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martedì 26 settembre 2017

CORREZIONE FILIALE IN RAGIONE DELLA PROPAGAZIONE DI ERESIE

Cardinale Burke: Difesa della "Divina e
Immutabile Tradizione Cattolica" contro gli Eretici?
Una lettera di 25 pagine è stata spedita a Papa Francesco l’11 agosto. Per il fatto che non è stata ricevuta nessuna risposta dal S. Padre, la si è resa  pubblica il 24 settembre. La lettera, aperta a nuovi firmatari, ora porta i nomi di 63 sacerdoti e studiosi cattolici provenienti da 20 nazioni, i quali, si dice, rappresentano anche altri che però non hanno la necessaria libertà di parlare. La lettera ha un titolo latino: Correctio filialis de haeresibus propagatis (letteralmente, Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie). 
In essa si dichiara che il papa, mediante la sua Esortazione Apostolica Amoris laetitia e mediante altre parole, atti e omissioni ad essa collegate, ha sostenuto 7 posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa Cattolica. Queste 7 eresie sono formulate dai firmatari in latino, perché lingua di riferimento comune della Chiesa.

Cosa si rimprovera a papa Francesco?
Ettore Gotti Tedeschi.
Questa lettera di correzione ha 3 parti principali. Nella prima parte, i firmatari, in qualità di cattolici credenti e praticanti, spiegano perché hanno il diritto e il dovere - in quanto “persone competenti” - di rivolgere una tale correzione al supremo pontefice. Mi chiedo: quale può essere la "competenza" teologica di un laico come Gotti Tedeschi, che, anche in campo economico, pur essendo stato Direttore dello IOR, mi sembra ricco di alcune idee buone ma privo di visione d'insieme?

La seconda parte della lettera è quella essenziale in quanto contiene la “Correzione” propriamente detta. In essa si redige una lista di passaggi di Amoris laetitia in cui si insinuano o si incoraggiano posizioni eretiche; quindi si fa una lista di parole, atti e omissioni di Papa Francesco i quali rendono chiaro oltre ogni ragionevole dubbio – secondo i firmatari – , che questi desidera un’interpretazione dei suddetti passaggi da parte dei cattolici in un modo che, di fatti, è eretico
La parte finale, con il titolo “Delucidazione”, espone due cause di questa crisi singolare. Una causa è il “Modernismo”. Teologicamente parlando, il Modernismo sostiene che Dio non ha consegnato verità definite alla Chiesa che essa deve continuare ad insegnare esattamente nello stesso senso fino alla fine dei tempi (Quindi il papa sarebbe un modernista, non credendo al Deposito della Fede).
La seconda causa della crisi è l’apparente influenza delle idee di Martin Lutero, in particolare su matrimonio e divorzio, su Papa Francesco. Si mette in evidenza anche la lode esplicita e senza precedenti attribuita da Papa Francesco a Martin Lutero. 
Parliamo della Lode esplicita e impropria di papa Francesco a Lutero. Nella lettera ad un certo punto si scrive:
“Così, in una conferenza stampa del 26 giugno 2016, Vostra Santità ha dichiarato: «Io credo che le intenzioni di Martin Lutero non fossero sbagliate: era un riformatore. Forse alcuni metodi non erano giusti, ma in quel tempo, se leggiamo la storia del Pastor, per esempio – un tedesco luterano che poi si è convertito quando ha visto la realtà di quel tempo, e si è fatto cattolico – vediamo che la Chiesa non era proprio un modello da imitare: c’era corruzione nella Chiesa, c’era mondanità, c’era attaccamento ai soldi e al potere. E per questo lui ha protestato. Poi era intelligente, e ha fatto un passo avanti giustificando il perché faceva questo. E oggi luterani e cattolici, con tutti i protestanti, siamo d’accordo sulla dottrina della giustificazione: su questo punto tanto importante lui non aveva sbagliato»”

