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martedì 23 agosto 2016

COSA C'E' IN COMUNE TRA ...

disegno originale di san Giovanni della Croce
La prima lettura di oggi ci mostra san Paolo alle prese con una comunità appena nata che si perde correndo dietro a pretese ispirazioni, falsi veggenti, addirittura false lettere a suo nome. Stanno incominciando bene! Nulla di nuovo sotto il sole!

Il Vangelo invece è una invettiva di Gesù contro gli ipocriti che rispettano con tanto ardore ed esattezza cose piccole, guardandosi bene di rimboccarsi le maniche per ciò che ha importanza.

Cosa possono avere in comune queste due situazioni? Certo c'è una differenza tra gli ipocriti del Vangelo e gli sprovveduti di Tessalonica. Ma secondo me una cosa li accomuna: la debolezza che non vive, o non accetta il rischio della fede. Per debolezza, anime ancora non formate si lasciano turbare da ogni vento di novità, da pettegolezzi che danno l’impressione di essere “iniziati”, o “privilegiati” che conoscono quello che gli altri non sanno. Per debolezza, anime non certo progredite nella fede, questa volta in modo più colpevole, non avendo osato fidarsi in tutto di Dio si mettono la coscienza a posto con piccole elemosine o pratiche, tanto meglio se sono vistose e possono attirare l’ammirazione della gente, che lasciano però intatte le proprie sicurezze umane.

lunedì 22 agosto 2016

MARIA, UNA REGINA COME TUTTI?




Oggi la Chiesa celebra una festa devozionale della Madonna istituita da papa Pio XII: Beata Vergine Maria Regina.

Nella prima lettura, san Paolo si rivolge ai cristiani di Tessalonica rallegrandosi dei loro progressi: sono perseveranti in mezzo a persecuzioni e tribolazioni. Invece di spaccare l’unità della comunità queste gravi difficoltà non li impediscono di crescere nell’amore tra loro.

Il Vangelo invece ci presenta degli ipocriti che avendo un ruolo di guida, propongono la religione ai semplici come un insieme di pratiche minuziose e complicate e non come un aprire il cuore all’amore di Dio e del prossimo. Notiamo che Gesù non condanna le pratiche religiose in sé, ma il loro allontanarsi dal buon senso e dalla verità. Dagli esempi dati da Gesù, la persona semplice pensa che tu gli hai fatto una promessa con giuramento però per un cavillo il giuramento non ha valore. Notiamo che questo parlare ingannevole va assieme al dare una grande importanza, possiamo dire reverenza, al denaro.

domenica 21 agosto 2016

SFORZATEVI: PIU' VELOCE, PIU' ALTO, PIU' FORTE


Il Discobolo di Mirone
Ascoltando le letture di questa domenica probabilmente ha colpito la risposta di Gesù a quel tale che gli chiedeva: “Signore sono pochi quelli che si salvano?”. Gesù non dà un numero di salvati o una percentuale, ma dice: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno».

E subito la nostra idea di un Dio misericordioso comincia a vacillare. Ma se ascoltiamo seriamente le letture che il Signore ci ha offerto, emerge la visione stupenda di una moltitudine che viene da tutti gli orizzonti in uno spirito di fratellanza universale, e Dio che, da tutti i popoli, prenderà sacerdoti e leviti. C'è posto per tutti in paradiso. Nessuno è condannato in partenza e nemmeno dopo i peccati più gravi se si converte sinceramente. Le due immagini non sono contraddittorie ma complementare.

Questo ci dice quanto è importante ascoltare senza chiudersi in una prima impressione, in una prima emozione. Chiusura nello scoraggiamento o nel rifiuto presuntuoso della Parola che non ci piace per tener conto solo di ciò che comprendiamo, ciò che entra nei nostri canoni, fino a mettere in dubbio l’autorità del Signore, la validità della Scrittura. Noi non siamo sopra la Parola, come davanti a un problema di matematica o di parole crociate da risolvere. Siamo SOTTO LA PAROLA DI DIO, DISCEPOLI dell’unico Maestro, per lasciarci guidare. 

Probabilmente quel tale aveva dentro di sé uno di questi due atteggiamenti, scoraggiamento o presunzione, ed era bloccato. Gesù lo rilancia nella lotta, nella vita. 

La risposta di Gesù: “sforzatevi” traduce un verbo greco da cui proviene “agonismo”. Tutto ci porta al tema delle Olimpiadi che si stanno chiudendo, e il loro motto: “più veloce, più alto, più forte”

giovedì 18 agosto 2016

NON LASCIARTI INCATENARE, NEMMENO DA SANT'ANTONIO

Tra alcuni devoti molto facilmente vanno girando le cosiddette “Catene di Sant’Antonio”. In che cosa consistono?

