Visualizzazioni totali

venerdì 9 gennaio 2026

FACENDOSI UOMO, DIO CI DONA I POVERI COME MAESTRI / 77. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 77



77. 123. Annunciare Gesù nostra salvezza a partire dalla fede espressa a Nicea, significa rendersi particolarmente attenti ai più piccoli e ai più vulnerabili tra i nostri fratelli e le nostre sorelle. La luce nuova proiettata sulla fraternità tra tutti i membri della famiglia umana da Cristo, Figlio homooúsios del Padre e partecipe della natura umana comune, illumina in particolare coloro che hanno più bisogno della speranza della grazia. Noi siamo legati, mediante un legame radicale indistruttibile, a tutti coloro che soffrono e che sono scartati: siamo tutti chiamati a operare perché la salvezza possa raggiungerli, specialmente loro. Annunciare significa qui “dare da mangiare”, “dare da bere”, “accogliere”, “vestire” e “andare a far visita” (Mt 25,34-40), fare risplendere la gloria umile della fede, della speranza e della carità per colui che non è creduto, in cui nessuno spera e che è reietto dal mondo. Annunciare significa far brillare queste virtù teologali nell’umiliazione e nella sofferenza: ciò non può che venire da Cristo nostro Salvatore, e dunque si tratta di rendere testimonianza a Lui e permettere di incontrarlo. Non ci dobbiamo però ingannare: questi crocifissi della storia sono il Cristo tra di noi, nel senso più forte possibile: «L’avete fatto a me» (Mt 25,40). Il Crocifisso-Risorto conosce intimamente le loro sofferenze ed essi conoscono le sue. Così, essi sono gli apostoli, i maestri e gli evangelizzatori dei ricchi e dei benestanti. Si tratta di aiutare i poveri, ma anzitutto di entrare in relazione con loro e di vivere con loro per lasciarsi istruire da loro: loro comprendono meglio di tutti l’immensità del dono del Figlio homooúsios che va fino alla croce, confessato a Nicea. Essi possono introdurci alla speranza più forte della morte, alla sequela del Verbo di Dio disceso fino alla condizione più umile tra noi per esaltarci fino alla condizione più elevata con Lui.[187]


[187] «[I poveri] hanno molto da insegnarci. Oltre a partecipare del sensus fidei, con le proprie sofferenze conoscono il Cristo sofferente. È necessario che tutti ci lasciamo evangelizzare da loro. La nuova evangelizzazione è un invito a riconoscere la forza salvifica delle loro esistenze e a porle al centro del cammino della Chiesa. Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro», Francesco, Esort. Ap. Evangelii gaudium, 24 novembre 2013, 198.


giovedì 8 gennaio 2026

NULLA DI PIÙ BELLO, PROFONDO, DISPONIBILE, SENSATO, CORAGGIOSO E PERFETTO DI CRISTO / 76. NICEA. Gesù Cristo, ... nn. 121-122.


Conclusione

Annunciare a tutti Gesù nostra Salvezza oggi

121. La celebrazione dei 1700 anni del Concilio di Nicea è un pressante invito rivolto alla Chiesa perché riscopra il tesoro che le è stato affidato e vi attinga per condividerlo con gioia, in un rinnovato slancio, e perfino in una «nuova tappa dell’evangelizzazione». [185] Annunciare Gesù nostro Salvatore a partire dalla fede espressa a Nicea, così come è professata nel Simbolo di Nicea-Costantinopoli, significa anzitutto lasciarsi stupire dall’immensità di Cristo, così che tutti ne siano meravigliati, rianimare il fuoco del nostro amore per il Signore Gesù, così che tutti possano ardere d’amore per lui. Nulla e nessuno è più bello, più vivificante, più necessario di lui. Dostoevskij lo dichiara con forza: «Ripongo in me il simbolo della fede nel quale per me è tutto limpido e santo. Questo simbolo è molto semplice, ed è questo: credere che non ci sia niente di più bello, profondo, disponibile, sensato, coraggioso e perfetto di Cristo».[186] In Gesù, homooúsios al Padre, Dio stesso viene a salvarci, Dio stesso si è legato all’umanità per sempre, al fine di portare a compimento la nostra vocazione di esseri umani. In quanto Figlio Unigenito, ci conforma a sé come figli e figlie amati dal Padre per la potenza vivificante dello Spirito Santo. Coloro che hanno visto la gloria (doxă) di Cristo la possono cantare e lasciare che la dossologia si trasformi in annuncio generoso e fraterno, cioè in kerigma. 

TI RENDO LODE, PADRE, PERCHÉ HAI RIVELATO QUESTO AI PICCOLI / 75. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 120


120. La protezione della fede di tutti, così come l’importanza dell’ascolto della voce stessa degli ultimi e dei meno ascoltati, si manifesta nel fatto che Nicea non ha seguito il cammino dell’arianesimo. In effetti, san Girolamo sottolinea la maggioranza numerica degli ariani e anche il numero anch’esso assai maggioritario dei vescovi conquistati all’arianesimo. Storicamente bisognerebbe sfumare la lettura fatta da Girolamo, poiché la più parte dei vescovi e dei cristiani non aveva optato direttamente per l’arianesimo, ma era piuttosto esitante di fronte a una terminologia che non si trovava nel Nuovo Testamento. Detto ciò, siccome si era prodotto un effetto di forza messo in atto dall’autorità politica, il Concilio ha permesso di salvaguardare il sensus fidelium[184] che abitava nel popolo di Dio. In questo senso si può dire che la professione di fede di Nicea è un’eco fedele dell’esultanza di Cristo vissuta nella Chiesa: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza» (Mt 11,25-26).

