La parabola del Seminatore sta in tutti i Vangeli sinottici: Marco la presenta per prima nel suo Vangelo, segno dell’importanza che ha per lui. Gesù ne dà la spiegazione e la commentiamo. Ma ci sono versetti che spesso trascuriamo : “Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».” Gesù non vuole salvare tutti? Sarebbe terribile e in contraddizione con la stessa Scrittura che dice che Dio “vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità” (1 Timòteo 2, 4).
È vero che la salvezza è una chiamata e ognuno ha la sua ora. Ma se queste persone sono venute da Gesù per ascoltarlo, perché non spiegare loro tutto? Pure gli apostoli non comprendono e devono chiedere. E questo è già un indizio di risposta per noi: Gesù vuole che ci interroghiamo, che non pensiamo di aver compreso tutto fin dal primo momento per cui "sappiamo già tutto". Siamo stati forse educati, al catechismo, ad imparare la risposta giusta, a credere che basta sapere. Gesù ci dà risposte, ma più che comprendere, vuole che accogliamo la sua Parola, come una chiamata di Dio che ci ama e vuole mettersi in cammino con noi per trasformare la nostra vita. “Dio non vuole farci diventare matematici ma cristiani” diceva sant’Agostino. Molte persone invece cercano solo di sapere, cercano il Corso Biblico, quando ascoltano la Parola di Dio vogliono darne la spiegazione, senza che questo tocchi la loro vita concreta.
Invece Dio è un Padre che educa i suoi figli, li accompagna. Come in famiglia: l'educazione inizia “già nel grembo”. Nei primi anni l'educazione consiste nella vita vissuta insieme, con molte parole di amore, e tanto esempio dato giorno dopo giorno con parole di correzione calate in ogni situazione particolare. Se io so tutto il catechismo, ma non comprendo ciò che vuole da me il Signore, come si applica alla mia vita, oppure non lo accetto, a cosa serve? Ci sono persone che hanno imparato a memoria (e poi hanno dimenticato!) i Dieci Comandamenti ma non ne hanno mai visto il nesso con la loro vita. Molti sanno per esempio le Beatitudini, ma sentendosi incapaci di metterle in pratica le trascurano senza comprendere che il Signore li invita a seguirlo. Spesso il Vangelo stesso è strutturato già in questo modo: Gesù dice tutta la Verità, alta, non alla mia portata oggi, ma poi nello stesso paragrafo apre una possibilità di cammino quotidiano. I discepoli camminano con Gesù ma fino alla fine non hanno ancora compreso tutto! «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. […] Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità» (Gv 14,25-26; 16,13).
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (cfr n. 113) rimanda, a questo proposito, a un motto dei Padri della Chiesa: «La Sacra Scrittura è scritta nel cuore della Chiesa prima che su strumenti materiali», cioè nel testo sacro. La comprensione piena del Mistero della Salvezza avviene mediante «la riflessione e lo studio dei credenti», attraverso l’esperienza che nasce da «una più profonda intelligenza delle cose spirituali». Solo l’esperienza vissuta trasforma le persone! Al punto che S. Gregorio Magno ha potuto dire : «La Sacra Scrittura cresce con coloro che la leggono». [1] Già Sant’Agostino aveva affermato che «uno solo è il discorso di Dio che si sviluppa in tutta la Scrittura e uno solo è il Verbo che risuona sulla bocca di tanti santi». [2] La Parola di Dio, dunque, non è fossilizzata ma è una realtà vivente e organica che si sviluppa e cresce nella vita di ciascuno e della Chiesa in ciò che si chiama la Tradizione. La Chiesa nel suo insegnamento e nella vita dei suoi membri, grazie allo Spirito Santo, la comprende nella ricchezza della sua verità e la incarna nelle coordinate mutevoli della storia. San John Henry Newman affermava che il cristianesimo, sia come esperienza comunitaria, sia come dottrina, è una realtà dinamica, nel modo indicato da Gesù stesso con le parabole del seme (cfr Mc 4,26-29): una realtà viva che si sviluppa grazie a una forza vitale interiore. [3] Questo sempre in fedeltà al Deposito della Fede, guidati dal Magistero (vedi 1Tm 6,20; 2Tm 1,12.14). I Santi illustrano in modo meraviglioso che “la vita di ogni credente è una Storia sacra”.
[1] Homiliae in Ezechielem I, VII, 8: PL 76, 843D.
[2] Enarrationes in Psalmos 103, IV, 1
[3] Cfr. J.H. Newman, Lo sviluppo della dottrina cristiana, Milano 2003, p. 104.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 4,1-20





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