’amore divino.

32. La grazia di Dio, infatti, opera nella vita di coloro che non si pretendono giusti ma si riconoscono umilmente peccatori come tutti. Essa è in grado di orientare ogni cosa secondo i misteriosi ed imprevedibili disegni di Dio. Perciò, con instancabile sapienza e maternità, la Chiesa accoglie tutti coloro che si avvicinano a Dio con cuore umile, accompagnandoli con quegli aiuti spirituali che consentono a tutti di comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro esistenza.[22].

ANCHE I PECCATORI POSSONO RINGRAZIARE DIO E CHIEDERE IL SUO AIUTO / IX. il Testo di Fiducia supplicans.

Il fariseo e il pubblicano al Tempio.

29. Dal punto di vista della dimensione ascendente, quando si prende coscienza dei doni del Signore e del suo amore incondizionato, anche in situazioni di peccato, particolarmente quando una preghiera trova ascolto, il cuore del credente innalza a Dio la sua lode e lo benedice. Questa forma di benedizione non è preclusa ad alcuno. Tutti – singolarmente o in unione con altri – possono innalzare a Dio la loro lode e la loro gratitudine.

30. Ma il senso popolare delle benedizioni include anche il valore della benedizione discendente. Se «non è conveniente che una Diocesi, una Conferenza Episcopale o qualsiasi altra struttura ecclesiale attivino costantemente e ufficialmente procedure o riti per ogni genere di questioni»,[21] la prudenza e la saggezza pastorale possono suggerire che, evitando forme gravi di scandalo o confusione fra ai fedeli, il ministro ordinato si unisca alla preghiera di quelle persone che, pur in una unione che in nessun modo può essere paragonata al matrimonio, desiderano affidarsi al Signore e alla sua misericordia, invocare il suo aiuto, essere guidate a una maggiore comprensione del suo disegno di amore e verità.


PER DIO È SEMPRE FIGLIO ANCHE CHI È STATO ABBANDONATO DAI PARENTI STRETTI / VIII. il Testo di Fiducia supplicans.

Madri all'ingresso del carcere.

26. In questa prospettiva, le Respuestas del Santo Padre aiutano ad approfondire meglio, dal punto di vista pastorale, il pronunciamento formulato dall’allora Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2021, poiché invitano di fatto ad un discernimento in relazione alla possibilità di «forme di benedizione, richieste da una o più persone, che non trasmettano una concezione errata del matrimonio»[17] e che pure tengano conto del fatto che in situazioni moralmente inaccettabili dal punto di vista oggettivo, «la carità pastorale ci impone di non trattare semplicemente come “peccatori” altre persone la cui colpa o responsabilità possono essere attenuate da vari fattori che influiscono sulla imputabilità soggettiva».[18]

27. Nella catechesi citata all’inizio di questa Dichiarazione, Papa Francesco ha proposto una descrizione di questo tipo di benedizioni che si offrono a tutti, senza chiedere nulla. Vale la pena leggere con cuore aperto queste parole che ci aiutano a cogliere il senso pastorale delle benedizioni offerte senza condizioni: «È Dio che benedice. Nelle prime pagine della Bibbia è un continuo ripetersi di benedizioni. Dio benedice, ma anche gli uomini benedicono, e presto si scopre che la benedizione possiede una forza speciale, che accompagna per tutta la vita chi la riceve, e dispone il cuore dell’uomo a lasciarsi cambiare da Dio […]. Così noi per Dio siamo più importanti di tutti i peccati che noi possiamo fare, perché Lui è padre, è madre, è amore puro, Lui ci ha benedetto per sempre. E non smetterà mai di benedirci. Un’esperienza forte è quella di leggere questi testi biblici di benedizione in un carcere, o in una comunità di recupero. Far sentire a quelle persone che rimangono benedette nonostante i loro gravi errori, che il Padre celeste continua a volere il loro bene e a sperare che si aprano finalmente al bene. Se perfino i loro parenti più stretti, li hanno abbandonati, perché ormai li giudicano irrecuperabili, per Dio sono sempre figli».[19] 

mercoledì 3 gennaio 2024

QUANDO SARÀ "L'INIZIO DEI DOLORI"?

Pietro e Paolo si confrontano
 con la Scrittura.

