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domenica 13 settembre 2020

NEL PERDONARE LE OFFESE, SALVEZZA O CONDANNA PER TE!

 


Qualche versetto della prima lettura di oggi l’ho trovato per la prima volta in un catechismo ebraico. Mi sono rallegrato e ho pensato: questo è un'altra prova che ebrei e cristiani siamo vicini! E gli ebrei hanno continuato ad evolvere sotto la guida dello Spirito Santo dopo la venuta di Cristo. E invece in seguito ho trovato queste stesse frasi nell’Antico Testamento. Se questo messaggio è già presente nell'Antico Testamento, a maggior ragione, noi, che abbiamo ricevuto una sovrabbondante effusione di Spirito Santo che proviene dalla croce e  risurrezione di Gesù, dovremmo essere perfetti nel perdonare i torti ricevuti!

Meditiamo con cura ogni parola di queste letture, perché metterle in pratica o meno significa vita o morte, salvezza o condanna per ciascuno di noi. Infatti siamo tutti peccatori e abbiamo bisogno del perdono di Dio. Se lui condiziona il suo perdono al mio perdono verso gli altri, devo fare di tutto per ottenere questa grazia. Non è facoltativo! Di grazia si tratta, non di moralismo, ma di abbandono fiducioso. Le letture ci aiutano sia a fare un bel esame di coscienza, sia ad adottare atteggiamenti che facilitano l’azione della grazia in noi.

Secondo la mia esperienza si rigenera anche il passato.

 

Prima Lettura  Sir 27, 30 - 28, 9
Perdona l'offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.

CONTEMPLAZIONE E COMPASSIONE, CHIAVI PER IL FUTURO DELLA PROSSIMA GENERAZIONE E DEL PIANETA

 


Papa Francesco ha ricevuto in Udienza sabato scorso i membri delle Comunità Laudato Si', nate dall'idea di Mons. Pompili vescovo di Rieti e da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che li accompagnavano. L'intervento del Papa non è lungo. Fermiamoci a leggerlo.

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI PARTECIPANTI ALL'INCONTRO DELLE 
COMUNITÀ LAUDATO SI'

Aula Paolo VI
Sabato, 12 settembre 2020


Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Avete posto come centro propulsore di ogni vostra iniziativa l’ecologia integrale proposta dall’Enciclica Laudato si’. Integrale, perché tutti siamo creature e tutto nel creato è in relazione, tutto è correlato. Anzi, oserei dire, tutto è armonico. Anche la pandemia lo ha dimostrato: la salute dell’uomo non può prescindere da quella dell’ambiente in cui vive. È poi evidente che i cambiamenti climatici non stravolgono solo gli equilibri della natura, ma provocano povertà e fame, colpiscono i più vulnerabili e a volte li obbligano a lasciare la loro terra. L’incuria del creato e le ingiustizie sociali si influenzano a vicenda: si può dire che non c’è ecologia senza equità e non c’è equità senza ecologia.

Voi siete motivati a prendervi cura degli ultimi e del creato, insieme, e volete farlo sull’esempio di San Francesco d’Assisi, con mitezza e laboriosità. Vi ringrazio per questo, e rinnovo l’appello a impegnarsi per salvaguardare la nostra casa comune. È un compito che riguarda tutti, specialmente i responsabili delle nazioni e delle attività produttive. Serve la volontà reale di affrontare alla radice le cause degli sconvolgimenti climatici in atto. Non bastano impegni generici – parole, parole… – e non si può guardare solo al consenso immediato dei propri elettori o finanziatori. Occorre guardare lontano, altrimenti la storia non perdonerà. Serve lavorare oggi per il domani di tutti. I giovani e i poveri ce ne chiederanno conto. È la nostra sfida. Prendo una frase del teologo martire Dietrich Bonhoeffer: la nostra sfida, oggi, non è “come ce la caviamo”, come noi usciamo da questa realtà; la nostra sfida vera è “come potrà essere la vita della prossima generazione”: dobbiamo pensare a questo!

Cari amici, ora vorrei condividere con voi due parole-chiave dell’ecologia integrale: contemplazione e compassione.

sabato 12 settembre 2020

PERCHE' DIO HA SALVATO GESU' DALLA MANO DI ERODE E NON GLI ALTRI BAMBINI?

