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martedì 6 febbraio 2024

BUFERA NELLA CHIESA, MA NON È UNA NOVITÀ / Riflessione sul periodo attuale con l'aiuto di un articolo di Luigi Accattoli.

Vignetta di Scianò ripresa
dal blog di Luigi Accattoli.

Mi sono appena aggiunto volentieri a una raccolta di firme in appoggio a Papa Francesco. Ogni cattolico che crede in Gesù Cristo e nella sua promessa sostiene il Papa. Le critiche interne al cattolicesimo al Papa creano disorientamento e per tanti sarebbero la prova che Papa Francesco sta sbagliando strada e perfino la prova della sua illegittimità. Che si possa dedurre l'illegittimità del Papa perché è criticato è un ragionamento che manca proprio di logica!  Confrontando invece il suo agire con la Scrittura e la Tradizione primitiva della Chiesa lo vedo giusto, e le tante critiche mi rafforzano nel credere che il Papa segue la strada giusta. 

Sappiamo come la Chiesa non è mai stata senza confronto interno, vivace fino alla lacerazione di scismi ed eresie, eppure è sempre andata avanti, confermando la sua dottrina e precisandola. Sappiamo inoltre che non sempre i suoi responsabili sono (stati) esempi di virtù e fortezza nelle difficoltà, eppure il Vangelo nello Spirito Santo ha sempre fatto germogliare la santità. La vita cristiana è un combattimento che esige discernimento continuo. “Devi scegliere tra il riposo e la libertà” diceva un autore antico. Purtroppo si sceglie spesso il riposo. “La maggior parte dei Concili nella Storia della Chiesa sono rimasti lettera morta. Credo che questo Concilio Ecumenico andrà avanti perché è troppo grande, troppo importante, troppo già carico di trasformazioni operate nella Chiesa”. Questa frase che cito a memoria del santo vescovo di Monreale Cataldo Naro (1951 - 2006) mi ha fatto sussultare ma poi mi ha confermato una verità : nulla va da sé. Ciascuno di noi, ogni comunità, siamo responsabili del Vangelo e della nostra fedeltà al Magistero e alla comunione ecclesiale. 

lunedì 5 febbraio 2024

"AL NOME DEL PAPÀ E DELLA MAMMA ... NOI TI BATTEZZIAMO". SACRAMENTI INVALIDI PER LA FANTASIA DEI PRETI. IL VATICANO REAGISCE / Nota "Gestis verbisque" del Dicastero perla Dottrina della Fede.


Qualcuno si sorprende che il Papa debba puntualizzare una cosa tanto ovvia come il rispetto della materia e delle formule dei sacramenti per i ministri. Altri si scaglia contro questo Papa che pretende rispetto di formule mentre ha modificato il Gloria, il Padre nostro che non si può più dire come il Signore Gesù ce lo ha insegnato, ecc.

La prima reazione è condivisibile al 1000 %. La seconda proviene da quei cattolici mal formati e mal informati. Chi vuole può riferirsi al mio post su questo argomento:  La Gioia del Vangelo: LE "ERESIE" DI BERGOGLIO / 01. HA CAMBIATO IL PADRE NOSTRO E FATTO IL MESSALE DEL GRANDE RESET

Inoltre invito a leggere tutta la nota del Dicastero. Sotto solo la presentazione del Cardinale Prefetto.


Nota del Dicastero per la Dottrina della Fede “Gestis verbisque” sulla validità dei Sacramenti, 03.02.2024  Nota del Dicastero per la Dottrina della Fede “Gestis verbisque” sulla validità dei Sacramenti



NOTA   GESTIS VERBISQUE  

SULLA VALIDITÀ DEI SACRAMENTI


Presentazione

domenica 4 febbraio 2024

MALATTIA, NOTTE, EVANGELIZZAZIONE ... / V Dom. T.O., B, 2024.


Questa domenica contempliamo la ricchezza traboccante della Parola. In particolare ci sono intrecci meravigliosi tra le letture. 

Innanzitutto la malattia. Giobbe è colpito molto duramente e la sua condizione suscita la compassione dei suoi amici e anche la nostra, ma è la malattia che gli permetterà di avanzare nella comprensione del senso della vita e di incontrare Dio in modo stabile : “Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto”. (Giobbe 42, 5). Anche gli ammalati e gli indemoniati guariti da Gesù incontrano Dio attraverso la sua misericordia e ci rallegriamo con loro. Ma sappiamo che per molti la salute ricoverata non significherà conversione, apertura alla vera Vita (Luca 17, 18 e altri).

C'è il tema della notte. Come molti ammalati Giobbe vive la notte come dura solitudine e prova. È cosa ben conosciuta purtroppo. Gesù apre un’altra dimensione: vivere la notte come tempo privilegiato per l’incontro con Dio.

