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domenica 13 agosto 2017

BATTESIMO 4/4 / CHIEDERE O PRETENDERE IL BATTESIMO?

Gesù cammina sulle acque - Benjamin Mac Pherson
La Chiesa darà sempre il battesimo ai bambini di genitori battezzati che lo chiedono, lasciando al parroco e ai suoi collaboratori di valutare un eventuale rinvio (rinviare non è negare il battesimo). Una cosa è chiedere pur non essendo molto praticanti, avendo “una fede che non si sa esprimere in modo chiaro” dice San Giovanni Paolo II, altra cosa è pretendere, esigere, credersi superiori alla Chiesa o al parroco. A chi pretende, chi tratta la Chiesa con arroganza e sufficienza, si applica la frase di Gesù: non date le vostre perle ai porci altrimenti dopo si rivolteranno contro di voi per sbranarvi.

Come mai però un atteggiamento così accogliente, se nei primi secoli si faceva un catecumenato per poter entrare nella Chiesa e ricevere il battesimo? 
Precisiamo che all’inizio dell’evangelizzazione si dava subito il battesimo dopo una breve eventuale preparazione che non era certamente un catecumenato. San Paolo ricorda ai Corinti (1 Cor 1,14 ss.) come, dopo aver annunciato la buona notizia e ricevuto l’adesione di fede di chi voleva fare parte della comunità e pur rimanendo lui l’autorità suprema nella comunità appena creata, egli non ha battezzato quasi nessuno. Lasciava la preparazione immediata ad altri. 
Il catecumenato è stato inventato più tardi, già nel secondo secolo cristiano, come un sostegno, un aiuto per chi, essendo di origine pagana, dopo aver ricevuto il kerigma, aveva una mentalità troppo lontana dall’insegnamento biblico ed era troppo fragile per impegnarsi da cristiano in un ambiente ostile. 
Paragonando con la situazione attuale, appare evidente che ogni battezzato ha il diritto di ricevere dalla propria parrocchia un vero catecumenato. Questo diritto è iscritto nella forma stessa del Rito del Battesimo, che sia quello dei Bambini che in quello dei Fanciulli e degli Adulti.

Ma la Chiesa non vuole imporre nulla a coloro che, in buona fede, chiedono il battesimo per i loro figli, pur avendo una vita cristiana non educata e nemmeno fervente. Perché? La risposta è doppia:


-1. Le persone che vengono oggi a chiedere il battesimo per i loro figli appartengono a famiglie in cui, da generazioni, si può dire millenni, tutti sono stati battezzati. Più una famiglia è semplice, e anche povera culturalmente e lontana dalla pratica assidua della Chiesa, meno comprenderebbe se le venisse rifiutato (o rinviato) il battesimo. Si sentirebbe solo rigettata dalla Chiesa, “perderebbe la fede” o sarebbe esposta ad altre proposte spirituali o pseudo spirituali (cioè le sette). Papa Giovanni Paolo II diceva: “ogni volta che una famiglia chiede un sacramento, accoglietela, fatele fare un passo avanti e date il sacramento. Ritornerà in altre occasioni e le farete fare un altro passo. Sta a voi pastori ad essere però missionari e santi, affinché sentano la Chiesa e la Grazia vicine che li spingono a camminare”.

-2. Come la parabola della zizzania ci ha insegnato di recente, non è permesso voler fare una Chiesa di puri. Storicamente chi lo ha tentato ha avuto brutte sorprese. Non ci è donato di sapere fino in fondo chi aderisce nel proprio intimo al Regno di Dio oppure no. Il Signore ci ha dato il discernimento ma non è assoluto. Sappiamo dall’esperienza anche personale che lo Spirito Santo può fare meraviglie di grazia in coloro che apparentemente non erano finora interessati e non hanno cultura ecclesiale, non partecipano a nessun gruppo. Il caso è un po’ diverso quando si tratta di vocazioni alla responsabilità e al servizio costante, e/o alla “consacrazione”. È grave frustrare un appello del Signore ma, in quei casi, i segni sono più forti, più leggibili. E soprattutto chi vuole veramente servire il Signore deve essere umile di fronte ad un eventuale rifiuto. Se il Signore chiama aprirà una porta in qualche modo: la Chiesa è sua e i pastori sono nelle sue mani. Sono basito di vedere che il Cardinale che il Papa non ha confermato alla fine del suo mandato non abbia detto subito: “sono un servo inutile, il Signore ha dato il Signore ha tolto, benedetto sia il Signore!”, spegnendo ogni polemica.
Ma non significa che si deve dare i sacramenti senza discernimento, e soprattutto senza formazione. Il fatto del passo avanti ad ogni preparazione di sacramento, di cui parlava Giovanni Paolo II, è fondamentale. Il cammino spirituale è gratuito, ma si deve fare coinvolgendosi in prima persona, non si può comprare, non può essere sostituito da qualche buona offerta, da qualche elemosina, da qualche formula imparata a memoria che non corrisponde a nulla nella propria vita. La disponibilità delle persone a camminare si vede. A questo proposito sarebbe molto benefico riuscire in parrocchia a fare due incontri per la preparazione al battesimo, distanziati di almeno una settimana o due. Se una famiglia si impegna in qualcosa di semplice – fa un passo avanti – oltre che arricchita, ne è felice interiormente perché ha aperto il cuore al Signore, ha obbedito all’invito, e partecipa molto meglio poi alla celebrazione del battesimo del suo bambino. Mette le basi per un cammino ulteriore. Papa Francesco ripete che egli teme soprattutto le persone che non camminano.

IL CATECUMENATO E’ OBBLIGATORIO?
Lo vedremo nel prossimo post ...

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