 



Ci sono pagine difficili nella Bibbia, di vari tipi. Una pagina difficile è quella dei “Santi Innocenti”, i bambini di Betlemme che Erode uccise pensando, invano, che tra loro ci fosse il bambino Gesù. È vero, la Chiesa ha dato una risposta solenne celebrandoli col titolo di martiri il 28 dicembre, subito dopo il Natale. Ma, perché Dio non li ha salvati mentre salvava Gesù? Di fronte alla sofferenza innocente siamo profondamente turbati.

Il ragionamento di Nietzsche è il seguente: se soffre o muore un bambino innocente due sono i casi. Oppure Dio voleva salvarlo ma non poteva quindi non è onnipotente, non è Dio, Dio non esiste. Oppure Dio poteva salvarlo, è onnipotente, è Dio, ma non ha voluto, e quindi Dio è un mostro assolutamente indegno di essere adorato e servito.

Molti cadono in questa trappola perché è un modo reale di porre il problema se impostato sulla nostra esperienza e sensibilità. A quel punto, quel modo di ragionare sembra perfino evidente, l’unico di fronte al dilemma: Dio è un mostro, oppure non esiste. Tanti, in modo più o meno esplicito si mettono su questa linea: “Dici che Dio è buono, macché! Con tutti i guai che ci sono in giro!” Dio, non solo non ti da una vita in cui si soffre, ma ti chiede poi sacrifici e preghiere e non sei mai certo di essere esaudito. “Perché Dio ci ha creati mentre sapeva benissimo che la stragrande maggioranza delle sue creature non ce l’avrebbe fatta ad avere una vita dignitosa e nemmeno sarebbe stata all’altezza del comportamento che egli esige?” mi disse qualcuno quest’estate. Perché non ci sono solo i bambini di Betlemme, ma tutti i giorni ci sono persone che soffrono in modo intollerabile e senza colpa, e molti, dopo tanta sofferenza e anche scelte sbagliate, si ribellano a Dio, lo bestemmiano. Giobbe, modello dei giusti, delle coscienze delicate, viene colpito in modo feroce. Non si ritiene senza colpa, ma vede sproporzionato il castigo che subisce a fronte delle sue leggere, leggerissime, mancanze. Dio gli dà ragione e lo abbraccia, lo ama, e lo pone davanti ad un mistero ancora troppo grande per lui. Giobbe si tranquillizza in questo abbraccio e ritrova la pace. Ricordiamoci che il mistero della sofferenza è così grande e degno di rispetto che Giovanni Paolo II ha aspettato di aver subito l’attentato in Piazza san Pietro prima di scrivere la sua Enciclica sul “Valore Salvifico della Sofferenza” dove commenta la figura di Giobbe.

venerdì 11 settembre 2020

GERARD DEPARDIEU E' STATO BATTEZZATO IN MODO VALIDO?

 


Gérard Depardieu il notissimo attore francese ha ricevuto venerdì scorso il battesimo nella Chiesa ortodossa, a Parigi, dal vescovo incaricato di tutte le Chiese di obbedienza russa in Europa occidentale. Un percorso atipico quello di Depardieu che ha cambiato religione più volte nella sua vita e, appena battezzato, ha già annunciato che pensa di convertirsi all’ebraismo fra qualche anno!...

Ma la domanda è: il battesimo ortodosso è valido? Questa è una buona occasione per chiarire alcuni punti fondamentali.

Il Cristianesimo è una religione, diversa dall’Islam, o dall’Induismo, ecc. Ma non tutte le comunità cristiane hanno piena comunione tra loro. Quindi nel seno del Cristianesimo si dice che ci sono Confessioni diverse. Oltre alla Chiesa Cattolica, c'è l’Universo Ortodosso e quello Protestante nato dalla Riforma di Lutero. Se c'è unità nella Chiesa cattolica attraverso il Vescovo di Roma che è il Papa dei cattolici, continuando il carisma dato a Pietro da Gesù di confermare i fratelli nella fede, nel mondo ortodosso non esiste un Papa universale. Esiste invece la ”autocefalia”, cioè il fatto che alcune Chiese, pur condividendo la medesima fede delle altre sono indipendenti in materie pratiche, spesso presiedendo ad altre Chiese. Per esempio sono autocefale le Chiese di Costantinopoli (Patriarcato ecumenico), di Alessandria di Egitto, di Antiochia, di Gerusalemme, di Mosca, ecc. Anche noi abbiamo le nostre Chiese metropolitane che radunano altre diocesi ma non hanno l’indipendenza come con le Chiese ortodosse. Nel mondo protestante  invece c'è quasi un’infinità di confessioni diverse che si distinguono anche con (a volte molte) differenze nella fede. Quindi il Cristianesimo è una sola RELIGIONE vissuta da molte CONFESSIONI diverse. Comprendiamo perché la Chiesa Cattolica, specialmente attraverso i suoi ultimi Papi, è instancabilmente impegnata per l’unità di tutti i cristiani (Ecumenismo) secondo il desiderio di Gesù.

