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mercoledì 31 dicembre 2025

AUGURI PER UN ANNO 2026 MIGLIORE / 31 Dicembre 2025.



Quali auguri per 2026? 

La Storia è ancora aperta, ma l’esito dipende da noi. Che il Signore non pianga sulla nostra generazione e quella che abbiamo messo al mondo come fece su Gerusalemme, dicendo:  “ti ho mandato profeti in abbondanza. Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. … non resterà in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata." (Luca 19, 42.44). 

L’augurio è che, per favore, torniamo, tornate alla fede e al Vangelo vissuto assiduamente. Torniamo a Gesù Cristo unico Salvatore e unica speranza. 

martedì 30 dicembre 2025

ANNA PROFETESSA: L'INCONTRO DI TRE GENERAZIONI / 30 Dicembre 2025.


Una scena, tre generazioni: 

Anna la profetessa,  privata circa 60 anni fa del sostegno del marito. Scopre che Dio è più grande del suo dolore, che la sua vedovanza non rende inutile e vuota la sua vita se si riempie del servizio del Signore e della preghiera affinché venga presto la sua consolazione per il popolo. Una vita trascurabile per il mondo e una lotta oscura e tenace nella fede. Ma la sua vita è una fiamma che rincuora e protegge e l’incontro con Gesù la rende missionaria di speranza.

I genitori di Gesù in tutto obbedienti alla legge del Signore.

Gesù che cresce e si fortifica come tutti i bambini però pieno di sapienza e con la grazia di Dio su di lui. 

E noi? 

Se tutte le persone vedove o anziane, o impedite fisicamente, colpite da qualunque malattia, potessero comprendere che la loro vita è preziosa per Dio e per gli altri, che la loro condizione può e deve diventare vocazione….

Se tutti i genitori avessero l’autorevolezza di chi obbedisce innanzitutto al Signore …  è quasi evidente che i figli crescerebbero in età e sapienza perché la grazia di Dio sarebbe su di loro in modo privilegiato. 

Dio ha scelto una coppia sterile dare inizio a un popolo segno, portatore delle sue promesse. La storia della salvezza in tutta la ricchezza delle sue varie dimensioni è fondamentalmente una successione di generazioni che sanno di essere responsabili di un'Alleanza che garantisce la presenza di Dio in mezzo a loro e la sua grazia.

A Guadalupe la Vergine Maria appare come se fosse nata da una coppia mista e dice a questi due popoli così diversi l’europeo e l’indio, il cui incontro è stato così violento: amatevi. E il modo più semplice e naturale per l’essere umano di amare e superare le divisioni è l’innamoramento, l’attrazione tra persone di sesso diverso, il desiderio di una famiglia e di dare la vita. E se in queste nuove famiglie la generazione dei nonni testimonia fino alla fine la fede, quella dei genitori obbedisce al Signore e ai suoi comandamenti, i figli cresceranno sani, diventando un popolo nuovo pieno di doni.  


Dal Vangelo secondo Luca  Lc 2,36-40

I CAPI DEVONO OBBEDIRE ALLA LEGGE COMUNE / 73. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 118.



118. Nello stesso senso, l’esercizio del Magistero, tale quale si realizza al Concilio di Nicea e che conferisce all’insegnamento della Chiesa “cattolica” uno stile autenticamente pubblico e istituzionale, istituisce con ciò un’uguaglianza di tutti nei confronti del contenuto della fede. Il credo liturgico, confessato da tutti i membri del Corpo mistico, nel contesto di una liturgia pubblica e comune, formerà come una pietra di paragone per la contesseratio (il legame di ospitalità) della comunione ecclesiale, cara a Tertulliano.[180]Il bene comune della Rivelazione vi è realmente messo “a disposizione” di tutti i fedeli, come conferma la dottrina cattolica dell’infallibilità in credendo del popolo dei battezzati: «La totalità dei fedeli, avendo l’unzione che viene dal Santo (cf. 1Gv 2,20.27), non può sbagliarsi nel credere».[181]I vescovi hanno un ruolo specifico nella definizione della fede, ma non possono assumerlo senza essere nella comunione ecclesiale di tutto il popolo di Dio.[182]In tal senso, la Legge nuova del Nuovo Testamento riveste le caratteristiche della Legge antica, di cui non si valuta mai a sufficienza ordinariamente la dimensione pubblica: poiché la Legge è solennemente promulgata, essa è da tutti conosciuta come legge divina. Così, anche i capi sono tenuti proprio per il carattere pubblico della Legge alla sua osservanza. I “privilegi personali”, spesso rilevati e denunciati nella Torah, vi appaiono più facilmente in maniera oggettiva come una colpa nei confronti dell’uguale dignità dei figli di Dio (cf. Lv 19,5; Dt 10,17; At 10,34; Rm 2,11). 

SI PUÒ FARE UN PRESEPE COSÌ? / 30 Dicembre 2025.



Il presepe con Gesù bambin@ di Mercogliano ad opera del generoso e “creativo” don Vitaliano Della Sala ha fatto parlare molto. Dico generoso perché l’ho conosciuto proprio così. La prima volta fu nei Balcani durante la guerra: era a capo di una spedizione di aiuti umanitari. Ma don Vitaliano è anche “creativo”.

Si può fare un presepe con Gesù bambin@? 

L'esistenza storica di Gesù non si può negare anche se non conosciamo l’anno esatto della nascita. A Natale contempliamo la nascita vera di un bambino maschio, ebreo perché figlio di una donna ebrea e della casa di Davide tramite S. Giuseppe. I suoi discepoli, dopo pochi anni, ne hanno tramandato per iscritto memoria e insegnamenti. Questo appartiene alla Storia. La predicazione degli apostoli e il movimento che ha creato provengono dall’aver riconosciuto in lui il Messia atteso, e averlo visto risorto dopo morte, arrivando alla certezza che Egli è il Verbo di Dio, Dio incarnato nel seno di una vergine. Questa dimensione appartiene alla fede, ma anche la fede nasce e vive nella Storia. 

domenica 28 dicembre 2025

LA FAMIGLIA DI NAZARETH NEL PIANO DI SALVEZZA ? / Sacra Famiglia di Nazareth, 28 Dicembre 2025.


La famiglia di Nazareth ci viene offerta in modello. Può sembrare una beffa : un solo figlio, per giunta obbediente e ragionevole, senza capricci… Era ancora il mio modo di pensare da ragazzo quando, quarto di sei figli, vivevo una ben altra situazione. 

Ma la famiglia di Nazareth è per noi, come dice la Liturgia della Vergine Maria, “segno di consolazione e di sicura speranza”. 