Buon giorno padre Sereno. Sono ultra convinto che è iniziato il tempo dell'eresia, cioè l’inizio dei dolori. Mi auguro che i cardinali che hanno dissentito sulla Dichiarazione Fiducia supplicans si uniscano per fermare questa situazione. Tra te e il Cardinale Sarah che stimo e di cui ho letto alcuni libri, preferisco e sento sicuro la posizione del cardinale Sarah. Il Signore ti benedica. 


Ricevo questo messaggio pieno di affetto che ricambio ma che pone un problema che tormenta molti. 

Innanzitutto l'espressione ad effetto, “l’inizio dei dolori”, un po' oscura ma tratta dalla Bibbia. Circola in certi ambienti ma in modo radicalmente contrario al senso che gli dà il Vangelo. Infatti Matteo 24 e Marco 13 parlano dell’ “inizio dei dolori”. I Discepoli hanno sentito da Gesù che egli tornerà e sarà la fine del mondo. Gli chiedono quale sarà il segno della sua venuta ed egli risponde: "Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: "Io sono il Cristo", e trarranno molti in inganno. E sentirete di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi, perché deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi: ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori”. (Matteo 24, 4 - 8). 

martedì 2 gennaio 2024

PER DIFENDERVI DA COLORO CHE CERCANO DI INGANNARVI / Santi Basilio e Gregorio Nazianzeno, Dottori della Chiesa, 2 gennaio 2023


Basilio e Gregorio, nati nel 330 dopo Cristo, sono due cristiani, monaci, vescovi, amici nella fede, nell’ideale cristiano, nello studio, figli e fratelli di santi nelle loro rispettive famiglie. Due figure luminose! Il loro amore per Cristo ha attraversato molte prove, in particolare a causa delle eresie tra cui l’arianesimo. 
La prima lettura oggi ci dice che questo pericolo era presente già al tempo degli Apostoli, come lo è ancora oggi. 

Basilio e Gregorio sono modelli nella preghiera e nella carità ma sono Dottori per la ricerca della Sapienza e per il loro impegno di formare i cristiani e difenderli da  “coloro che cercano di ingannarvi”. In particolare Basilio nel “Trattato ai giovani” difese l'importanza di una buona formazione classica come presupposto dello studio della Bibbia e della teologia. Era una grande novità, perché prima l'eredità greco-latina antica era rigettata in quanto pagana. 

Ma san Giovanni nella lettura di oggi non parla forse dell’unzione dello Spirito donata ad ogni cristiano tanto che “non avete bisogno che qualcuno vi istruisca”? Non c'è forse contraddizione? Infatti qualcuno crede che avere questa unzione renda onniscienti. È il tipico errore di una impostazione protestante: “prendo la Bibbia e invoco lo Spirito Santo, o prego un po' la Madonna di cui mi credo ispirato e posso sentenziare su tutto e tutti. Il Papa sbaglia ma io no perché ho lo Spirito Santo, perché amo la Madonna, perché nel mio spirito sento che…”. Questa presunzione sarebbe soltanto risibile se non creasse enormi danni alle persone e ai gruppi nella Chiesa. Nemmeno la Chiesa tutta intera che è fondata nella verità, ha la presunzione di aver capito tutto, che non ci sia più nulla da aggiungere. Invece gli “indietristi”, che sono tanto numerosi oggi, pensano di rappresentare "la Chiesa di sempre", mentre difendono come assolute e definitive solo le forme che aveva assunto 500 anni fa, dopo 1500 anni di crescita e di evoluzione. La Vergine Maria stessa "meditava nel suo cuore", continuava ad imparare. C'è l’errore opposto di chi pensa che la Chiesa debba rimettere in discussione le proprie radici per adeguarsi ai tempi. Ma un albero cresce e si adatta al suo ambiente a partire dalle sue radici. Senza fedeltà alle sue radici il Cristianesimo si snatura. La verità è che la Chiesa, ad ogni ogni generazione, vive e si esprime nella cultura del suo tempo, come Gesù che esprimeva verità eterne e universali nella lingua e nella cultura del suo tempo e dei suoi uditori. La Chiesa non deve rimanere prigioniera di una cultura e, d’altra parte, deve avere il coraggio di incarnarsi ovunque si trova a testimoniare il Regno di Dio.  

