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domenica 28 giugno 2026

LA RICOMPENSA DEL PROFETA / XIII Dom del T.O., A. 2026.



 Il legame tra la prima lettura e il Vangelo è la figura del profeta, uomo di Dio, santo. La donna sunamita riceve Eliseo e quando scopre la sua qualità gli offre più riguardi e ottiene “la ricompensa del profeta”ossia quel figlio che non poteva avere! Anche se non ce lo dice il brano liturgico noi che leggiamo la Bibbia vediamo che i doni di Dio non sono esenti di prove, di oscurità in cui la fede viene purificata: infatti, qualche anno dopo, il fanciullo cresciuto è colpito da insolazione (!?) e muore. La donna amareggiata - non aveva chiesto questo figlio - non si arrende e si ribella davanti al profeta ma continua a credere e Dio si mostra ancora fedele: il suo figlio risorge. In fondo è una logica normale nel cammino di fede. Non è stato così con Abramo e Isacco? Sul monte Moria l’obbedienza di fede di Abramo lo rende nostro Padre nella Fede! Non deve essere così per ogni cristiano? Non devono essere purificati i nostri affetti affinché siano realmente doni che non ci ripiegano su noi stessi ma ci mettono nella verità di fronte a Dio sorgente di tutti i doni?

Ecco perché "Chi ama il padre o la madre più di me … il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà”. Con la sola ragione non possiamo comprendere e nemmeno realizzarlo con le nostre forze. Solo nel dire sì al Signore passo passo, sperimentiamo che la sua Parola, la sua Promessa, sono vere. 

Dal Vangelo impariamo però che i discepoli del Signore hanno da parte sua un trattamento, una dignità particolari, quella di inviati, di familiari di Dio. Impariamo anche che la carità non è mai senza discernimento. “Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta”, e così per il giusto, ecc. L’amore non è ingenuo, le relazioni non sono cieche ma in Cristo vanno aldilà delle apparenze e delle simpatie antipatie. Questo non significa escludere qualcuno dall’amore perché tutto si compie nella promessa di Gesù: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". In questo caso non si tratta solo dei discepoli ma di qualunque persona perché immagine di Dio. Spero che riusciamo a comprendere questo Vangelo e metterlo in pratica. Non inclusione che cancella ogni differenza ma un amore sapiente che abbraccia davvero tutti con discernimento. 

Voi che avete compreso che grazia è l’essere cristiani: “la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!” (Colossesi 3, 15)


Dal secondo libro dei Re  2Re 4,8-11.14-16a

Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c'era una donna facoltosa, che l'invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: "Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare".

Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e si coricò. Eliseo chiese a Giezi il suo servo: "Che cosa si può fare per questa donna?". Il servo disse: "Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio". Eliseo disse: "Chiamala!". La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: "L'anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio". Parola di Dio.


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani  Rm 6,3-4.8-11

Fratelli, quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.

Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui.

Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio.

Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.  Parola di Dio.


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 10,37-42

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.

Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.

Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto.

E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa".  Parola del Signore.


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