Scegliendo di salvarci attraverso la nostra stessa umanità, il Figlio di Dio si è fatto uomo non solo fin dal primo battito di vita nel grembo di una donna, ma anche nascendo e crescendo in una famiglia. Una famiglia che ha conosciuto la povertà oltre i disagi normali, la persecuzione e la fuga per la vita, ma anche lo sguardo non sempre benevolo dei compaesani (tornare incinta da "un viaggio dalla cugina" prima di vivere col marito, in un paesino non è un grande vantaggio per Maria e Giuseppe e nemmeno avere poi un solo figlio, in quei tempi). Ma erano uniti nella fede, nell’obbedienza a Dio e nell’amore. E non era sempre facile vivere in quel modo. 

Perciò la Sacra Famiglia ci consola in quanto siamo tutti destinati a condividere la loro beatitudine se ci lasciamo salvare da Gesù Cristo. E siamo sostenuti dal loro esempio di fedeltà anche quando all’interno della nostra famiglia non c'è una profonda comunione nella fede e nell’amore. Consapevole di questo Papa Francesco voleva in tutte le parrocchie “Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale”. Ma, anche quando la parrocchia lo offre, raramente tutti i membri della famiglia vogliono seguire un percorso di fede. La Chiesa deve essere allora Madre e Maestra, famiglia di famiglie comunità che sostiene chi vuole vivere il progetto di Dio, che abbia o meno una famiglia cristiana unita. Leggendo il Nuovo Testamento comprendi che le prime comunità (Chiese) cristiane non erano idilliache. Eppure erano comunità e hanno evangelizzato. Anche la famiglia di Abramo diventata poi popolo non era fatta di soli giusti eppure ha trasmesso al mondo le promesse di Dio.


Dal libro del Siràcide Sir 3,3-7.14-17a (NV) [gr. 3.2-6.12-14) 

sabato 27 dicembre 2025

QUANTO È DIFFICILE CAMBIARE MENTALITÀ! / Santo Stefano 26 dicembre 2025.



La prima lettura esclude il discorso di Stefano al Sinedrio. Leggiamolo : è un modello di Annuncio fondato sulle promesse di Dio e la giusta interpretazione delle Scritture! 

La posizione del giovane Saulo già così desideroso di servire il Dio dei Padri ma che approva l’uccisione di Stefano e ancora di altri cristiani in seguito, mostra quanto una cattiva formazione (cristiana) può avere conseguenze gravi e durature e quanto è difficile cambiare mentalità. Non per niente san Paolo dice a Timoteo : “Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano”. (1 Tim. 4, 16). Vediamo anche il prezzo pagato per la conversione di Paolo: oltre Stefano il cui martirio la Tradizione ritiene il fattore scatenante del cambiamento di Paolo, ci sta anche la testimonianza di tutti gli altri credenti che mostrano che in loro vive lo Spirito promesso. Perseveriamo con fiducia e chiediamo di essere migliore segno dell’amore che, gratuitamente, ci ha amati.


Dagli Atti degli Apostoli  At 6,8-10.12; 7,54-60

venerdì 26 dicembre 2025

AL SERVIZIO DEI PIÙ PICCOLI: DIFENDERE LA VERITÀ DEL VANGELO / 72. NICEA. Gesù Cristo, ... nn. 116-117



3. Vegliare sul deposito della fede: una carità al servizio dei più piccoli

3.1. La fede unanime del popolo di Dio offerta a tutti

116. Il Simbolo di fede e i canoni adottati dal Concilio di Nicea non sono semplicemente atti ecclesiali di interpretazione, di traduzione e di metafrasi, ma intendono anche “custodire” o “vegliare su” (phȳlaxein) il deposito della fede trasmessa dagli apostoli (1Tm 6,20). Ora, questa protezione si opera in particolare a beneficio dei più esposti. Come, sul piano della fides quae*, l’homooúsios è il principio e fondamento della koinonia in Cristo di tutti gli esseri umani tra loro, sino al più piccolo, così, sul piano della fides qua*, la decisione del Concilio di definire una professione di fede comune, protegge tutti i discepoli. In effetti, la chiarezza dottrinale rende la fede capace di resistere alle forze del regionalismo culturale assolutizzato e della frattura geopolitica così come a quelle dell’eresia, spesso legate a una forma di sottigliezza elitaria.

giovedì 25 dicembre 2025

IL SOGNO DI DIO SI INCARNA / 25 Dicembre 2025.

 

Presepe del Vaticano 2025.


"In lui era la vita / e la vita era la luce degli uomini; / la luce splende nelle tenebre / e le tenebre non l'hanno vinta".

Continua il Sogno di Dio. Rallegrati perché ne fai parte. Ripartiamo da questo Sogno incarnato nella Chiesa.

Buon Natale

mercoledì 24 dicembre 2025

CRISTO NON FU UN EROE DIVINIZZATO / Santo Natale 2025.



«Non divenne Dio da uomo che era, 

ma da Dio che era divenne uomo per poterci divinizzare»

Sant'Atanasio, Contro Ario


Preparando le letture in questi giorni, è ritornata la domanda: perché tre messe a Natale, a che ora si devono celebrare, perché letture diverse? E come sempre la messa del giorno, cioè il Prologo di san Giovanni, fa un po' problema, perché sembra meno accessibile dei Vangeli della notte e dell’aurora. Giungono più caldi, più emotivi i personaggi, la grotta, i pastori, la nascita “al freddo e al gelo”, il racconto insomma. Il presepe incarna il vero sentimento del Natale, “la più bella festa dell’anno”!

martedì 23 dicembre 2025

VIENE "IL DIO DELLE PENTOLE" / Natale 2025


Di ritorno dal Libano, Papa Leone nell'aereo ha segnalato un piccolo libro che gli  è molto servito nella sua vita spirituale: “La pratica della presenza di Dio” di fra’ Lorenzo della Risurrezione, un frate laico carmelitano francese vissuto nel 1600.  Questo tema è stato trattato e vissuto, insegnato, da molti autori spirituali e santi. Probabilmente, che questo religioso sia un fratello laico può incoraggiare molti e gli dà una grande immediatezza. Tante volte trascuriamo i semplici passaggi del Signore, le carezze di Dio, nella nostra vita. Ma soprattutto guardiamo (troppo) a noi stessi e non a Dio. Cambiare il nostro sguardo è semplice ma insieme esigente perché richiede una radicale conversione del cuore. L'ideologia comune purtroppo è che bisogna prima conoscere se stessi, prima amare sé stessi, prima coltivare la propria autostima, realizzare sé stessi, poi dopo si potrà amare Dio e conoscerlo. Mentre è conoscendo Dio che conosciamo noi stessi, è lui che guarisce le nostre ferite, ci apre orizzonti mai immaginati prima, ci dona valore e infonde fiducia in noi stessi e nei nostri doni. La Libreria Editrice Vaticana lo ha ripubblicato con una breve introduzione di Papa Leone stesso, in commercio dal 19 dicembre scorso a circa 10 €.  

Ecco il testo del Papa.