C'è il tema dell’evangelizzazione. Anche per Gesù più ancora che per Paolo evangelizzare  “è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!” Egli afferma: “per questo infatti sono venuto!” Lo scopo di Dio non è certamente di vederci soffrire ed è pieno di compassione per ogni sofferenza ma avremo la sua gioia e la Vita solo se risorgiamo, se viviamo da persone in piedi. E questo avverrà solo se crediamo al suo amore fedele più profondo di ogni apparenza ed esteriorità e se ci liberiamo da ogni spirito impuro di mormorazione, di maldicenza, di lamentela e ripiegamento su noi stessi, di sottomissione agli idoli materiali, mentali e spirituali. 

Ci sono altre perle preziose in queste letture che ognuno può scoprire e gustare. Però voglio sottolinearne una:  san Paolo dice che evangelizza per essere partecipe del Vangelo! Non lo possiede forse lui che lo annuncia? Il Vangelo è il Regno di Dio, il Regno della Grazia e il Paradiso. Come noi, è solo OBBEDENDO, COMPIENDO LA SUA MISSIONE, SOTTOMESSO A DIO, che Paolo entrerà nella gioia piena. Dice: “anzi tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non succeda che, dopo avere predicato agli altri, io stesso venga squalificato”. (1 Corinzi 9, 27)


Dal libro di Giobbe  Gb 7, 1-4. 6-7  Giobbe parlò e disse:

RICONOSCERE IL CONCEPITO COME ESSERE UMANO / Un problema fondamentale di civiltà.


Riprendo un articolo che ritrovate al link seguente 
BASTA DISCRIMINAZIONI: CHIEDIAMO IL RICONOSCIMENTO GIURIDICO DEL CONCEPITO. FIRMA ORA! potrete firmare la petizione che chiede un intervento legislativo per tutelare giuridicamente ogni concepito come essere umano. Firmiamo e diffondiamo.

C’è stato un tempo in cui il colore della pelle o la propria professione di fede erano fonti di intollerabili discriminazioni legali. C’è stato un tempo in cui ad alcune persone veniva negato il loro status di esseri umani, la loro dignità.

Questi tempi, fortunatamente, sono ormai lontani, sepolti nel passato. Eppure, proprio oggi la stessa dignità di essere umano, gli stessi diritti sono negati ai bambini non ancora nati. 

A dispetto del fatto che il 96% dei biologi a livello mondiale riconosce che il concepito è un essere umano a tutti gli effetti e che la vita inizia nel momento della fecondazione.

sabato 3 febbraio 2024

FESTA DELLE COMUNITÀ DI FEDE E LUCE / Il Messaggio della Candelora, 2 febbraio 2024.

Meglio accendere una Luce
che maledire l'oscurità.

Il vecchio Simeone benedice Dio dicendo:  «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo 
vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza ... ». Questa Lode è talmente bella e importante che la Chiesa la riprende nella sua preghiera ufficiale ogni sera. Ma come può Simeone dire di aver visto la salvezza in un bambino di pochi giorni? Ci vorranno ancora lunghi anni affinché Gesù sia manifestato a Israele e inizi il suo movimento di liberazione.

Gesù presentato al Tempio è già una Parola, un messaggio che, se ascoltato, apre subito una Via di salvezza: è figlio di poveri, di gente comune che non conta, di persone che non hanno mezzi. Inoltre è un bambino e deve crescere. 

Questo per noi significa quello che già sappiamo ma non comprendiamo o vorremmo non accettare cercando Vie alternative: l’Incarnazione. Se Dio si incarna non è per trasformarsi poi in una specie di Hulk o Terminator dotato di superpoteri ma per ricentrarci su noi stessi, sulla la nostra condizione umana. È fragile, esposta alla precarietà e alla sofferenza, eppure è buona e va accettata, assunta con gioia. Dio mi ama così come sono, sono utile così come sono, sono Tempio di Dio così come sono. Scrive san Paolo alla Comunità di Corinto composta di molte persone di bassa condizione e anche con tanti difetti: “Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie;” (1 Corinzi 12, 22; leggi tutto il capitolo 12). Ma, come il bambino Gesù, dobbiamo crescere, in particolare spiritualmente, un passo per volta, sempre avanti e mai indietro. Ed è questo il miracolo della vita spirituale, il miracolo della croce, l'essenza della fede cristiana: ciò che sembra negativo sul piano umano, ciò che è malattia, ciò che è inevitabile declino fisico con la vecchiaia e la morte è sempre crescita, purificazione e maturazione  sul piano spirituale. 

Per questo, ieri, con la Candelora, era la festa della nostra piccola comunità di Fede e Luce il cui Motto è: “meglio accendere una Luce che maledire l’oscurità!”


Prima Lettura  Ml 3,1-4   Entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate.

