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mercoledì 31 dicembre 2025

AUGURI PER UN ANNO 2026 MIGLIORE / 31 Dicembre 2025.



Quali auguri per 2026? 

La Storia è ancora aperta, ma l’esito dipende da noi. Che il Signore non pianga sulla nostra generazione e quella che abbiamo messo al mondo come fece su Gerusalemme, dicendo:  “ti ho mandato profeti in abbondanza. Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. … non resterà in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata." (Luca 19, 42.44). 

L’augurio è che, per favore, torniamo, tornate alla fede e al Vangelo vissuto assiduamente. Torniamo a Gesù Cristo unico Salvatore e unica speranza. 

martedì 30 dicembre 2025

ANNA PROFETESSA: L'INCONTRO DI TRE GENERAZIONI / 30 Dicembre 2025.


Una scena, tre generazioni: 

Anna la profetessa,  privata circa 60 anni fa del sostegno del marito. Scopre che Dio è più grande del suo dolore, che la sua vedovanza non rende inutile e vuota la sua vita se si riempie del servizio del Signore e della preghiera affinché venga presto la sua consolazione per il popolo. Una vita trascurabile per il mondo e una lotta oscura e tenace nella fede. Ma la sua vita è una fiamma che rincuora e protegge e l’incontro con Gesù la rende missionaria di speranza.

I genitori di Gesù in tutto obbedienti alla legge del Signore.

Gesù che cresce e si fortifica come tutti i bambini però pieno di sapienza e con la grazia di Dio su di lui. 

E noi? 

Se tutte le persone vedove o anziane, o impedite fisicamente, colpite da qualunque malattia, potessero comprendere che la loro vita è preziosa per Dio e per gli altri, che la loro condizione può e deve diventare vocazione….

Se tutti i genitori avessero l’autorevolezza di chi obbedisce innanzitutto al Signore …  è quasi evidente che i figli crescerebbero in età e sapienza perché la grazia di Dio sarebbe su di loro in modo privilegiato. 

Dio ha scelto una coppia sterile dare inizio a un popolo segno, portatore delle sue promesse. La storia della salvezza in tutta la ricchezza delle sue varie dimensioni è fondamentalmente una successione di generazioni che sanno di essere responsabili di un'Alleanza che garantisce la presenza di Dio in mezzo a loro e la sua grazia.

A Guadalupe la Vergine Maria appare come se fosse nata da una coppia mista e dice a questi due popoli così diversi l’europeo e l’indio, il cui incontro è stato così violento: amatevi. E il modo più semplice e naturale per l’essere umano di amare e superare le divisioni è l’innamoramento, l’attrazione tra persone di sesso diverso, il desiderio di una famiglia e di dare la vita. E se in queste nuove famiglie la generazione dei nonni testimonia fino alla fine la fede, quella dei genitori obbedisce al Signore e ai suoi comandamenti, i figli cresceranno sani, diventando un popolo nuovo pieno di doni.  


Dal Vangelo secondo Luca  Lc 2,36-40

I CAPI DEVONO OBBEDIRE ALLA LEGGE COMUNE / 73. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 118.



118. Nello stesso senso, l’esercizio del Magistero, tale quale si realizza al Concilio di Nicea e che conferisce all’insegnamento della Chiesa “cattolica” uno stile autenticamente pubblico e istituzionale, istituisce con ciò un’uguaglianza di tutti nei confronti del contenuto della fede. Il credo liturgico, confessato da tutti i membri del Corpo mistico, nel contesto di una liturgia pubblica e comune, formerà come una pietra di paragone per la contesseratio (il legame di ospitalità) della comunione ecclesiale, cara a Tertulliano.[180]Il bene comune della Rivelazione vi è realmente messo “a disposizione” di tutti i fedeli, come conferma la dottrina cattolica dell’infallibilità in credendo del popolo dei battezzati: «La totalità dei fedeli, avendo l’unzione che viene dal Santo (cf. 1Gv 2,20.27), non può sbagliarsi nel credere».[181]I vescovi hanno un ruolo specifico nella definizione della fede, ma non possono assumerlo senza essere nella comunione ecclesiale di tutto il popolo di Dio.[182]In tal senso, la Legge nuova del Nuovo Testamento riveste le caratteristiche della Legge antica, di cui non si valuta mai a sufficienza ordinariamente la dimensione pubblica: poiché la Legge è solennemente promulgata, essa è da tutti conosciuta come legge divina. Così, anche i capi sono tenuti proprio per il carattere pubblico della Legge alla sua osservanza. I “privilegi personali”, spesso rilevati e denunciati nella Torah, vi appaiono più facilmente in maniera oggettiva come una colpa nei confronti dell’uguale dignità dei figli di Dio (cf. Lv 19,5; Dt 10,17; At 10,34; Rm 2,11). 

SI PUÒ FARE UN PRESEPE COSÌ? / 30 Dicembre 2025.



Il presepe con Gesù bambin@ di Mercogliano ad opera del generoso e “creativo” don Vitaliano Della Sala ha fatto parlare molto. Dico generoso perché l’ho conosciuto proprio così. La prima volta fu nei Balcani durante la guerra: era a capo di una spedizione di aiuti umanitari. Ma don Vitaliano è anche “creativo”.

Si può fare un presepe con Gesù bambin@? 