Leone XIV

Questo piccolo libro mette al centro l’esperienza, anzi la pratica, della presenza di Dio, così come l’ha sperimentata e insegnata il frate carmelitano Lorenzo della Risurrezione, vissuto nel Seicento. Come ho avuto modo di dire, insieme agli scritti di Sant’Agostino ed altri libri, questo è uno dei testi che più hanno segnato la mia vita spirituale e mi hanno formato su quale possa essere il cammino per conoscere e amare il Signore.

NON LAMENTATEVI GLI UNI DEGLI ALTRI FRATELLI ! SIATE LIETI INVECE. / 23 Dicembre 2025.


A due giorni del Natale voglio ritornare sull’invito ripetuto della Scrittura rivolto a chi è già cristiano a non perdere lo Spirito ricevuto al momento in cui è diventato credente, ma a perseverare nella fede. Tutto alla fine dipende dallo spirito che hai. Se vedi tutto nero, tutto sarà nero, se ti appoggi a Dio e alle sue promesse tutto cambierà, perché il dinamismo della risurrezione entrerà e crescerà nel tuo spirito e si estenderà ai fatti concreti. Dio abita nella benedizione. "Sono tempi cattivi, dicono gli uomini. Vivano bene ed i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi" (o "I tempi siamo noi") (sant’Agostino Discorso 80). 


2 Corinzi 6 

1 Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. 2 Egli dice infatti:  

Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! 

domenica 21 dicembre 2025

ANCHE GIUSEPPE HA RISCHIATO MOLTO / IV Dom. Avvento 2025.



Il primo libro della Bibbia è la Genesi, l’inizio della creazione come generazione. Dio è il Dio dei continui inizi, ri-cominciamenti, e sono sempre generazioni, vita nuova. Ma la generazione di Gesù è davvero la nuova Genesi. Questo comporta il farsi carico dell’umanità. Nei versetti che precedono il Vangelo di oggi c'è la genealogia di Gesù: mostra un'umanità insieme virtuosa e a volte molto peccatrice. Ma ci sono i peccatori veri e quelli giudicati tali dal nostro moralismo. Tamar suscita la collera del suocero Giuda, fin quando egli riconosce che è più giusta di lui (Genesi 38,26. La storia di Tamar è raccontata nel capitolo 38). Ci sono persone come il re Acaz che cerca solo appoggi umani, ma quelli che le danno slancio sono come Tamar, donne e uomini che vanno oltre gli schemi appoggiandosi a Dio. 

Giuseppe e Maria sono di questi. Giuseppe è convinto che Maria lo abbia tradito. È un tradimento perché sono giuridicamente già sposati. Mosè chiede di lapidare gli adulteri. Ma Giuseppe ha compreso il senso profondo della Legge e non vuole recare danno a chi lo ha ferito così intimamente. “Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli”(Matteo 5, 20). Il comportamento di Giuseppe ha un costo sociale: giudizi, commenti, emarginazione. Se non fosse già stato disposto ad accogliere la proposta di Dio, non l’avrebbe accettata come Acaz che riceve anche lui un’offerta di salvezza ma la rifiuta. 

Concretamente com'è il mio Cristianesimo? Da minimo sindacale, politicamente corretto, da giustificazioni magari ammantate di religiosità oppure disposte a rischiare e superare gli schemi? 

 

Dal libro del profeta Isaìa Is 7,10-14 

sabato 20 dicembre 2025

I DOGMI SONO UNA CHIARIFICAZIONE, UN AIUTO PREZIOSO / 71 NICEA. Gesù Cristo, .... n. 115.


Tutta la Scrittura è Cristo e chi la legge tutta intera con cuore semplice scopre il suo senso profondo e la sua coerenza. Ma non è sempre così facile e le discussioni che si sono sciolte solo con i vari Concili ne sono la prova. Il riferimento del testo della Commissione Teologica Internazionale a Luca 18,19 ne è un esempio. E quindi per tutti noi, ma in particolare per le persone più semplici o ancora ignoranti della Scrittura, senza vera esperienza spirituale, l'aiuto della Chiesa è ancora più prezioso di fronte alle molteplici proposte a volte subdole o "campate per aria" che girano e possono turbare persone di buona volontà. Ma sarà tanto più facile rimanere nella "sana dottrina" che uno pregherà lo Spirito Santo e si nutrirà con abbondanza della Scrittura. Il Dogma è quel punto di partenza sicuro che permette anche al credente semplice di approfondire e formare la sua fede, rafforzare il suo cammino spirituale.

giovedì 18 dicembre 2025

A MESSA DOVE E QUANDO È PRESENTE CRISTO? / 18 Dicembre 2025.


Ancora oggi molti fedeli vedono Cristo presente a Messa solo nell'ostia e nel vino consacrati e nel sacerdote. È vero ma troppo parziale. Preso da solo contraddice profondamente la verità della Scrittura e gli insegnamenti della Chiesa. È quindi molto importante cambiare opinione sulla presenza di Cristo nella Messa. 

Il Concilio Vaticano II nel suo primo Documento trattò della Liturgia chiedendone la riforma generale. L'impostazione precedente era del grande Concilio di Trento. Gli studi del Movimento liturgico permisero però alla Chiesa di riavvicinarsi al modo di celebrare di Gesù e dei primi cristiani, recuperando anche la forma della Chiesa primitiva. Da una visione piramidale (laici, religiosi, sacerdoti, vescovi, Papa) la Chiesa affermò innanzitutto l’uguale dignità di tutti i cristiani fondata sul battesimo. I vari carismi, anche quelli di autorità, sono doni per il servizio e la comunione ma non danno nessuna garanzia di valore agli occhi di Dio e nel suo Regno in cui conta solo la santità, non la sacralità. I carismi serviti con fedeltà e diligenza portano alla santità, come il matrimonio che è nuova via di santità per gli sposi, ma nulla è automatico. 

Il nome stesso “Chiesa” viene da Ekklesia = Assemblea. La Comunione-Koinonia creata dallo Spirito Santo dato a chi crede nel Signore Gesù fa di questa Assemblea una Comunità che si raduna visibilmente per la Liturgia. 

mercoledì 17 dicembre 2025

AUDACI NELLO SPIRITO SANTO / 70. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 114



2.3 Le lingue dello Spirito Santo per la formazione e il rinnovamento del consenso

114. In fondo, il compito ecclesiale sarà anzitutto un compito pneumatologico di metafrasi. Essa opera sul registro della traduzione, come la Settanta e i targoumim, che cercano la fedeltà al testo ebraico situandosi decisamente nei modi di pensiero e nel genio propri del greco e dell’aramaico. Si può supporre che il medesimo processo sia all’opera nella traduzione delle parole di Gesù, pronunciate in aramaico, nel greco dei Vangeli. Si tratta anche del lavoro di esegesi del testo sacro, cominciato coi midrashim e gli scritti dei primi Padri della Chiesa. È questo duplice movimento che fiorisce negli scambi viventi di un Concilio Ecumenico celebrato sotto la mozione dello Spirito di Pentecoste, nel quale i locutori potevano provenire dal mondo siriano o greco o copto o latino e che si concretizza in definizioni che sono esse stesse traducibili in altre lingue e in altre forme di espressione. 