Nel 1960, secondo quanto riporta Mariano Delgado (Mariano Delgado: "Francisco sabe que las cosas no pueden seguir como están"Joseph Ratzinger scriveva (traduzione mia):    "Dobbiamo finalmente ammettere a noi stessi che il cristianesimo, nella forma in cui si è conservato per secoli, in fondo non è compreso meglio qui che in Asia e in Africa. Non solo è estraneo lì, ma anche qui, perché si è perso un passaggio: il passaggio dal Medioevo all'era moderna. Il cristianesimo non vive qui in una forma nostra propria, ma in una forma che ci è in gran parte estranea, la forma del Medioevo". Questo è ciò che disse nel 1960, alla vigilia del Concilio, il giovane teologo Joseph Ratzinger, in relazione alla discussione sull'adattamento del cristianesimo europeo nei “territori di missione”. E aggiungeva: “Così, il compito primario che si propone la teologia rispetto alla missione non è l' 'adattamento' alle culture orientali o africane, ma l' 'adattamento' al nostro spirito attuale”.

C'è tanto bisogno di formazione e di discernimento oggi! Lo faranno gli innamorati di Cristo, gli umili come san Giovanni Battista che si mette all'ultimo posto, non i tradizionalisti né i progressisti. 


Prima Lettura   1 Gv 2, 22-28  Quello che avete udito da principio rimanga in voi.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo.

lunedì 1 gennaio 2024

"ESSI INVOCHERANNO IL MIO NOME E IO LI BENEDIRÒ". IN PRATICA COSA SIGNIFICA? / Maria Santissima, Madre di Dio, 1 Gennaio 2024.



"Essi invocheranno il mio Nome, e io li benedirò”. Questa frase ne fa risuonare in me un’altra, del profeta Gioele, citata da Pietro nel suo primo annuncio del Kerigma, fondamento della fede cristiana: “E avverrà: chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato”. (Atti 2,21). Quindi chiunque invocherà il nome del Signore sarà benedetto. Certo, invocare il nome di Gesù significa riconoscerlo Signore e giudice e sottomettersi a lui (vedi 2 Timòteo 2, 19). Ma mica i primi cristiani erano perfetti. Ora la promessa di Dio è chiara: chiunque invocherà  il nome del Signore sarà già salvo, iniziando un cammino di conversione o piuttosto di santificazione, perché la conversione è riconoscere Gesù, costituito Signore. “Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il frutto per la vostra santificazione e come traguardo avete la vita eterna”. (Romani 6, 22, vedi altri riferimenti per “santificazione”: Romani 6, 19; 1 Corinzi 1, 30; 2 Corinzi 7, 1; 1 Tessalonicesi 4, 3.7; 1 Timòteo 2, 15; Ebrei 12, 14 sottolinea quanto quel cammino di santificazione sia necessario: “Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore”).

Continua a suscitare timori e polemiche il Documento “Fiducia supplicans”. E io, finora, stupido che non ci ho trovato nulla di male né di ambiguo, anche se tratta di un argomento delicato perché l’atto omosessuale non è solo fuori dal matrimonio naturalmente aperto alla vita, ma è oggettivamente un disordine più grave. 

L'IMMENSO PECCATO DEL MONDO NON È INFINITO, MENTRE È INFINITO L'AMORE MISERICORDIOSO DEL REDENTORE / VII. il testo di Fiducia supplicans.


Una comprensione teologico-pastorale delle benedizioni

20. Chi chiede una benedizione si mostra bisognoso della presenza salvifica di Dio nella sua storia e chi chiede una benedizione alla Chiesa riconosce quest’ultima come sacramento della salvezza che Dio offre. Cercare la benedizione nella Chiesa è ammettere che la vita ecclesiale sgorga dal grembo della misericordia di Dio e ci aiuta ad andare avanti, a vivere meglio, a rispondere alla volontà del Signore.

21. Per aiutarci a comprendere il valore di un approccio maggiormente pastorale alle benedizioni, Papa Francesco ci ha sollecitato a contemplare, con atteggiamento di fede e paterna misericordia, il fatto che «quando si chiede una benedizione, si sta esprimendo una richiesta di aiuto a Dio, una supplica per poter vivere meglio, una fiducia in un Padre che può aiutarci a vivere meglio».[12]  Questa richiesta deve essere, in ogni modo, valorizzata, accompagnata e ricevuta con gratitudine. Le persone che vengono spontaneamente a chiedere una benedizione mostrano con questa richiesta la loro sincera apertura alla trascendenza, la fiducia del loro cuore che non confida solo nelle proprie forze, il loro bisogno di Dio e il desiderio di uscire dalle anguste misure di questo mondo chiuso nei suoi limiti.