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venerdì 13 dicembre 2024

VERGINE DI GUADALUPE, LA SEMPLICITÀ DEL MESSAGGIO / OMELIA DEL PAPA. 12 Dic. 2024




«Guardiamo la Vergine di Guadalupe, incinta, che annuncia la nascita del Salvatore, incinta come una madre. Con quale tenerezza dice all'indiano: "Non aver paura, forse non sono qui io, sono tua madre!" La maternità di Maria viene rivelata.

E su questo mistero di Guadalupe, da cui purtroppo tante ideologie hanno voluto prendere spunto per trarne vantaggio ideologico, su questo mistero di Guadalupe mi vengono in mente tre cose. Cose semplici, ma che costituiscono il messaggio: la tilma, la madre e la rosa. Cose molto semplici.

La maternità di Maria rimane impressa in quella tilma. In quella semplice tilma. La maternità di Maria si mostra con la bellezza, la bellezza delle rose che l'indio trova e porta con sé. E la maternità di Maria compie il miracolo di portare la fede nei cuori un po' increduli dei prelati.

La tilma, la rosa, l'indio. Tutto ciò che si dirà sul mistero di Guadalupe, al di là di questo, è una menzogna. È volerlo usare per le ideologie. Il mistero di Guadalupe è per venerare Lei. E sentire nelle orecchie: “Non sono qui io, sono tua madre”. E ascoltarlo nei momenti della vita. I vari momenti difficili della vita e i momenti felici della vita. I momenti quotidiani della vita. “Non aver paura. Forse non sono qui io, sono tua madre."

E questo è tutto il messaggio di Guadalupe. Il di più sono ideologie. Partiamo con l'immagine della signora nella tilma dell'indio. E ascoltando come in una cantilena che ci dice con voce ripetitiva: “Non aver paura. Forse non sono qui io, sono tua madre." Così sia.

N.B.1:  Juan Diego, incontrando quel giorno la Signora, si sentiva totalmente in colpa: aveva fallito nella sua missione una prima volta perché era un povero indio e non una persona di qualità e quindi non era stato creduto, e una seconda volta perché non era tornato dal vescovo come richiesto dalla Vergine Maria, avendo dato precedenza alle sue preoccupazioni per lo zio morente. E quindi, per non incontrare la Signora, aveva cambiato strada. È tanto più significativa la tenerezza della Madonna che lo rassicura.  
N.B.2: Quando il Papa parla di ideologie non prende di mira l'approfondimento scientifico o storico di cui lui stesso parla in altre occasioni con stupore: "più si studia, più si scoprono meraviglie". Ma dice che il messaggio è per il cuore degli uomini, dei semplici, e non per ideologie politiche o ecclesiastiche. 


VIRGEN DE GUADALUPE Texto íntegro de la homilía papal

“Miramos a la Virgen de Guadalupe, embarazada, que anuncia el nacimiento del Salvador, embarazada como madre. ¡Con qué ternura le dice al indio! No tengas miedo, acaso no estoy yo aquí, que soy tu madre. Se revela la maternidad de María.

Y sobre este misterio de Guadalupe, que lamentablemente tantas ideologías han querido derivar para sacar provecho ideológico. Sobre este misterio de Guadalupe, me vienen en mente tres cosas. Cosas sencillas, pero que hacen el mensaje: La tilma, la madre y la rosa. Cosas muy sencillas.

La maternidad de María queda grabada en esa tilma. En esa tilma sencilla. La maternidad de María se muestra con la belleza, la belleza de las rosas que el indio encuentra y lleva. Y la maternidad de María hace el milagro de llevar la fe a los corazones un poco incrédulos de los prelados.

La tilma, la rosa, el indio. Todo lo que se diga del misterio guadalupano, más allá de esto, es mentira. Es querer usarlo para ideologías. El misterio guadalupano es para venerarla a Ella. Y para sentir en nuestros oídos:  “Acaso no estoy yo aquí, que soy tu madre”. Y eso escucharlo en los momentos de la vida. Los diversos momentos difíciles de la vida y los momentos felices de la vida. Los momentos cotidianos de la vida. “No tengas miedo. Acaso yo no estoy aquí, que soy tu madre”.

Y este es todo el mensaje guadalupano. Lo demás son ideologías. Nos vamos con la imagen de la señora en la tilma del indio. Y escuchando como en una cantinela que con voz repetitiva nos dice: “No tengas miedo. Acaso no estoy yo aquí, que soy tu madre”. Que así sea.

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