CREDERE CON LA CHIESA, COSA SIGNIFICA? / 69. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 113



113. Questi arbitrati esprimono la stessa natura della Chiesa e permettono di comprendere il senso del magistero che essa esercita. Dal momento che la Chiesa è una realtà di grazia inscritta nella storia, essa è costituita e mossa dallo Spirito Santo, quello stesso che ha operato nell’Incarnazione del Verbo e che continua a operare l’incorporazione dei credenti nel Corpo mistico confrontato con le gioie, le tentazioni e le vicissitudini della storia. La sua missione salvifica si realizza non solo mediante la predicazione, con l’insegnamento delle Scritture e la celebrazione dei sacramenti, ma anche mediante il magistero esercitato dai vescovi, successori degli apostoli, in comunione col vescovo di Roma, successore di Pietro. Ciò non significa affermare che la verità della fede è storica e mutevole: significa piuttosto che il riconoscimento della verità e l’approfondimento della sua comprensione costituiscono un compito storico dell’unico soggetto-Chiesa. La Chiesa non ha dunque a sua disposizione la verità, che non può essere fabbricata, dal momento che si tratta fondamentalmente di Cristo stesso, ma essa la riceve, la richiama e la interpreta. 

martedì 16 dicembre 2025

PENTIRSI PER AVERE LA GRAZIA DELLA FEDE / 16 Dicembre 2025.



Ieri Gesù ci ha insegnato come evitare domande trappola o tergiversare. Egli usa una “arma” semplice e non offensiva ma molto efficace: rispondere con una domanda alternativa che mette nella giusta prospettiva il discorso. Ricordo un breve dialogo con un musulmano in una strada di Tunisi che voleva convincermi che la fede cristiana è assurda perché Dio non può essere insieme Uno e Tre (il Corano dice: “non dite tre” parlando di Dio e ci chiama “associatori” perché a Dio che è Uno e Unico noi associamo Gesù e un terzo che spesso è la Madonna). Per evitare ogni polemica o comunque una discussione sterile, il Signore mi ha ispirato una risposta: “tu credi che Gesù è stato crocifisso?”. Infatti il Corano nega la crocifissione di Gesù. Ho proseguito: “Dio è amore infinito. Se non credi che l’amore può arrivare a dare la vita su una croce, non potrai mai accettare il Mistero della Trinità”. Ho potuto mettere questo fratello nella giusta prospettiva e forse rimanere con qualche interrogativo. 

Gesù non usa mai la bugia e neppure è mai ambiguo. Talvolta usa la “restrizione mentale”: da una risposta parziale adatta alla persona o alla situazione. 

Con la domanda Gesù invita i suoi interlocutori a mettersi in discussione, a schierarsi e cioè a convertirsi. Rispondono evasivamente proprio perché non vogliono convertirsi. A quel punto Gesù va avanti; propone una parabola che dimostra che la volontà del Padre si fa obbedendo con i fatti, non limitandosi a parole, giustificandosi poi con vari pretesti. È il Vangelo di oggi, in cui Gesù rivela aspetti fondamentali sulla salvezza: viene dalla fede e non dalle opere, “Perché in Cristo Gesù non è la circoncisione che vale o la non circoncisione, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità” (Gàlati 5, 6). E la fede viene dal credere a Dio che si rivela attraverso i suoi servi, i suoi segni. Ma per credere devo avere un cuore disposto al cambiamento. Ed ecco il pentimento. Il primo figlio, ribelle, si pentì e andò nella vigna. I capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo, vedendo i segni (Giovanni Battista e le folle che andavano e soprattutto ritornavano cambiate) dovevano interrogarsi, pentirsi dei loro peccati per poter accogliere l’azione di Dio. Ecco quindi la sequenza della salvezza: SEGNI - PENTIMENTO - FEDE.

Anche noi, non possiamo negare di aver visto dei segni straordinari del Regno di Dio nella nostra generazione. Stiamo dunque attenti a non cadere sotto la condanna di quei sacerdoti e anziani. Gridiamo a Dio chiedendo una vera conversione.

(Vedi anche : La Gioia del Vangelo: USARE LA DOMANDA: IMPARIAMO DA GESU' / Santa Lucia, 13 dicembre.)


Dal libro del profeta Sofonìa  Sof 3,1-2.9-13  

NATALE E I RIFIUTI / 16 dicembre 2025


L’ISPRA pubblica le cifre sulla gestione dei rifiuti urbani. L’Italia globalmente è in crescita e in buona posizione nei confronti di altre nazioni in Europa, anche se c'è molto da fare (
Rapporto rifiuti urbani. Numeri e sfide future secondo l'Ispra - Formiche.net). Per quanto riguarda la raccolta differenziata, tutte le regioni raggiungono la media del 60% imposto dalla legge, ma in modo decrescente da Nord verso Sud. 

"Evidentemente" le grandi città sono meno virtuose, più in affanno di molti piccoli comuni attorno. Tra le grandi città meno virtuose, anche se in crescita, si attestano Genova (49,8%), Roma (48%), Bari (46%) e Napoli (44,4%), all’ultimo posto. Prima tra le città del Sud c'è Messina (58,6%) davanti a Torino e Verona. Quindi è possibile, è un problema di mentalità. Cambiare le mentalità è difficile, molto difficile, ma non impossibile. Dipende innanzitutto dall’impegno di ciascuno di noi, dell’esempio e dell’educazione che si dà alle nuove generazioni. Ma anche della volontà politica che si trasmette tramite il voto e il controllo civico.  

lunedì 15 dicembre 2025

L'AMORE È UNA SFIDA CONTINUA... / 15 dicembre 2025.



“L’amore è una sfida continua. Dio stesso forse ci sfida affinché noi stessi sfidiamo il destino”. Questa frase è tratta dall’opera La bottega dell’orefice dell'allora giovane vescovo Karol Wojtyla nel 1960. 

È una frase del giovane protagonista. Assieme alla sua fidanzata vanno nella bottega dell’orefice (che rappresenta Dio) per comprare le fedi nuziali. Ma esitano di fronte all’impegno “per sempre” riconoscendo la loro fragilità. Saranno capaci? Potranno riuscirci? L’amore di coppia non è per sempre se il padre di lui è morto e i genitori di lei non si amano più. 

domenica 14 dicembre 2025

FUGGIRANNO TRISTEZZA E PIANTO / Domenica della gioia, 14 Dicembre 2025.



“Gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto”. Il Messia è venuto. Quanti non avrebbero bisogno di psicologi e psicofarmaci se ci fosse in loro una presenza forte del Signore. Non si esclude la missione dei psicologi, specie se chi dovrebbe accompagnare nella fede non sa molto ascoltare o ha un’impostazione miracolistica, e neppure è escluso l’aiuto che possono dare le medicine. Ma tutti quelli che hanno sperimentato la presenza reale del Signore nella loro vita e si sono aperti a lui sanno quanto sostegno e luce ha dato loro la fede in Cristo. 

Ma, noi che ci diciamo credenti, gioia e felicità ci seguono e sono fuggiti da noi tristezza e pianto? Ci dobbiamo interrogare su questo punto molto seriamente. Non in senso moralista: devo essere gioioso! ma aprirci comprendendo che la speranza cristiana è la cosa più seria e forte che ci sia dal punto di vista esistenziale e quindi anche dal punto di vista terapeutico perché non solo da una rassicurazione per l’esito - comunque sia - della nostra vita terrena nel dono gratuito del paradiso, ma fin da adesso abita e dinamizza la nostra vita, aiutandoci a non lasciarci inghiottire dai nostri drammi personali e a superarli ma anche a guardarli con meno paura e spingere lo sguardo più in profondità nel buio delle nostre ferite e della morte e delle “morti” che ci attagliano e minacciano. “Gioia è guardare al cielo, tristezza è guardare a noi stessi” diceva san Carlo Acutis. I risultati, così giovane, della sua crescita personale, della sua carità, della sua intensa attività apostolica e di riflessione sulla fede, della sua accettazione del dolore e della morte, sono la prova che la speranza non delude. Certo siamo solo all’inizio e dobbiamo camminare, aprendoci al “nuovo di Dio” come Giovanni Battista che non comprendeva perché Gesù si comportava in modi che non aspettava. Era molto ispirato ma non sapeva tutto. D’altronde anche Maria ha dovuto camminare e “si domandava che senso avesse un tale saluto” (Luca 1,29), “serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Luca 2,19). Giuseppe e lei “si stupivano delle cose che si dicevano di lui” (Luca 2,33), e, più tardi “non compresero le sue parole” (Luca 2,50). Ma Maria “serbava tutte queste cose nel suo cuore” (Luca 2,51). 

Non si tratta di negare le nostre ferite e difficoltà ma neppure è ripiegandoci su noi stessi, sulle nostre tristezze e dolori, che vivremo bene. Apriamoci al Signore che viene. Il Signore non ci abbandona e vede la buona volontà di noi che siamo deboli e ci renderà più grandi di Giovanni Battista, non per i nostri sforzi ma per la fede che ci infonde, essendone autore e perfezionatore. .


Dal libro del profeta Isaìa  Is 35,1-6a.8a.10 

sabato 13 dicembre 2025

SI È ADDORMENTATO NELL'AMORE / funerale di un fratello di comunità. 13 dicembre 2025.

Elia e i profeti di Baal
sul Monte Carmelo

Questa mattina abbiamo celebrato il ritorno al Padre di un fratello delle comunità. Hanno colpito molti la palma posata sulla bara, la partecipazione, i canti, il Credo cantato dalla sua comunità attorno alla bara alla fine della celebrazione. "Sembrava una festa" mi ha detto il nostro seminarista che aiuta (tanto e bene) in parrocchia e per il quale era la prima volta. 

Era catechista con la moglie anche se il loro servizio non era di primo piano né è durato fino all’ultimo. Ma coloro che hanno ricevuto da lui e dall'equipe l’annuncio della Buona Notizia dicevano: “era il nostro catechista!”. Mi colpisce molto questo legame che si crea con chi ti ha portato il Vangelo per la prima volta. Quanto è importante servire il Signore nell'annuncio! Anch'io ho tante persone da ringraziare e tra queste c'è una mia cugina. Eppure mi ha solo invitato al piccolo gruppo di preghiera che voleva formare con amici attorno alla Parola della Domenica. Ma questo gruppo ha dato la prima svolta alla mia vita.

La moglie mi diceva qualche settimana prima: “viviamo questa malattia nel dolore ma nella pace, perché abbiamo ricevuto una Parola!” Questa Parola si è manifestata ancora nelle letture proclamate, quelle del giorno:  "Beati coloro che ti hanno visto (Elia) e si sono addormentati nell'amore". Elia il grande profeta, sorto come un fuoco, il cui ritorno avrebbe annunciato la venuta del Messia, era ancora dell’Antico Testamento. Eppure chi l’ha visto e si è lasciato toccare si è addormentato nell’amore. 

Tommaso ha visto molto di più, era un battezzato, ha fatto un percorso di (ri)scoperta della ricchezza del suo battesimo. Per quello che ha visto, anche se fosse stato il più piccolo del Regno di Dio, era più grande di Giovanni Battista. Ha visto ciò “che molti profeti e re hanno desiderato vedere .... , ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l`udirono" (Luca 10,24) e si è addormentato nell’amore.

Dobbiamo essere più missionari, nella testimonianza e nella franchezza (parresia) della Parola.


Dal libro del Siràcide  Sir 48,1-4.9-11 (NV) [gr. 48,1-4.9-11b]  

giovedì 11 dicembre 2025

MARIA MADRE DELLA CHIESA POVERA E PER I POVERI / Un incontro in parrocchia ieri, memoria della Madonna di Loreto, 10 XII 2025.



Ieri, memoria della Madonna di Loreto, c'è stato un bell’incontro sulla Nota del Dicastero per la Dottrina della Fede “Maria Mater Populi Fidelis” (MPF). Non perché l’ho guidato io, ma per i temi toccati e per il dialogo, pur limitato in un’ora sola, e la partecipazione numerosa e attiva. Molti dissero: “dobbiamo fare un altro incontro per approfondire”. Forse non si farà, almeno come ieri in un incontro formale, ma credo che si siano seminati indicazioni e interrogativi importanti che potranno svilupparsi nella vita di ciascuno e anche in dialoghi informali. Cerco di riassumere qui alcuni punti importanti.

martedì 9 dicembre 2025

IMMACOLATA: SENZA LA CHIESA CI SMARRIAMO NELLA FEDE / Solennità dell'Immacolata

Immagine pellegrina di
Nossa Senhora da Conceição de Vila Viçosa,
Santuario nazionale del Portogallo. 


Ieri abbiamo celebrato con gioia la Solennità dell’Immacolata. Voglio condividere la bellissima preghiera di Papa Leone ieri pomeriggio nel suo omaggio all’Immacolata.


Ave, o Maria!

Rallegrati, piena di grazia, di quella grazia che, come luce gentile, rende radiosi coloro su cui riverbera la presenza di Dio.

