Visualizzazioni totali

lunedì 14 agosto 2017

VIGILIA DELL'ASSUNTA - S. MASSIMILIANO KOLBE / 14 agosto

s. Massimiliano Kolbe ad Auschwitz
offre la sua vita per un padre di famiglia disperato
Mi son sentito questa mattina come i sacerdoti e leviti che passano accanto al poveretto incappato nei briganti sulla strada di Gerico e molto peggio. 

S. Massimiliano Kolbe, colui che è morto ad Auschwitz di fame e sete al posto di un altro condannato, è stato innanzitutto nella sua vita un evangelizzatore, uno che toglieva lo zucchero dal caffè per comprare qualche medaglia miracolosa in più da distribuire, che vegliava tardi per scrivere un altro articolo di annuncio o di insegnamento cristiano, o per finire la stampa dell’ultimo numero de “Il Cavaliere dell’Immacolata”. Eppure oggi l’antifona d’ingresso dice: «Venite, o benedetti dal Padre mio, ero malato e mi avete visitato», come se si trattasse di s. Camillo di Lellis o di Raoul Follereau. Massimiliano Kolbe non ha mai organizzato raccolte di viveri per i poveri o ospedali da campo, ma ha predicato il Vangelo con la parola e gli scritti e con i mezzi più moderni allora a disposizione. Però il coronamento della sua vita non è una predica ma, zitto, zitto, il dono della propria vita al posto di un uomo che si dispera.


Non si può separare preghiera e carità, evangelizzazione e carità. La prima lettura dal Deuteronomio ce lo ricorda e lega l'adorazione a Dio alla cura dell'orfano e della vedova, all'accoglienza dell'immigrato.... Se l’evangelizzazione non è amore sincero totale per le persone è un’opera da conferenziere, di protagonismo sul pulpito, magari con la chitarra in mano. Per questo motivo mi sento oggi un meno che nulla.

Oggi nel Vangelo Gesù annuncia il dramma della sua crocifissione ma non si ripiega su se stesso, sul suo dolore. Pensa agli altri, con delicatezza, pensa persino a non dare scandalo. Padre Kolbe prima di finire in campo di concentramento, è stato incarcerato una prima volta a Varsavia, e nota dopo essere uscito il disagio della vita in prigione fino a rilevare con semplicità quanto costa non potersi lavare né cambiare indumenti. Ma non si lascia condizionare da nulla. Dimentica se stesso. È tutto per gli altri. Fino alla delicatezza estrema. Dopo che padre Kolbe ha fatto un passo avanti in silenzio, l’ufficiale tedesco gli chiede: “cosa vuoi?” – “prendere il posto di quest’uomo” – “chi sei?” – “un sacerdote cattolico”. Qualcuno ha fatto notare che queste parole, oltre ad esprimere la sua identità profonda, sembrano scelte di proposito per aiutare l’ufficiale ad accettare il sacrificio della sua vita. Infatti, secondo la mentalità nazista, il sacerdote cattolico è la persona maggiormente da disprezzare. Manco se avesse detto: “io sono un frate minore”. Poteva suscitare un minimo rispetto in quell'ufficiale ... 

Il Signore ci doni la grazia di vedere quanto egoismo, nella ricerca di noi stessi, delle nostre comodità, della nostra vanità, ecc., ci impedisce di servire lealmente e realmente Lui e il nostro prossimo.

Antifona d'Ingresso  Mt 25, 34. 40
«Venite, o benedetti dal Padre mio», dice il Signore.
«ero malato e mi avete visitato. In verità vi dico:
ogni volta che voi avete fatto queste cose
a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatto a me». 

Colletta
O Dio, che hai dato alla Chiesa e al mondo
san Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire,
ardente di amore per la Vergine Immacolata,
interamente dedito alla missione apostolica
e al servizio eroico del prossimo,
per sua intercessione concedi a noi, a gloria del tuo nome,
 di impegnarci senza riserve al bene dell'umanità
per imitare, in vita e in morte, il Cristo tuo Figlio. Egli è Dio...

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura   Dt 10, 12-22
Circoncidete il vostro cuore; amate il forestiero, perché anche voi foste forestieri.

Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ora, Israele, che cosa ti chiede il Signore, tuo Dio, se non che tu tema il Signore, tuo Dio, che tu cammini per tutte le sue vie, che tu lo ami, che tu serva il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima, che tu osservi i comandi del Signore e le sue leggi, che oggi ti do per il tuo bene?
Ecco, al Signore, tuo Dio, appartengono i cieli, i cieli dei cieli, la terra e quanto essa contiene. Ma il Signore predilesse soltanto i tuoi padri, li amò e, dopo di loro, ha scelto fra tutti i popoli la loro discendenza, cioè voi, come avviene oggi.
Circoncidete dunque il vostro cuore ostinato e non indurite più la vostra cervìce; perché il Signore, vostro Dio, è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e terribile, che non usa parzialità e non accetta regali, rende giustizia all’orfano e alla vedova, ama il forestiero e gli dà pane e vestito. Amate dunque il forestiero, perché anche voi foste forestieri nella terra d’Egitto.
Temi il Signore, tuo Dio, servilo, restagli fedele e giura nel suo nome. Egli è la tua lode, egli è il tuo Dio, che ha fatto per te quelle cose grandi e tremende che i tuoi occhi hanno visto. I tuoi padri scesero in Egitto in numero di settanta persone; ora il Signore, tuo Dio, ti ha reso numeroso come le stelle del cielo».     

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 147
Celebra il Signore, Gerusalemme.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.     

Canto al Vangelo   2 Ts 2,14 
Alleluia, alleluia.

Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo,
per entrare in possesso della gloria
del Signore nostro Gesù Cristo.
Alleluia.

Vangelo   Mt 17, 22-27
Lo uccideranno, ma risorgerà. I figli sono liberi dal tributo.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.
Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì».
Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei».
E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».


Nessun commento:

Posta un commento