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martedì 14 febbraio 2017

14 febbraio / SANTI CIRILLO E METODIO: NON SONO PIU' SERVO DI NESSUN UOMO SULLA TERRA!


Lo so che oggi è san Valentino, ma io con tutta la Chiesa esulto per i compatroni di Europa Cirillo e Metodio, i due fratelli greci mandati in missione presso gli Slavi dalla Chiesa di Bisanzio nel secolo IX. Per me sono figure straordinarie di libertà, audacia e … di pesantezza delle vicende umano politico ecclesiastiche.

Cirillo e Metodio sono figli di ottima famiglia e dotati di relazioni importanti che condizioneranno molto la loro vita e la loro missione. Ma sarà più forte la loro passione semplice per la Sapienza, per il Vangelo, il loro amore per Gesù, Redentore e Amico degli uomini, soprattutto dei "piccoli del Vangelo". Sarà più forte la grazia e il progetto di Dio.

Il motivo umano del loro invio in missione sembra essere fin dall’inizio una lotta di influenza tra Oriente e Occidente, tra Bisanzio e Principi tedeschi: Portiamo il Vangelo a questi popoli per farli entrare nella nostra zona di influenza!
Ma loro vanno per evangelizzare per dare la dignità di figli di Dio e quindi anche la dignità umana a popoli che non hanno neppure l’uso della scrittura. Cirillo e Metodio vogliono celebrare nella loro lingua, evangelizzare nella loro lingua. Per loro Cirillo inventa l’alfabeto “glagolitico” che si chiama ancora oggi “cirillico”.

L’opposizione non è solo quello della politica ma anche dall'interno della Chiesa. Si pretende che solo in tre lingue è lecito lodare Dio: l’ebraico, il greco e il latino! Per cui voler tradurre la Parola di Dio e la Liturgia in slavo è considerato una eresia!
Questo ci fa sorridere. Come è possibile che la gente (di Chiesa) potesse essere così ottusa un tempo? 
Ma il passato deve essere lezione per il presente e farci aprire gli occhi. Cosa facciamo oggi che non vediamo ed è contrario al Vangelo quanto quelle cose del tempo passato?

Finiamo con san Cirillo che, prossimo a morire, dopo aver indossato le sacre vesti, rimase per tutto il giorno ricolmo di gioia e diceva: «Da questo momento non sono più servo né dell'imperatore né di alcun uomo sulla terra, ma solo di Dio onnipotente. Non esistevo, ma ora esisto ed esisterò in eterno. Amen»
Queste frasi indicano quanto il paradiso colma l’uomo, ma anche quanto tutti i condizionamenti subiti, pur santificandolo, gli erano pesati.

Prima Lettura  At 13,46-49
Noi ci rivolgiamo ai pagani.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, [ad Antiòchia di Pisìdia] Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono [ai Giudei]: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore:
“Io ti ho posto per essere luce delle genti,
perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”».
Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.

Salmo Responsoriale  Salmo 116
Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.
   
Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode.

Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre.  

Canto al Vangelo   Lc 4,18
Alleluia, alleluia.
Oppure in tempo di Quaresima: Lode e onore a te, Signore Gesù.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.
Alleluia.
  
Vangelo  Lc 10,1-9
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».


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