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lunedì 2 novembre 2020

COME AVERE REALMENTE LA VITA ETERNA? /

 


Assistiamo ad una perdita di fede impressionante nella vita eterna e nella redenzione di Cristo. Sembra che nelle commemorazioni dei defunti emergano espressioni cristiane usate in modo tradizionale o scaramantico senza vera convinzione. E molto spesso queste stesse espressioni non sono nemmeno più cristiane. Il bisogno di consolazione, di evitare il confronto disperante con la fine delle persone care e della vita umana in sé, fine che toccherà inesorabilmente a noi può spiegare certi discorsi "di fede" nella vita oltre la morte. Certamente Dio conosce l'intimo dei cuori. Intanto cosa afferma la fede cristiana? Dalle letture della messa di oggi abbiamo ascoltato queste verità:

Giobbe testimonia che fin da quei tempi lontani il popolo ebraico credeva nella vita eterna grazie alla comunione intima con il Dio di Abramo, suo Salvatore.

San Paolo ribadisce che Cristo è morto per i peccatori, gli empi, perché possano ravvedersi e non essere condannati nel giudizio, mentre hanno meritato la condanna pienamente per i loro peccati.  

Gesù conferma che la volontà del Padre è che nessuno si perda. Come si ottiene la salvezza, la vita eterna? Vedendo Gesù e credendo in lui. Questo "vedere" non è solo fisico, come sentire non è ascoltare. Ma vedere è comprendere che lui è il Messia, quali sono i suoi sentimenti, il suo pensiero, il suo insegnamento. Credere in lui non è credere che esiste ma “dargli credito” cioè fargli fiducia, lasciar condizionare tutti gli aspetti della mia vita da lui perché egli è la Via, la Verità e la Vita. Nel mondo  ci sono tante proposte per vivere bene, per riuscire la propria vita, per potersi credere saggio, intelligente. Ma i saggi di questo mondo non hanno capito nulla dal Cristo: Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente; (1Cor 3:18; vedi anche 1 Cor 1,27)

 

Prima Lettura  Gb  19,1.23-27a
Io lo so che il mio Redentore è vivo.

Dal libro di Giobbe
Rispondendo Giobbe prese a dire:
«Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,
fossero impresse con stilo di ferro e con piombo,
per sempre s’incidessero sulla roccia!
Io so che il mio redentore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via,
senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso,
i miei occhi lo contempleranno e non un altro».

Salmo Responsoriale  
Dal Salmo 26
Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

Seconda Lettura  
Rm 5,5-11

Giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Canto al Vangelo   Gv 6,40
Alleluia, alleluia.

Questa è la volontà del Padre mio:
che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna;
e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice il Signore.
Alleluia.

  

Vangelo   Gv 6,37-40
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

 

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