Il Mistero ti ha avvolta dal principio, dal grembo di tua madre ha iniziato a fare in te grandi cose, che presto richiesero il tuo consenso, quel “Sì” che ha ispirato molti altri “sì”.

domenica 7 dicembre 2025

ANCHE GIOVANNI BATTISTA DEVE FARE DISCERNIMENTO / II Dom. di Avvento, A. 2025



Tramite Isaia, Dio promette la pace universale: una visione avvincente. Finora però non la vediamo compiuta. Eppure diciamo che il “virgulto dal tronco di Iesse”che doveva portarla è venuto, è Gesù, è risorto e accompagna con i segni l’opera di evangelizzazione e, attraverso il suo Spirito, sta con noi “tutti i giorni fino alla fine del mondo”. Perché allora non c'è pace nelle famiglie, nelle nazioni e tra di loro, e c'è una guerra generale contro l’ambiente come ammoniva Papa Francesco? 

La Pace è venuta, si è realizzata, esiste. Ad ogni Eucaristia diciamo: “Signore tu che hai detto vi lascio la pace, vi do la mia pace!” Ma proprio questo è il punto. La Pace vera è la sua, non la nostra. La sua mentalità, i suoi modi non sono i nostri. Chi è in Cristo lo sa e vive della sua pace.  

Non si nasce cristiani, lo si diventa. Troppi credono di essere già cristiani e pensano solo di doversi impegnare di più, cadendo nel moralismo. Un moralismo impotente e scoraggiante. Per essere cristiani bisogna conoscere il Cristo, il suo pensiero e viverne. Gli stessi santi hanno bisogno di discernimento. Giovanni Battista annuncia colui che “vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile”. Questo si è realizzato con la venuta di Gesù. Ma la comprensione di Giovanni Battista era imperfetta. Ha indicato Gesù come l’Agnello di Dio che bisognava seguire ma poi le azioni di Gesù lo fanno dubitare: “sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?” Gesù gli risponde compiendo le promesse scritte nella Parola di Dio, guarendo ciechi, zoppi, ecc.

La Scrittura è il mezzo indispensabile e più potente per entrare nella pace di Cristo e diffonderla: “tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza”. Infatti Dio è “il Dio della perseveranza e della consolazione”.  

Ricordiamoci allora: Cristo unico autore della fede e della Pace, discernimento, Scrittura fonte di perseveranza e consolazione.


Dal libro del profeta Isaìa  Is 11,1-10 

venerdì 5 dicembre 2025

COME LA CHIESA AFFRONTA IL DISSENSO? / 68. NICEA. Gesù Cristo, .... nn. 111-112.


2.2. Dissenso e sinodalità

111. La mediazione interpretativa della Chiesa si manifesta negli arbitrati, in particolare di fronte ai dissensi o di fronte al bisogno di tradurre il testo sacro. Il “Concilio di Gerusalemme” in Atti 15 testimonia per la prima volta un dissenso di dottrina (il rapporto dei discepoli di Cristo provenienti dalle nazioni pagane con la Legge mosaica) e di pratica (circoncisione, idolotiti e impudicizia), che portavano conflittualità e la cui regolamentazione e soluzione, in forma di ritrovato consenso ecclesiale, sono state precedute da un esame da parte del collegio radunato degli «apostoli e anziani» (At 15,6). Viene avviato un processo: si nota anzitutto una successione di testimonianze autorizzate (Pietro, Paolo e Barnaba, Giacomo) accolte in un ascolto mutuo,[172]in seguito un appello all’autorità di Mosè, l’istituzione di messaggeri con mandato rispetto a messaggeri “senza incarico” (cf. At 15,24), e infine la redazione di uno scritto prescrittivo da consegnare ufficialmente all’assemblea di Antiochia (cf. At 15,30-31) riunita su iniziativa dei messaggeri con mandato. Tutti sono attori, dal momento che la questione è sottoposta a tutta la Chiesa di Gerusalemme (cf. At 15,12), che è presente durante lo svolgimento del discernimento ecclesiale e che è implicata nella decisione finale (cf. At 15,22).[173]Il segno di questo aspetto comunitario è che i messaggeri sono inviati in coppia (cf. At 15,27). L’essenziale per la nostra riflessione è che la Chiesa assistita dallo Spirito Santo e funzionante in maniera sinodale, appoggiandosi sul sensus fidei fidelium[174]e sull’autorità particolare degli apostoli, costituisce il mistero vivente e operante nel quale è stato elaborato lo sviluppo dottrinale a proposito della distinzione, di fronte alla Legge mosaica, tra i discepoli di Cristo provenienti dal popolo ebreo e quelli provenienti dalle nazioni. L’arbitrato di fede che riguardava l’intento universalistico di Dio, quanto all’ingresso delle nazioni nel mistero rivelato dapprima a Israele, si è operato qui nello scambio tra fides qua e fides quae, nel seno del mistero dinamico della Chiesa. 

LA CHIESA: "MISTERO PIÙ DIFFICILE DA CREDERSI" (H. DE LUBAC) / 67. NICEA. Gesù Cristo,... n. 110.



110. Così, il concatenamento ordinato dei misteri tale quale è offerto nella dogmatica può essere utilmente capovolto in teologia fondamentale. È per il mistero della Chiesa, «il mistero più difficile da credere»,[169]che vengono proposti dapprima i misteri inauditi della fede cristiana, misteri da cui questa dipende logicamente e ontologicamente. È infatti alla Chiesa che compete, anzitutto, di stabilire il regime di credibilità dell’itinerario della fede. Evidentemente, esiste un «ordine o una “gerarchiaˮ delle verità della dottrina cattolica, essendo diverso il loro nesso col fondamento della fede cristiana».[170] La dottrina cristologica, trinitaria e soteriologica del Simbolo costituisce questo fondamento. Tuttavia, all’interno del nexus mysteriorum dei dogmi,[171] l’atto di interpretazione del Concilio illumina la partecipazione della Chiesa, secondo il suo posto e il suo ruolo specifici, all’ordinamento della salvezza.


[169] «Mistero della Chiesa, più profondo ancora, se possibile, più “difficile a credersiˮ del Mistero di Cristo, come quest’ultimo era già più difficile a credersi del Mistero di Dio», in H. de Lubac, Cattolicismo. Aspetti sociali del dogma, Opera Omnia 7, trad. U. Massi, Jaca Book, Milano 1978, p. 43. 

DIO CI SALVA CON GESTI E PAROLE / 66. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 109.



66. 2. La mediazione della Chiesa e l’inversione del concatenamento dogmatico: Trinità, cristologia, pneumatologia, ecclesiologia

2.1. Le mediazioni della fede e il ministero della Chiesa 

Gesù stette in mezzo a loro e disse:
"avete qui qualcosa da mangiare"?


