Il Signore ti ama come sei ma ti sogna migliore (Papa Leone ai carcerati di Brians 1)
Dopo il carcere, papa Leone ha anche visitato una parrocchia guidata da una comunità di Agostiniani. Ha risposto alle domande di Renzo, un bambino di 6 anni minacciato di sfratto con la sua famiglia. Ecco riassunte le domande e le risposte:
- Le piace il Calcio? Tennis oggi, calcio americano da giovane, tifoso di calcio ma anche giocatore con i seminaristi in Perù, importanza dello sport come mente sana in corpo sano, “Inoltre, il calcio ci aiuta anche a ricordare una cosa molto importante: che la vita non è una gara da vivere da soli, è qualcosa che si gioca in squadra, e bisogna imparare a correre insieme”.
- Voleva fare il Papa da bambino? “Né come giovane né come vecchio, ma, quando il Signore chiama, bisogna rispondere “sì”. Ma soprattutto “è essenziale chiedersi se vogliamo essere amici di Gesù. Perché l’amicizia con Gesù ci dà gioia, ci rende liberi e ci aiuta a vedere, passo dopo passo, la vocazione e il cammino che Dio ha pensato per ciascuno”.
- Perché a certe persone succedono cose cattive ed ad altre no? Trovare la risposta non è facile. Anche Gesù che “«passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo» (At 10,38) e, tuttavia, sappiamo che fu crocifisso. La sua storia però non finisce lì, perché il terzo giorno è risuscitato, ha vinto il male, ha vinto la morte. Attraverso la vita di Gesù Cristo, Dio ci mostra che, anche se c’è sofferenza, Egli non abbandona mai alcuno dei suoi figli, perché ci ha preparato una gioia eterna dove non ci saranno più sofferenze né dolore. Abbiamo fiducia, dunque: Gesù è con noi, ci aiuta e ci accompagna, e ci dà forza per affrontare i momenti difficili che possiamo incontrare nella vita”.
- Perché ci sono nonni o anziani che vivono nella solitudine? “Se non vogliamo la solitudine per noi stessi, non dobbiamo permetterla nemmeno per gli altri” anche se non sono i nostri nonni.
- Dobbiamo perdonare sempre? “Gesù ci risponde di sì … Occorre però capire bene che cosa significa perdonare. Perdonare non significa dire che il male è stato giusto, né permettere a qualcuno di continuare a fare del male. Non significa dimenticare per forza, come se nulla fosse accaduto. Perdonare significa non lasciare che l’odio diventi padrone del nostro cuore. Gesù ci chiede di perdonare perché è l’unico modo per sperimentare la pace di Dio e guarire le ferite spirituali. Quando perdoniamo, imitiamo l’esempio di Gesù, che perdonò coloro che lo crocifiggevano. La nostra disponibilità a perdonare è condizione per il perdono che riceviamo da Dio”.
Quella parrocchia è un centro di Carità molto attivo ed erano rappresentate molte realtà caritative diocesane. Papa Leone ha quindi affrontato il tema della carità e tra l’altro ha detto: “Chiamati ad amare Dio e, per amore di Lui, i nostri fratelli, siamo anche inviati a incontrare tutti. Il cristiano, oltre a essere gentile e amabile, deve essere compassionevole, amare senza interesse e cercare il bene degli altri, sapendo che in ogni fratello e sorella che soffre è lo stesso Signore a chiedere e ricevere, a essere accolto o rifiutato, amato o disprezzato. La carità evangelica, fondata in Gesù Cristo e alimentata dal suo amore, dà forma e identità alla vita personale e comunitaria di ogni cristiano”. Il Papa sottolinea che bisogna andare oltre la semplice assistenza materiale. La carità cristiana evangelizza e rende “presente l’amore di Dio per ogni uomo e ogni donna, nel tessuto della storia. Il libro della Genesi ci narra che «Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò» (Gn 1,27”).
Qui il link per l’intero intervento del Papa:

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