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| disegno originale di san Giovanni della Croce |
La prima lettura di oggi ci mostra san Paolo alle
prese con una comunità appena nata che si perde correndo dietro a pretese
ispirazioni, falsi veggenti, addirittura false lettere a suo nome. Stanno incominciando
bene! Nulla di nuovo sotto il sole!
Il Vangelo invece è una invettiva di Gesù contro gli
ipocriti che rispettano con tanto ardore ed esattezza cose piccole, guardandosi
bene di rimboccarsi le maniche per ciò che ha importanza.
Cosa possono avere in comune queste due situazioni? Certo c'è una
differenza tra gli ipocriti del Vangelo e gli sprovveduti di Tessalonica. Ma
secondo me una cosa li accomuna: la debolezza che non vive, o non accetta il
rischio della fede. Per debolezza, anime ancora non formate si lasciano turbare
da ogni vento di novità, da pettegolezzi che danno l’impressione di essere “iniziati”,
o “privilegiati” che conoscono quello che gli altri non sanno. Per debolezza, anime non certo progredite nella fede, questa volta in modo più colpevole, non
avendo osato fidarsi in tutto di Dio si mettono la coscienza a posto con
piccole elemosine o pratiche, tanto meglio se sono vistose e possono attirare
l’ammirazione della gente, che lasciano però intatte le proprie sicurezze umane.