109. Questa verità salvifica ed efficace è esplicitata e comunicata a Nicea da un atto di interpretazione del testo biblico in termini che provengono dagli inni e dalla filosofia, e attraverso l’esercizio dell’intelligenza della fede. In effetti, tutta l’economia della Rivelazione biblica attesta che non bisognerebbe certamente intendere la forza della convinzione circa la verità cristologica nei termini di un fondamentalismo per il quale il senso delle Scritture è disponibile unicamente in modo immediato. Perché la tradizione interpretativa della dottrina ecclesiale e la ricerca dei teologi mostrano, al contrario, che la fede ha bisogno di molte mediazioni, a cominciare dalla prima unica e fondatrice, che è quella dell’umanità del Figlio unico, che egli ha ricevuto da Maria. Dio ha disposto che la sua verità divina inaudita si muovesse verso l’umanità attraverso la mediazione del suo Verbo incarnato: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo» (Mt 17,5; cf. 3,17). Inoltre, i differenti generi letterari nell’espressione della Rivelazione che costituiscono i libri biblici richiedono altrettante economie ermeneutiche.[166]Il Simbolo, nato dalla liturgia e proclamato in contesto liturgico, testimonia inoltre che la mediazione interpretativa non si riduce a un commento del testo, ma si fa gestis verbisque dove la fede è vissuta in una comunità di preghiera e di grazia.[167]È quanto leggiamo nel racconto di Lc 24, dove il Risorto in persona non si accontenta di dare una spiegazione attraverso l’esegesi della Legge e dei Profeti, ma infine anche lo fa attraverso la sua presenza e la sua autodonazione eucaristica, nello “spezzare il pane”, come spiega Papa Benedetto XVI in Verbum Domini: 

PERCHÉ GESÙ TRATTA MALE LA GENTE? / venerdì 1a settimana di Avvento, 2025.


Una signora al telefono si sfoga: “mai più andrò in quella parrocchia, ma voi invece siete gentilissimi …”. L’ego si sente subito lusingato. Cerchiamo senz’altro di essere accoglienti e veri servi, disponibili e umili. Dobbiamo camminare ancora molto… 

Ma Gesù era sempre accomodante, accondiscendente? Non proprio. E talvolta sembra esagerato. È famoso il trattamento riservato alla donna sirofenicia la cui figlia era tormentata da un demonio. Non solo la lascia gridare ma poi la tratta da “cane-cagna”, quell’epiteto insultante riservato dai giudei ai pagani. 

Anche nel Vangelo di oggi Gesù non tratta proprio bene quei due poveri ciechi che lo seguono (come fanno a seguirlo se sono ciechi? forse qualcuno li aiuta, forse è zona loro e col bastone riescono a muoversi pur zoppicando? Comunque è faticoso) gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!». E cosa fa Gesù? Continua il suo cammino come se niente fosse, senza rivolgere loro la parola fino ad arrivare a casa! Stop, giornata finita, si chiude! Ma essi si avvicinano a lui e Gesù va diretto al sodo: «Credete che io possa fare questo?». Lo so, i Vangeli sono riassunti, schemi per catechesi e non escludono che nella vita reale siano state scambiate qualche parola in più di benevolenza. Ma proprio il testo del Vangelo come ci è consegnato ci obbliga a puntare su ciò che conta davvero: la fede, una fede umile e insistente assieme, e a mettere da parte tutto il sentimentalismo che scambiamo per consolazione spirituale e fa che troppo spesso diciamo “ho perso la fede!”. Gesù mettendo alla prova la nostra fede ci tratta male, oppure no? Non ci aiuta forse a crescere, a diventare liberi, anche se non avremmo mai scelto e neppure pensato di scegliere quei modi, quei percorsi? Stiamo attenti! Il Vangelo ci testimonia che non tutti si lasciano guidare da Gesù e dalla fede come quella di Abramo.

Figlio di Davide abbi pietà di me e della mia cecità spirituale. Grazie perché prendi su di te il mio peccato, la mia resistenza. Dammi la perseveranza nella preghiera e nella conversione. Magari vuoi proprio darmi la stessa grazia che ti chiedo ma hai altre vie, altri tempi. Sicuramente non vuoi che io mi fermi al beneficio ma che io comprenda che ogni grazia è un Segno per camminare. Dammi la vista e purifica, rafforza la mia fede. 


Dal libro del profeta Isaìa Is 29,17-24 

LODI NEL TEMPO DELL'AVVENTO. / 5 Dicembre 2025.

Inizia la giornata

con noi

nella preghiera

delle Lodi.





Dal lunedì al venerdì, 

in chiesa alle ore 6.30


AVVENTO 2025


mercoledì 3 dicembre 2025

IL LUPO DIMORERÀ CON L'AGNELLO? / 03 DIC. 2025.



“Il lupo dimorerà con l’agnello”. La profezia di Isaia promette pace per tutti. La pace è l'anelito di tutte le persone semplici. Magari esse hanno brutto carattere, provocano anche tensioni, ma non hanno progetti di potere, non sarebbero capaci di varcare quel limite come fece Caino uccidendo Abele. Però, dopo l’attacco alle torri gemelli qualcuno notava che se molte persone sono sinceramente desiderose di pace, poche sono disposte ad impegnarsi per costruirla. San Charbel è uno di questi costruttori.

Cosa è successo nella sua anima? Se avesse avuto in mente un progetto di pace per il popolo, credo che si sarebbe impegnato nel mondo, avrebbe sviluppato strategie, modelli sociali, cercato di convincere le persone. Invece ha cercato solo Dio. Ha risposto alla voce che lo chiamava. Ha capito ciò che sappiamo tutti: Dio è tutto, da Dio viene tutto. E, al contrario di  noi, ha agito di conseguenza, scegliendo Dio, nel silenzio, come Maria. Ma, lasciandosi totalmente plasmare dallo Spirito Santo, obbedendo, annullandosi, Maria è stata la persona più realizzata e insieme più efficace nel bene. Dicono che ad Aannaya, dove è vissuto e morto s. Charbel, si sente una natura abitata, riconciliata, pacificata. La sua intercessione potente, testimoniata da innumerevoli grazie e guarigioni, mostra l’efficacia della sua vita. Cominciamo a intuire allora il senso delle parole di Gesù e la sua esultanza: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio…». La vocazione di eremita è rara e molto particolare - sarebbe interessante approfondire questo aspetto - ma la santità alla quale siamo tutti chiamati consiste nel lasciare lo Spirito Santo amarci e guidarci: egli ci rivelerà i doni che portiamo nel profondo del cuore. 

Mentre aneliamo alla pace, una pace degna soprattutto per i più deboli, speriamo che i “grandi” facciano la pace. Nella nostra impotenza preghiamo che i potenti si convertano. Invece Gesù esulta perché proprio a loro è nascosto quel segreto tanto semplice della sofferenza di ogni carne umana, della sua dignità sacra, della preziosità del suo figlio per ogni madre, anche la più povera. Questo ci scandalizza. Per lo meno è paradossale. Possiamo comprendere solo se accettiamo la visione di Dio sull’uomo e, concretamente su ciascuno di noi, il desiderio di Dio di voler abitare in me e farmi suo figlio e suo messaggero. Beati noi se vediamo Gesù ("Si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: "Signore, vogliamo vedere Gesù". (Gv. 12, 21; cf anche Gv. 20, 20), e se lo ascoltiamo.


Dal libro del profeta Isaìa  Is 11,1-10 

martedì 2 dicembre 2025

PAPA LEONE VISITA LA TOMBA DI SAN CHARBEL. PERCHÉ? / 02 dicembre 2025.



Papa Leone in Libano ha voluto raccogliersi sulla tomba di san Charbel Makhlùf (1828 - 1898) un grandissimo santo, eremita e sacerdote maronita, da poco sempre più popolare anche in Italia. È stato beatificato nel 1965 pochi giorni prima della chiusura del Concilio Vaticano II, e, sempre da Paolo VI, canonizzato nel 1977. 

Papa Leone ha detto (qui il discorso completo: Viaggio Apostolico in Libano: Visita e Preghiera Sulla Tomba di San Charbel Maklūf presso il Monastero di San Maroun ad Annaya (1° dicembre 2025)) : 

Carissimi, che cosa ci insegna oggi San Charbel? Qual è l’eredità di quest’uomo che non scrisse nulla, che visse nascosto e taciturno, ma la cui fama si è diffusa nel mondo intero? 

giovedì 27 novembre 2025

LA PATERNITÀ E LA FILIAZIONE DIVINE, RADICE E MODELLO PER L'UOMO / 65. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 108.



1.2. La salvezza e il processo di filiazione divina

108. Questa verità soteriologica va intesa in senso forte, ontologico. Senza pretendere di offrire una comprensione esaustiva che comprometterebbe il mistero della salvezza in quanto mistero, essa dà tuttavia accesso alla verità stessa della filiazione e della paternità di Dio. Il Dio della verità ha per così dire voluto mettere gli uomini alla prova della pretesa filiale, inaudita, del suo Figlio unico Gesù. La verità rivelata da Dio si concentra nella verità del suo “Figlio” unico. Questo termine non si riduce a una semplice metafora o a una analogia, poiché ciò che è metaforico si apre qui da sé al registro dell’ontologia, come il symbolon, nel senso forte del termine, dona realmente ed efficacemente accesso alla realtà che significa. La testimonianza del Padre donata a Gesù fonda questa verità: «Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio. Chi crede nel Figlio di Dio, ha questa testimonianza in sé» (1Gv 5,9). L’autore aggiunge: «Chi non crede a Dio, fa di lui un bugiardo» (1Gv 5,10). I nostri vecchi catechismi amavano esprimere questa convinzione intima dell’atto di fede dei cristiani con una semplicità diretta: «Dio che non può ingannarsi né ingannare»,[163]nella quale Tommaso d’Aquino avrebbe potuto riconoscere le sue formulazioni.[164]Così si trova giustificata l’opzione ontologica del neologismo di Nicea, l’homooúsios, che intende prolungare e chiarificare la terminologia biblica e innica. La conferma della verità ontologica della filiazione divina di Gesù sta nel fatto che, come abbiamo visto nel primo e nel terzo capitolo, il rapporto della paternità e della filiazione si trova misteriosamente capovolto tra il divino e l’umano: la paternità umana e terrena è divenuta una denominazione secondaria e derivata rispetto al suo prototipo, Dio il Padre (cf. Ef 3,14; Mt 23,9). È questa verità della filiazione divina, nella quale il credente è invitato a entrare, che sottende la verità della filiazione battesimale.[165]Essere salvati, secondo il Vangelo di Gesù, consiste nell’entrare nella piena verità della filiazione che è inserita nella filiazione eterna di Cristo.

LA FEDE È ADESIONE AD UN INCONTRO / 64. NICEA. Gesù Cristo, ... n. 107


107. Il posto capitale della verità spiega il profondo rifiuto dell’idolatria nelle Scritture. Il Santo di Israele è un Dio che parla, contrariamente agli idoli. «Hanno bocca e non parlano», dicono i salmi (115,5 e 135,16), ripresi in 1Cor 12,2: «Quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare senza alcun controllo verso gli idoli muti». Inoltre, la verità, la potenza, la giustizia, la santità di Dio sono sempre state concepite, biblicamente, in rapporto con la pretesa di portare la salvezza vera e universale, mentre le pratiche idolatriche non pretendono altro che offrire un dono parziale e locale. D’altra parte, poiché è questa Persona che viene da Dio e che è Dio essa stessa e Signore (cf. Gv 13,14), la verità della salvezza deve essere ricevuta, mentre l’idolatria costruisce il divino a partire dall’umano. 

mercoledì 26 novembre 2025

AL PARLAMENTO EUROPEO SI DISCUTE DELL'UTERO IN AFFITTO COME REATO UNIVERSALE


Sulla mia mail mettono alcuni messaggi nella casella spam. Tra questi ci sono quelli dell’Associazione Pro Vita & Famiglia. Non so perché. Li rimetto sempre nei messaggi normali. Ogni tanto firmo i loro appelli, più spesso li leggo velocemente. Questa volta penso che sia necessario ricopiare il loro messaggio. L’Utero in affitto è stato dichiarato reato universale dal Parlamento italiano. Adesso la proposta è arrivata al Parlamento Europeo. (Bandire l'Utero in Affitto in Europa è possibile. Pro Vita & Famiglia al Parlamento UE - YouTube )


Francois,

oggi posso raccontarti qualcosa che, pochi anni fa, sembrava semplicemente impossibile.

Nella sede del Parlamento Europeo, a Bruxelles, l’utero in affitto è stato messo pubblicamente sotto accusa come una nuova schiavitù del XXI secolo.

E Pro Vita & Famiglia c’era.

Io c’ero, insieme a Jacopo Coghe e a Maria Rachele Ruiu.

E, soprattutto, c’era anche la voce di tutti coloro che hanno firmato e condiviso questa petizione.

Siamo stati invitati al più grande evento mai organizzato in una sede dell’Unione Europea contro l’utero in affitto: il convegno “La maternità surrogata: una sfida etica e politica per l’Europa”, promosso dal gruppo ECR al Parlamento Europeo.

In quell’aula, davanti a parlamentari europei, esperti, giuristi e rappresentanti del mondo pro life di vari Paesi, Maria Rachele è intervenuta per dare voce:

alle donne sfruttate come “incubatrici”;

ai bambini trattati come prodotti su ordinazione;

alle migliaia di cittadini italiani che, come te, rifiutano questa barbarie travestita da “progresso”.

Ma non ci siamo limitati alle parole.