Dal libro del profeta Malachìa

venerdì 2 febbraio 2024

CHI ERANO LE PERSONE ATTORNO A PAOLO E AGLI ALTRI APOSTOLI? / I saluti finali delle Lettere.


Scrutiamo le lettere di Paolo per sentir risuonare il Kerigma ed essere istruiti nella Dottrina di Cristo. Magari cerchiamo anche tratti biografici riguardanti Paolo stesso. Ma queste lettere e anche quelle di altri Apostoli hanno un’altra dimensione molto preziosa. Infatti se ci fermiamo sui saluti alla fine delle lettere scopriamo tanti nomi, testimoni di vita esuberante nel nome del Vangelo, di una comunione forte tra le persone e anche tra comunità distanti geograficamente, la condivisione di esperienze eccezionali nella diffusione del Vangelo, l’affetto e anche la gratitudine di Paolo verso alcuni per servizi importanti alle comunità o a lui in prima persona. Paolo e gli altri Apostoli sono le colonne portanti, gli animatori e trascinatori. Ma senza la comunità, senza tanti altri di cui scopriamo i nomi di alcuni, avrebbero fatto molto meno.

 Leggendo il Capitolo 16 di Romani scopriamo Febe che “infatti ha protetto molti, e anche me stesso”, o Prisca e Aquila che “per salvarmi la vita hanno rischiato la loro testa” e mettono a disposizione la loro casa permettendo alla comunità di riunirsi. 

Riscopriamo così qualcosa che tendiamo a dimenticare: siamo molto contenti di avere strutture e attività varie ma la Chiesa è fatta per evangelizzare, e quindi è  un messaggio vivo nello Spirito Santo che, essenzialmente, non necessita di strutture perché crea piccole comunità che si possono radunare nella casa dell’uno o dell’altro. Questo ci riporta all’importanza fondamentale della predicazione e della Liturgia comunitaria in cui si manifesta il Signore stesso, all’importanza centrale della formazione di cristiani maturi. 

Scopriamo che molti parenti di Paolo sono cristiani e se la testimonianza di Stefano è stata sicuramente molto importante, la conversione precoce a Cristo di alcuni di questi parenti può aver giocato un ruolo importante per aprire Paolo a considerare seriamente la nuova Fede. Scopriamo Tìchico - “fratello carissimo e fedele ministro nel Signore” - che forse non conoscevamo eppure è citato 4 volte in altrettante lettere, segno di affidabilità e dedizione al Vangelo nelle varie missioni che gli richiede Paolo. Altri nel loro percorso di vita che può sembrare non lineare fanno da tramite tra Paolo e altri Apostoli e si arricchiscono dei loro insegnamenti. Chiaramente, sopra tutti, c'è Marco che, da inadatto all’inizio, persevera e diventa uno dei quattro evangelisti!

È chiaro che la vita di comunità cristiana non è esente di problemi anche gravi (vedi 3 Giovanni 1,9-10) e anche di litigi molto personali, e vanno affrontati per risanare le divisioni. Anche noi abbiamo forse le nostre Evòdia e Sìntiche e le esortiamo "ad andare d'accordo nel Signore" (Filippesi 4,2). Ma la visione globale che si ricava dalla lettura di questi saluti finali è bellissima e suscita lode e ringraziamento al Signore per averci donato una vera comunità con la quale camminare. 


Romani, capitolo 16,

giovedì 1 febbraio 2024

DUE EPISODI DEL CURATO D'ARS SUL PURGATORIO E L'INFERNO.


Ancora sull’inferno (che potrebbe essere ) vuoto o meno, vale la pena ricordare un doppio aneddoto del Curato d’Ars. 

Una donna disperata viene ad Ars e, mentre è ancora notte fonda, si assiepa con gli altri pellegrini sulla via strettissima che separa la porta del giardino della canonica e la porticina laterale della chiesa. Infatti il Curato sta per uscire e iniziare la sua lunga giornata di confessioni. Il Curato esce, si gira, chiede largo e si avvicina a quella signora che sta varie file indietro e le dice: “Stia tranquilla, suo marito sta in purgatorio!” Lei lo guarda esterrefatta ma il Curato prosegue subito: “faccia dire molte messe, perché sta molto giù nel purgatorio … sì, suo marito che si è suicidato quest’inverno gettandosi da un ponte nel fiume di (e cita il nome)…!”. La signora annuisce. È  tutto vero. Dice il Curato: “Lei pregava tanto per la sua conversione e lui bestemmiava, si reputava libero pensatore. Ma si ricorda che qualche volta ha accettato di andare in giardino a cogliere rose per l’altarino che lei allestiva per la Madonna nel mese di maggio? Ebbene, per questi gesti di buona volontà e la preghiera di lei, la Madonna gli ha ottenuto un atto di pentimento tra il ponte e l’acqua. Lo ritroverà in paradiso”.