giovedì 10 settembre 2020

I POTENTI FARE SPAZIO, FACCIANO SPAZIO! (Mt 19,12)

Leggendo il testo greco del Vangelo mi è venuta una riflessione. In Matteo 19 c'è la discussione sul ripudio. Gesù ricorda che Dio ha creato il matrimonio indissolubile. Questo turba molto gli stessi discepoli. Gesù risponde che “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso” e quindi “Chi può capire, capisca”.

Senza la grazia il Vangelo rimane un libro sigillato, chiuso. Sant’Agostino, con tutta la sua cultura non comprendeva nulla al Vangelo finché non ne ricevette la grazia in quel giardino di Milano. Devo chiedere che mi sia concessa la grazia di comprendere il Vangelo.

Ma c'è un altro punto. La traduzione parola per parola suona così: “Non tutti fanno spazio a questa parola” “I potenti fare spazio, facciano spazio” (Ho dunamenos chôrein chôreitô). È vero che nel senso letterale “capire” indica spazio o volume (la capienza), ma nell’uso quotidiano “capire” evoca solo un esercizio dell’intelletto, il trovare la soluzione di un problema o il senso di un testo. E posso leggere il Vangelo in questo modo: sono contento perché ho capito un bel concetto evangelico, e rimango come prima, seduto col mio libro in mano. Ma la Parola di Dio è viva ed efficace, creatrice, e bisogna farle spazio, affinché cresca in me, riempia la mia vita e la trasformi. Abramo ha fatto spazio ad una promessa e ha eliminato tutto ciò che poteva contenderle spazio: ha lasciato indietro la sua terra, la sua parentela, il decidere della sua vita. Maria ha fatto spazio alla Parola di Dio, al suo Verbo. Questo Verbo è cresciuto nel suo grembo e ha occupato tutto lo spazio della sua vita, sconvolgendo il suo rapporto con Giuseppe e con tutti gli altri, con la comunità del villaggio. La sua vita è stato messa interamente al servizio di questa Parola come ogni madre, sia fisicamente che nell’organizzazione delle sue giornate, nelle cose da fare, nei suoi sentimenti, nelle sue preoccupazioni. Ma prima ancora che nel grembo, Maria concepisce il figlio nella fede e la sua vita non è più sua ma di questa Parola.

mercoledì 9 settembre 2020

O BEATITUDINI O MORTE / mercoledì XXIII sett. T.O.

Le Beatitudini generano la gioia.

 Speriamo di essere tutti presi dal fuoco di servire il Regno dei Cieli al punto di far passare ogni altra cosa in secondo piano. Comunque sia, non abbiamo una dimora stabile su questa terra. Moriremo un giorno e forse presto. Sarà sempre troppo presto. La lotta disperata di alcune (e alcuni) per fingere di essere sempre giovani, “eterni” su questa terra, desiderabili sessualmente, genera regolarmente degli orrori, “fatti e rifatti” con la chirurgia estetica, ma rivela anche altro: la disperazione di chi non ha la Vita eterna, di chi è senza Dio.