mercoledì 7 gennaio 2026

ESPLOSIONE DI GIOIA! LA CATECHESI DI PAPA LEONE / 7 gennaio 2026


UDIENZA GENERALE *

Aula Paolo VI   Mercoledì, 7 gennaio 2026

_______________________

Catechesi. Il Concilio Vaticano II attraverso i suoi Documenti. Catechesi introduttiva

 Fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Dopo l’Anno giubilare, durante il quale ci siamo soffermati sui misteri della vita di Gesù, iniziamo un nuovo ciclo di catechesi che sarà dedicato al Concilio Vaticano II e alla rilettura dei suoi Documenti. Si tratta di un’occasione preziosa per riscoprire la bellezza e l’importanza di questo evento ecclesiale. San Giovanni Paolo II, alla fine del Giubileo del 2000, affermava così: «Sento più che mai il dovere di additare il Concilio, come la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel secolo XX» (Lett. ap. Novo millennio ineunte, 57). **

martedì 6 gennaio 2026

UNA DONNA ECCEZIONALE : L'ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI / Re Magi, 6 gennaio 2025.



I Re Magi, nella loro ricerca del Re di Luce, ci invitano a metterci anche noi in cammino, riscoprendo il dinamismo della fede contro l'immobilità di certezze che non mettono in gioco la vita. La fede ci fa uscire da noi stessi verso l'ignoto ma non senza una stella che indichi una direzione e accompagni i nostri passi. 

 Marie Boyer de Fonscolombe, madre del celebre Antoine de Saint-Exupéry di cui abbiamo tutti letto “Il Piccolo Principe” (Marie Saint-Exupéry, viuda con 28 años y 5 hijos, su enorme fe resultó clave en el genial Antoine) rimase vedova nel 1904 a 28 anni e con 5 figli. Perse ancora due figli adolescenti prima della scomparsa di Antoine nel 1944. La sua fede, attraversata dal dolore, fu una fede cristiana salda, abbracciata personalmente e con maturità. Non la fece ripiegarsi nell’amarezza ma educare i suoi figli con rigore morale e grande libertà interiore insieme. Un’educazione non autoritaria ma che invitava a coltivare l'immaginazione, la sensibilità artistica e la riflessione personale. Insegnava che la vita ha senso solo quando è vissuta come una vocazione, non come un conforto, l'importanza della fedeltà alla propria coscienza, anche quando comporta rischi o incomprensioni. Fu una figura di sostegno incondizionato, capace di sostenere senza possedere, di guidare senza dominare.

Non aveva una religiosità ingenua, ma una speranza silenziosa e duramente conquistata, sostenuta dalla preghiera e dalla convinzione che la morte non abbia l'ultima parola. Questa certezza fu fondamentale per il suo equilibrio, la sua pace interiore e per la sua capacità di continuare a donarsi agli altri. Durante la Prima Guerra Mondiale, si formò e lavorò come infermiera, prendendosi cura dei soldati feriti negli ospedali militari. E continuò anche dopo in questo impegno costante, impegnativo e fisicamente arduo. Incarnava la fraternità, la responsabilità e il valore del sacrificio per qualcosa che ci trascende.

La sua fede non era un sistema chiuso di risposte, ma una direzione verso la luce, anche nelle ore più buie. "La fede non consiste nel non avere notti, ma nel camminare verso la luce anche quando non la si vede". "Non abbiamo perso coloro che amiamo; ci hanno preceduto". Il rapporto con Dio non si impone dall'esterno, ma si scopre nell'intimo della persona. Ogni essere umano porta in sé qualcosa che lo trascende; è lì che Dio attende. 

Antoine scrive ne "Il Piccolo Principe": "l'essenziale è invisibile agli occhi".


Dal libro del profeta Isaìa  Is 60,1-6 

domenica 4 gennaio 2026

IL DOGMA PROTEGGE LA FEDE DI FRONTE AL POTERE POLITICO / 74. NICEA, Gesù Cristo, ... n. 119.


Trump si fa rappresentare 
da Papa sul sito
della Casa Bianca
il 2 maggio 2025.



3.2. La protezione della fede di fronte al potere politico

119. Il Concilio di Nicea, con tutto ciò che deve all’iniziativa dell’imperatore Costantino, rappresenta comunque una pietra miliare nel lungo cammino verso la libertas Ecclesiae, che è dovunque una garanzia di protezione della fede dei semplici e dei più vulnerabili di fronte al potere politico. Senza dubbio, nasce nello stesso momento un movimento in concorrenza che tende verso ciò che sarà chiamato il “cesaropapismo” e che è una tentazione permanente tra le Chiese cristiane. Bisogna allora identificare in questo Concilio le primizie di una garanzia ecclesiale per la libertà di coscienza dei piccoli rispetto a quelle di una strumentalizzazione politica della religione di Cristo?

giovedì 1 gennaio 2026

CONTRO LA DELUSIONE, 2026 SIA UN ANNO DI PACE GIUSTA, DURATURA E DI RICOSTRUZIONE / Capodanno 2026.


Mentre in tutto il mondo città e nazioni celebrano l’Anno Nuovo con i botti, l’Ucraina è forse l’unico nazione che celebra il passaggio dell’anno in silenzio: gli ucraini devono poter ascoltare l’arrivo dei droni! Ricordiamolo.

Ma ci sono tanti altri posti nel mondo dove si vivono minacce terribili. 

Per contribuire alla Pace nel mondo, ognuno deve essere operatore di pace al suo livello personale. Ma la verità è che questo porta col tempo stanchezza, aggravata generalmente dalla delusione: non otteniamo i risultati attesi, incontriamo resistenze, non ci sentiamo ricambiati, o addirittura ci vediamo sfruttati, persino traditi.