L'esistenza storica di Gesù non si può negare anche se non conosciamo l’anno esatto della nascita. A Natale contempliamo la nascita vera di un bambino maschio, ebreo perché figlio di una donna ebrea e della casa di Davide tramite S. Giuseppe. I suoi discepoli, dopo pochi anni, ne hanno tramandato per iscritto memoria e insegnamenti. Questo appartiene alla Storia. La predicazione degli apostoli e il movimento che ha creato provengono dall’aver riconosciuto in lui il Messia atteso, e averlo visto risorto dopo morte, arrivando alla certezza che Egli è il Verbo di Dio, Dio incarnato nel seno di una vergine. Questa dimensione appartiene alla fede, ma anche la fede nasce e vive nella Storia. 

domenica 28 dicembre 2025

LA FAMIGLIA DI NAZARETH NEL PIANO DI SALVEZZA ? / Sacra Famiglia di Nazareth, 28 Dicembre 2025.


La famiglia di Nazareth ci viene offerta in modello. Può sembrare una beffa : un solo figlio, per giunta obbediente e ragionevole, senza capricci… Era ancora il mio modo di pensare da ragazzo quando, quarto di sei figli, vivevo una ben altra situazione. 

Ma la famiglia di Nazareth è per noi, come dice la Liturgia della Vergine Maria, “segno di consolazione e di sicura speranza”. 

Scegliendo di salvarci attraverso la nostra stessa umanità, il Figlio di Dio si è fatto uomo non solo fin dal primo battito di vita nel grembo di una donna, ma anche nascendo e crescendo in una famiglia. Una famiglia che ha conosciuto la povertà oltre i disagi normali, la persecuzione e la fuga per la vita, ma anche lo sguardo non sempre benevolo dei compaesani (tornare incinta da "un viaggio dalla cugina" prima di vivere col marito, in un paesino non è un grande vantaggio per Maria e Giuseppe e nemmeno avere poi un solo figlio, in quei tempi). Ma erano uniti nella fede, nell’obbedienza a Dio e nell’amore. E non era sempre facile vivere in quel modo. 

Perciò la Sacra Famiglia ci consola in quanto siamo tutti destinati a condividere la loro beatitudine se ci lasciamo salvare da Gesù Cristo. E siamo sostenuti dal loro esempio di fedeltà anche quando all’interno della nostra famiglia non c'è una profonda comunione nella fede e nell’amore. Consapevole di questo Papa Francesco voleva in tutte le parrocchie “Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale”. Ma, anche quando la parrocchia lo offre, raramente tutti i membri della famiglia vogliono seguire un percorso di fede. La Chiesa deve essere allora Madre e Maestra, famiglia di famiglie comunità che sostiene chi vuole vivere il progetto di Dio, che abbia o meno una famiglia cristiana unita. Leggendo il Nuovo Testamento comprendi che le prime comunità (Chiese) cristiane non erano idilliache. Eppure erano comunità e hanno evangelizzato. Anche la famiglia di Abramo diventata poi popolo non era fatta di soli giusti eppure ha trasmesso al mondo le promesse di Dio.


Dal libro del Siràcide Sir 3,3-7.14-17a (NV) [gr. 3.2-6.12-14) 

sabato 27 dicembre 2025

QUANTO È DIFFICILE CAMBIARE MENTALITÀ! / Santo Stefano 26 dicembre 2025.



La prima lettura esclude il discorso di Stefano al Sinedrio. Leggiamolo : è un modello di Annuncio fondato sulle promesse di Dio e la giusta interpretazione delle Scritture! 

La posizione del giovane Saulo già così desideroso di servire il Dio dei Padri ma che approva l’uccisione di Stefano e ancora di altri cristiani in seguito, mostra quanto una cattiva formazione (cristiana) può avere conseguenze gravi e durature e quanto è difficile cambiare mentalità. Non per niente san Paolo dice a Timoteo : “Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano”. (1 Tim. 4, 16). Vediamo anche il prezzo pagato per la conversione di Paolo: oltre Stefano il cui martirio la Tradizione ritiene il fattore scatenante del cambiamento di Paolo, ci sta anche la testimonianza di tutti gli altri credenti che mostrano che in loro vive lo Spirito promesso. Perseveriamo con fiducia e chiediamo di essere migliore segno dell’amore che, gratuitamente, ci ha amati.


Dagli Atti degli Apostoli  At 6,8-10.12; 7,54-60

venerdì 26 dicembre 2025

AL SERVIZIO DEI PIÙ PICCOLI: DIFENDERE LA VERITÀ DEL VANGELO / 72. NICEA. Gesù Cristo, ... nn. 116-117



3. Vegliare sul deposito della fede: una carità al servizio dei più piccoli

3.1. La fede unanime del popolo di Dio offerta a tutti

116. Il Simbolo di fede e i canoni adottati dal Concilio di Nicea non sono semplicemente atti ecclesiali di interpretazione, di traduzione e di metafrasi, ma intendono anche “custodire” o “vegliare su” (phȳlaxein) il deposito della fede trasmessa dagli apostoli (1Tm 6,20). Ora, questa protezione si opera in particolare a beneficio dei più esposti. Come, sul piano della fides quae*, l’homooúsios è il principio e fondamento della koinonia in Cristo di tutti gli esseri umani tra loro, sino al più piccolo, così, sul piano della fides qua*, la decisione del Concilio di definire una professione di fede comune, protegge tutti i discepoli. In effetti, la chiarezza dottrinale rende la fede capace di resistere alle forze del regionalismo culturale assolutizzato e della frattura geopolitica così come a quelle dell’eresia, spesso legate a una forma di sottigliezza elitaria.