Oggi l’annuncio delle beatitudini evangeliche ci mette di fronte alla stessa realtà. È vero che il cuore può volgersi spontaneamente verso alcuni valori di Cristo senza porsi nella sua crudezza il dilemma "morte – Vita Eterna". Ma gioire ed esultare quando sono odiato, messo al bando, insultato e disprezzato, infamato, a causa del Figlio dell’uomo o della giustizia, è una dimensione alla quale ci ribelliamo profondamente. Rappresenta una perdita troppo grande sul piano umano, una morte autentica. Solo la fede permette di avere questo sguardo. Non può essere una tattica. È saggio non essere polemico e non sprecare energie in cose meschine. Si dice: “il miglior disprezzo è l’indifferenza!” Ma Gesù parla di altro, parla di una scelta d'amore per l’Amore, di abbandono a Colui che mi ha salvato e dato la Vita, che mi guida attraverso vie non conosciute da me. È una scelta gratuita. È vero che la scelta radicale delle beatitudini ha ricadute benefiche impressionanti sulla vita terrena: salva anime ma salva anche matrimoni, famiglie, comunità e società E GENERA TANTA FELICITA' E GIOIA. Ma, ripetiamo, non può essere una tattica.

Quanto la tua vita sarebbe migliore, diversa se tu vivessi le Beatitudini, “sine glossa”, senza “se” e senza “ma”, senza “fino a che punto” e via dicendo. Ma credi alle Beatitudini? Rifletti bene perché esse sono il marchio di fabbrica di Gesù e dei suoi discepoli. Non c'è cristiano senza adesione alle Beatitudini.

 

Prima Lettura   1 Cor 7, 25-31
Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti. Sei libero da donna? Non andare a cercarla.

martedì 8 settembre 2020

LA FEDE DELLA VERGINE MARIA HA CAMBIATO LA STORIA / Natività di Maria, 8 settembre



Michea annuncia che Betlemme sarà soggiogata fin quando la vergine partorirà Colui che libererà il popolo. Viviamo sempre sotto la dominazione di qualcuno, con problemi e disastri, morte e guerre. È la condizione generale dell’uomo. Ma i profeti insegnano a sperare nella salvezza. Lo Spirito Santo per la penna di san Paolo afferma che “tutto concorre al bene per quelli che amano Dio. … chiamati secondo il suo disegno”. Vediamo che Dio compie le sue promesse. Festeggiamo oggi la nascita della Vergine. Secondo il disegno di Dio partorì davvero Colui che ci ha redenti.
Certo, i credenti non hanno spiegazioni a tutto, e in particolare riguardo ai tempi di Dio, o perché uno è chiamato da lui in modo evidente e un’altro sembra non esserlo. Ma la fede cambia il loro sguardo. Se abbiamo la mentalità del bicchiere mezzo vuoto, le cose non vanno bene davvero, specialmente confrontandoci con la sofferenza dei bambini, dei piccoli. Purtroppo tutti nel profondo vorremmo una vita senza problemi: “Signore, è questo il momento in cui ricostituirai il Regno per Israele?” chiedono i discepoli al momento dell’Ascensione (Atti 1,6). Per questa mentalità, la risposta di Gesù e la realtà di tutti i giorni è deludente. Al Vangelo preferiamo le fiabe, Babbo Natale (bambini, Babbo Natale non esiste!), i film di azione: mentre sto sul divano o nel mio lettino, gli eroi affrontano tante prove e, con fatica ma comunque sempre miracolosamente, trionfano di tutte, e poi “vissero tutti felici e contenti”. Su questa mentalità si innestano le campagne elettorali: “se mi votate risolverò tutti i problemi, avrete pace e abbondanza”. E istintivamente ci crediamo, anche se il passato del candidato dice il contrario, oppure le sue promesse sono irrealizzabili o riservate agli amici. Così già duemila anni fa una classe ristretta tenne legato il popolo di Roma, facendone un’elite in mezzo ai popoli sottomessi, e dandogli “pane e giochi del Circo”. E quasi tutti chiusero gli occhi sul costo per i popoli sfruttati e quindi anche la moralità di questi privilegi.
Dio non ci chiede di chiudere gli occhi ma di aprirli e di fare fiducia. Se sappiamo guardare i doni di Dio e ci lasciamo guidare da Gesù, scopriamo che Dio ci ha già dato tutto, e spetta a noi far fruttificare i suoi doni. Oggi celebriamo la sua fedeltà nel dono della Vergine Maria, pellegrina nella fede. Via  le lamentele e le critiche, facciamo spazio ai doni che Dio, affinché, attraverso la nostra fede umile e semplice come la fede amorevole di Giuseppe, la nostra vita cambi e incida sulla Storia, come la fede umile e salda di Maria ha rivoluzionato la sua vita e la Storia di tutta l’Umanità.

Prima Lettura  Mi 5,1-4a
Quelli che Dio da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati.