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martedì 22 agosto 2017

NON TI MANDO FORSE IO? martedì XX° sett. T.O.

Possano le letture di oggi dare coraggio tenace e senso di
responsabilità a chi è stato colpito dal terremoto come ieri
 ad Ischia, o da qualunque "terremoto" morale e spirituale.
La prima lettura di oggi racconta la chiamata di Gedeone come Giudice di Israele. Quasi in complemento della lettura di ieri che ci invitava ad un esame di coscienza serio sulle cause delle divisioni e delle guerre, questa lettura mostra l’atteggiamento estremamente positivo di Dio. Quando Gedeone chiede il perché della situazione di precarietà e insicurezza nella quale è piombato il popolo, Dio non passa all’accusa, alla lamentela contro il popolo, né permette a Gedeone di lamentarsi, ma lo incoraggia a mettersi a disposizione del riscatto del popolo.  Tante volte nella Bibbia ci sono rimproveri da parte di Dio al popolo. Ma è quando il popolo continua a peccare e non vuole convertirsi, o sta per prendere decisioni che lo allontaneranno da Dio e dall’Alleanza con lui. Dio vuole salvare. Non si diletta dell’accusa, del rimprovero, del discorso pessimista.
“Vietato lamentarsi!” insomma, come recita il cartello che papa Francesco ha messo sulla sua porta a
santa Marta. Sopra la testa del Direttore della Caritas di Napoli nel suo ufficio c'è una frase simile: “Se non proponi una soluzione al tuo problema, tu sei una parte del problema”. Mettiamoci a disposizione del Regno, del Riscatto.

Non ti mando forse io?” Anche tu sei mandato, e sei mandato dal Signore, alla tua comunità, alla tua famiglia, al tuo ambiente di lavoro dove sembra impossibile parlare di Dio, al tuo Comune dove sembra inesistente il senso del Bene Comune (purtroppo qui da noi, nel nostro povero "Bene Comune" commissariato, sembra essere proprio questa la situazione). Per aiutarci a ritrovarne il senso vero, almeno per un po’ di tempo non dovremmo più dire “il Comune” ma “il Bene Comune” e, “io faccio parte della soluzione”, altrimenti faccio parte del problema.
Sei mandato in forza del tuo battesimo. Sant’Agostino diceva alla sua comunità: “per voi vescovo, con voi cristiano. Questo ultimo nome è nome di salvezza, l’altro è di pericolo (perché sarò giudicato)”. Ma ogni cristiano fa parte della missione della Chiesa e ha una missione. È battezzato per essere salvato (chi può essere salvato? – impossibile all’uomo ma non a Dio a cui tutto è possibile), ma assieme al battesimo riceve una missione che compirà lasciando se stesso e le sue cose ogni giorno e seguendo Gesù Cristo. Non ti mando forse io?

Preghiamo per le vittime di Ischia! Ma forse se qualcuno in più avesse avuto il senso di responsabilità necessario, in una zona come questa nessun terremoto di grado 4 avrebbe potuto far crollare case e causare perdite di vite umane.


Gdc 6,11-24 Gedeone, salverai Israele: non ti mando forse io?
Dal libro dei Giudici
In quei giorni, l’angelo del Signore venne a sedere sotto il terebinto di Ofra, che apparteneva a Ioas, Abiezerita. Gedeone, figlio di Ioas, batteva il grano nel frantoio per sottrarlo ai Madianiti. L’angelo del Signore gli apparve e gli disse: «Il Signore è con te, uomo forte e valoroso!». Gedeone gli rispose: «Perdona, mio signore: se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato, dicendo: “Il Signore non ci ha fatto forse salire dall’Egitto?”. Ma ora il Signore ci ha abbandonato e ci ha consegnato nelle mani di Madian».
Allora il Signore si volse a lui e gli disse: «Va’ con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?». Gli rispose: «Perdona, mio signore: come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». Il Signore gli disse: «Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo».
Gli disse allora: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che proprio tu mi parli. Intanto, non te ne andare di qui prima che io torni da te e porti la mia offerta da presentarti». Rispose: «Resterò fino al tuo ritorno».
Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto e con un’efa di farina fece focacce àzzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo offrì. L’angelo di Dio gli disse: «Prendi la carne e le focacce àzzime, posale su questa pietra e vèrsavi il brodo». Egli fece così. Allora l’angelo del Signore stese l’estremità del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce àzzime; dalla roccia salì un fuoco che consumò la carne e le focacce àzzime, e l’angelo del Signore scomparve dai suoi occhi.
Gedeone vide che era l’angelo del Signore e disse: «Signore Dio, ho dunque visto l’angelo del Signore faccia a faccia!». Il Signore gli disse: «La pace sia con te, non temere, non morirai!». Allora Gedeone costruì in quel luogo un altare al Signore e lo chiamò «Il Signore è pace».
Parola di Dio

Salmo responsoriale Sal 84
Il Signore annuncia la pace per il suo popolo.
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

Canto al Vangelo (2 Cor 8,9)
Alleluia, alleluia.
Gesù Cristo, da ricco che era, si è fatto povero per voi,
perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
Alleluia.

Vangelo Mt 19,23-30
È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».
Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».

Parola del Signore

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