papa Francesco travestito da Lutero su internet.
Quello che ha detto papa Francesco quel giorno può essere motivo di accusa di eccessiva simpatia per Lutero? A me sembra un modo amichevole ma anche astuto di affermare che, superando lo scandalo, si deve essere cattolici!
Se papa Adriano VI, olandese, papa dal 1522 al 1523, ha riconosciuto che tutto il movimento della Riforma Luterana appena nascente era dovuto alla corruzione esistente nella Curia Romana, come si può negarlo oggi? Se il legato del papa al Concilio di Trento dichiarava ai Cardinali, restii a tradurre la Bibbia nelle lingue moderne, che il loro motivo di fondo era il timore che leggendo la Bibbia il popolo comprendesse quanto il loro stile di vita fosse lontano dalla povertà e semplicità evangeliche, come si può non comprendere che Lutero e molti desideravano una Riforma della Chiesa? Se papa Francesco cita Pastor, che poi è tornato alla Chiesa cattolica, come può essere accusato di eccessiva simpatia per Lutero? Papa Francesco dice solo la verità, anche per quanto riguarda la dottrina della giustificazione che, dopo un lungo cammino di dialogo, iniziato dal Concilio Vaticano II e che ha coinvolto tutti i papi, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ha portato Chiesa Cattolica e Confessioni Luterane a esplicitare il loro raggiunto chiarimento e accordo.

In una lettera di 25 pagine, difficile da leggere per molti, anche per la sua lunghezza, perdersi in accuse così superficiali e inconsistenti non è forse “buttarsi la zappa sui piedi”, come si dice, e far emergere proprio ciò che sembra essere il filo che unisce questi firmatari: il rifiuto del Concilio Vaticano II, del suo movimento di ritorno alle Fonti del Cristianesimo e di aggiornamento? Ora il Cristianesimo si è sempre aggiornato, fin dai suoi inizi, senza rinnegare la Verità della Fede, ma adattando la sua disciplina e i suoi metodi alle persone e alle situazioni. Con la Messa in latino, con la conservazione delle vesti liturgiche di prima del Concilio e sopratutto la teologia, si canonizza un momento particolare della Chiesa, quello del Concilio di Trento. Ma la Chiesa è nata 2000 anni fa, non 500 anni fa; parlava ebraico e greco, nonché tutte le lingue dei popoli che raggiungeva il Vangelo e non aveva il latino come lingua ufficiale. Di certo Gesù non celebrava in latino!
Lo stesso Concilio di Trento che viene fissato oggi come punto di riferimento assoluto era una riforma audace e adatta ai tempi nuovi e,per questo motivo, non è stato accettato e applicato subito e da tutti. Quarant’anni (!) dopo la chiusura del Concilio di Trento, il Re di Francia, consigliato dai Chierici della Sorbona, dichiarava che i decreti del Concilio erano buoni ma non dovevano essere pubblicati in Francia. Come dire: meno la gente li conosce, meno saranno applicati! Alla stessa epoca, però, l’opera di alcuni come San Vincenzo de’ Paoli era invece di rintracciare preti favorevoli al Concilio per farne i futuri vescovi e portare avanti la sua riforma che rischiava di rimanere lettera morta.

Con Amoris Laetitia è in atto la rivoluzione del Concilio per la Famiglia. Anche se non scoppia a “ciel sereno” ma è in continuità con i papi precedenti. Anche Giovanni Paolo II ha fatto scalpore quando da “pubblici peccatori”, egli ha detto che i divorziati risposati non erano scomunicati ma facevano parte della Chiesa. Anche lui su alcuni punti, in particolare il dialogo interreligioso e con gli Ebrei – passati in vent'anni da Perfidi Ebrei a Fratelli Maggiori – ha detto scherzando che “in Vaticano alcuni mi volevano scomunicare”.

Infine, diciamolo chiaro: non è assolutamente vero che papa Francesco vuole “dare la comunione ai divorziati risposati, punto!”. Su questo abbiamo bisogno di approfondire la nostra formazione. E oggi, con i lavori e i documenti di vari episcopati, si può farlo con maggiore sicurezza. La superficialità da una parte e dall’altra non giova a nessuno. 

Non c'era lo spazio di sviluppare gli argomenti della lettera di "Correzione" ed è giusto farlo. Ma, in fondo, la soluzione migliore è ancora di leggere, nella preghiera e con animo aperto, TUTTO il testo di "AMORIS LAETITIA".

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