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giovedì 6 aprile 2017

MOVIMENTO DI RESISTENZA CATTOLICA

I Media hanno parlato in questi giorni di Don Alessandro Minutella, prete di Palermo che è stato sollevato dal suo incarico di parroco perché ha organizzato un "Movimento di resistenza cattolica" contro papa Francesco e i vescovi che lo seguono in particolare il vescovo di Palermo.

Si sa che alcuni, anche alti prelati, esprimono pensieri di perplessità o di chiara opposizione nei confronti del magistero e dell’azione pastorale di papa Francesco. Ci sono gruppi ristretti che gli fanno una lotta molto serrata e molto rumorosa, usando ogni sorta di argomenti e di eventi, dai più grandi fino ai fatterelli di minima importanza.

Ultimamente quel sacerdote avendo l’impressione che c'è grande confusione nella Chiesa di oggi ha creato un “movimento di resistenza cattolica” contro la “Chiesa Massone, guidata dal falso profeta Bergoglio”.
Certe parole non sono proprio innocue. Ma se uno pensa questo del papa o della sua Chiesa e lo vuole dire può anche farlo. Quello che è totalmente incomprensibile, è che don Minutella per primo si sia ribellato alla prospettiva di essere sollevato dal suo incarico di parroco.
Come posso pretendere di dire che il papa è eretico, va contro Gesù Cristo, e la Chiesa l’ha rinnegato, e rimanere in un posto dove la mia missione è di comunicare ai fedeli l’insegnamento della Chiesa, e in particolare di manifestare la comunione con il papa e i vescovi?

Santa Caterina da Siena non viveva in un tempo in cui i papi davano tanto buon esempio. Davano piuttosto scandalo sia nel comportamento che in tanti discorsi. Molta gente diceva che il papa era un “demonio incarnato”. Ma lei faceva un ragionamento molto semplice: Gesù è il mio Salvatore. Egli è onnipotente. La Chiesa è sua. Se voleva darmi un papa diverso lo poteva fare. Io obbedisco al papa che mi ha dato Gesù Cristo. Altrimenti non ho più fede in Dio.


Questo non significa che Lei imitava i difetti del papa … ma lo chiamava “Babbo mio”, “Dolce Cristo in Terra” e così via. E anche se gli parlava con franchezza, lo faceva con deferenza e gli obbediva, invitando gli altri a fare altrettanto!
Questo è avere compreso cosa significa essere discepolo di Gesù Cristo.
Anche san Francesco aveva lo stesso atteggiamento verso la Chiesa. È vero che i papi del suo tempo erano migliori ma non tutto andava bene nella Chiesa, anzi ( gli disse Gesù: "Va, Francesco, e ripara la mia Chiesa che, come vedi, cade in rovina"). San Francesco ha fatto una riforma più profonda e duratura nella Chiesa con la sua umiltà e minorità, che tanti contestatori che gridano.


In risposta a questi avvenimenti il vescovo di Palermo, Corrado Lorefice ha fatto una ora di adorazione nella cattedrale gremita (si parla di 4000 persone). Ha concluso così: «Preghiamo per tutti – ha detto il presule al termine della serata –, nessuno si senta escluso, preghiamo per l'unità della Chiesa, nessuno si senta condannato. Grazie, Chiesa amata di Palermo, perché non siamo venuti qui perché dovevamo dimostrare qualcosa contro qualcuno, siamo venuti qui perché non vogliamo soffocare lo Spirito, e non c'è Chiesa se non camminiamo insieme». E solo alla fine, fuori dal contesto liturgico, un applauso fragoroso ha visibilmente commosso l’arcivescovo di Palermo. 

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