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| Risurrezione - Agnani, S. Pietro in Vigneis |
Nella prima lettura san Paolo annuncia
la Buona Notizia dell’Amore incondizionato e misericordioso di Dio manifestato
in Gesù Cristo incarnato, crocifisso e risorto. Questo è il suo culto spirituale,
il suo dovere, la sua missione. Dio gliene ha dato l’incarico in modo imperativo.
Egli non dimentica di attendere alla propria conversione, riducendo il proprio corpo “in
schiavitù” per non essere uno che “dice e non fa”, uno che predica ciò che non vive.
Nel Vangelo Gesù nota che siamo
propensi a correggere gli altri (anche quando non ne abbiamo ricevuto l’incarico)
mentre trascuriamo di convertirci, predicando ciò che non viviamo.
Annunciare la Buona Notizia e fare la
correzione fraterna sono due modi di evangelizzare, due dimensioni che non
devono essere separate.
Se ti scopri intento a rilevare i difetti degli
altri non dimenticare di annunciare loro la misericordia di Dio, il suo amore
che tutto crede, tutto spera, tutto sopporta, e non tiene conto del male
ricevuto.
Se sei uno che dice solo: “eh! non fa niente”
e non ha mai la forza di dire di no, di correggere, forse non va bene neppure
(o senza forse). In “Amoris Laetitia” il papa intitola il capitolo settimo: “rafforzare l’educazione dei figli” e parla al n. 268 del
“valore della sanzione come stimolo”. In quel paragrafo dice:
“Ugualmente, è indispensabile sensibilizzare il bambino e l’adolescente
affinché si renda conto che le cattive azioni hanno delle conseguenze…”. E al
n. 321, nel capitolo ottavo: “… Prendiamoci cura, sosteniamoci e stimoliamoci vicendevolmente, e viviamo
tutto ciò come parte della nostra spiritualità familiare. La vita di coppia è
una partecipazione alla feconda opera di Dio, e ciascuno è per l’altro una permanente provocazione dello Spirito.