Lo schema di base è sempre lo stesso: ricevi un messaggio (oggi con i social è sempre più facile che succeda) che ti chiede di rimandarlo a un certo numero di altre persone. Spesso tre, oppure un numero più alto, ma sempre indicato con precisione. Spesso si dice di farlo subito senza perdere un solo minuto. A volte si indica anche il tempo in cui lo devi fare per metterti sotto pressione… . Il più delle volte è promessa una ricompensa a chi accoglierà l’invito, tante volte è pure aggiunta una minaccia a chi non ottempererà. Il messaggio non è mai firmato e non è mai datato.
Queste sono le caratteristiche.

PERCHE’ NON BISOGNA MAI TENERE CONTO DI TALI MESSAGGI?

-1: NON PROVENGONO DA PERSONE DAL CERVELLO SANO perché questi messaggi sono irrealistici, sono impossibili da compiere. Prendiamo l’esempio

LETTURE DEL 18 AGOSTO. IL PERICOLO DI TRASCURARE LA SALVEZZA

Partendo in Francia non ho dato una data di ripresa come fanno i blogger per bene: pensavo di avere lì una connessione facile. Chiedo scusa a chi avrà aperto invano. Oggi ho una buona connessione. Diciamo che il blog riparte normalmente lunedì 22 agosto.

Sentiamo che senza valori (l’amicizia, la fedeltà, l’onestà, ideali umani che ci elevano...) la nostra vita è piatta, come morta, anche se piena di beni materiali. L’uomo senza vita dello spirito è “morto”. Dice il salmo: “l’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono.” Però ci rendiamo conto nella pratica di essere un po tutti molto materialisti e avidi di beni anche superflui o anche di valori che associamo al materialismo in quanto non sono conformi ai valori del Vangelo: siamo permalosi, orgogliosi, vogliamo primeggiare, spesso maldicenti….

Per un cristiano non esiste vita spirituale se non nello Spirito Santo che ha ricevuto credendo in Gesù risorto e decidendo di seguirlo come discepolo. Uno può essere molto colto, leggere, o non so ché ed essere spiritualmente morto.

Questo ci vuol dire Gesù nella parabola di oggi che forse leggiamo con una certa perplessità. Infatti Gesù presenta un re che fa un banchetto di nozze per il suo

martedì 2 agosto 2016

2 AGOSTO: IL PERDONO DI ASSISI

 “Trovandosi il beato padre Francesco presso santa Maria della Porziuncola, una notte gli fu rivelato dal Signore che doveva recarsi dal sommo Pontefice messer Onorio, che era allora a Perugia, per impetrare l’indulgenza per la chiesa stessa di S. Maria della Porziuncola allora da lui riparata.
Egli, levandosi al mattino, chiamò il suo compagno fra Masseo da Marignano e recatosi dal detto messer Onorio gli disse: ‘Padre santo mio signore, poco tempo fa ho restaurato in onore della Vergine gloriosa una chiesa; supplico la Santità Vostra che vi poniate un’indulgenza senza offerte’. Rispondendogli, il Papa disse: ‘Non è opportuno far questo; chi infatti richiede un’indulgenza, bisogna che stenda la sua mano in aiuto. Ma dimmi quanti anni vuoi e quanto d’indulgenza io vi debba porre’. San Francesco gli rispose: ‘Padre santo, piaccia alla Santità Vostra non darmi anni ma anime!’. E il signor Papa disse: ‘Come, vuoi anime?’. Disse il beato Francesco: ‘Voglio, Padre santo, se piace alla Vostra Santità, che quanti

lunedì 1 agosto 2016

29 LUGLIO. MARTA ERA VERAMENTE UNA SANTA?

La memoria di santa Marta ci presenta un paradosso. Il primo Vangelo indicato per la Messa era quello in cui viene rimproverata da Gesù perché ha fatto la scelta sbagliata e di conseguenza è nervosa e rimprovera sia Gesù che la sua fannullona di sorella. È vero che la Chiesa indicava anche come seconda scelta il brano del Vangelo secondo Giovanni che riporta il dialogo tra Marta e Gesù prima della risurrezione del fratello Lazzaro, dove lei dimostra una fede forte e decisa.

i Santi ci sono dati in esempio. Ma come si fa a dare in esempio una persona parlando dei suoi sbagli?

Per un verso la Chiesa ha corretto il tiro e nel nuovo lezionario il primo Vangelo indicato è proprio quello di Giovanni dove Marta fa decisamente più bella figura. Ma questo paradosso degli sbagli ci indica qualcosa di molto prezioso:

“Nessuno nasce imparato”. Nessuno nasce santo. Anzi, i primi cristiani avevano chiara una verità che abbiamo dimenticato troppo: non si nasce cristiani, lo si diventa. Chi nasce da madre ebrea è ebreo. Chi nasce da padre musulmano appartiene al padre e quindi nasce musulmano. Di più, i musulmani sono talmente convinti che la loro è “la religione naturale dell’umanità” che dicono che i bambini nascono tutti musulmani e poi sono i loro genitori che li fanno ebrei o cristiani, in poche parole li deformano (da un detto di Maometto: “Ogni bambino nasce musulmano, sono i suoi genitori che ne