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sabato 6 giugno 2026

L'INCONTRO CON DIO AVVIENE NELLA LOGICA DELL'INCARNAZIONE / S.C. 3 Il rito, il segno, il simbolo. Catechesi del Papa.

Battistero s. Giovanni in Fonte
del Duomo di Napoli (primo 
battistero in Occidente).

"Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo". (1 Tessalonicesi 5,23)


 LEONE XIV  UDIENZA GENERALE


Piazza San Pietro  Mercoledì, 3 giugno 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 3. Il rito, il segno, il simbolo

Cari fratelli e sorelle,


proseguendo le catechesi sulla Costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium (SC), vogliamo soffermarci a riflettere su alcuni elementi costitutivi della sacra liturgia, quali il rito, il segno e il simbolo.

Il Concilio Vaticano II, facendo tesoro del prezioso lavoro del Movimento liturgico, ci ha aiutato a riscoprire una verità molto viva nella coscienza della Chiesa antica e nell’insegnamento dei Padri. I riti della liturgia cristiana non sono un rivestimento esteriore del mistero sacramentale, un insieme di cerimonie arbitrarie, ma sono la mediazione ecclesiale attraverso cui il dono divino ci raggiunge. Proprio per questo il Concilio invita a comprendere il Mysterium fidei che si attua nella liturgia attraverso i riti e le preghiere (cfr SC, 48).

lunedì 1 giugno 2026

"MAGNIFICA ENCICLICA": PAPA LEONE PRESENTA LA SUA ENCICLICA IL 25 MAGGIO / 01 -06 - 2026.

 


Papa Leone ha scritto e firmato la sua prima Enciclica “Magnifica Humanitas” con un chiaro riferimento al “Leone precedente” e alla sua Enciclica “Rerum Novarum” che fu l’inizio del moderno Corpus della Dottrina Sociale della Chiesa. Infatti ha scelto per firmarla la data esatta del 135° anniversario della Rerum Novarum. Ma soprattutto è la sostanza e il metodo del testo che fa riferimento all’Enciclica di Leone XIII. Le conseguenze della rapida industrializzazione portavano in sé il rischio, già sperimentato concretamente in molte zone e contesti, di una disumanizzazione della società e della condizione del lavoro, nonché un mutamento profondo dei modi e dei punti di riferimento della vita umana. Così è anche oggi per la nostra epoca che, come disse Papa Benedetto XVI, non è “un’epoca di cambiamenti” - i cambiamenti nella società e nella Chiesa ci sono sempre - ma “un cambiamento di epoca simile alla fine dell’Impero Romano”. Una frase giusta che però rimane oscura per chi non conosce la Storia al punto di valutare appieno la  profondità dei mutamenti provocati dalla scomparsa della civiltà fondata sulla struttura della Romanitas ormai diventata ufficialmente cristiana. Papa Francesco “più grezzetto”, sapendo che anche tra i Cardinali qualcuno ha bisogno di comprendere con chiarezza, ha tradotto per la dimensione religiosa questa espressione di Papa Benedetto in modo più “brutale”. In sostanza ha detto: “la Cristianità (come organizzazione sociale e popolare della Chiesa) non c'è più, è finita! Per quanto tempo, ritornerà? Forse sì, non lo sappiamo. Ma una cosa è certa: oggi non dobbiamo più ragionare secondo gli schemi della Cristianità per la nostra azione pastorale". L’Intelligenza Artificiale è un fatto e come Chiesa ma anche come semplici uomini dobbiamo saper trarre dallo Spirito del Vangelo risposte adatte per custodire la dignità della persona in questa nuova era.

Nel suo discorso in occasione della presentazione della sua Enciclica “Magnifica Humanitas”, Papa Leone dona già molte chiavi per leggerla e comprenderla.  


PRESENTAZIONE DELLA LETTERA ENCICLICA

"MAGNIFICA HUMANITAS"


DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV


Aula del Sinodo

Lunedì, 25 maggio 2026


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Cari fratelli e sorelle,


desidero ringraziare tutti voi per essere qui oggi, per il vostro interesse.

domenica 31 maggio 2026

L'UOMO IMMAGINE DEL DIO TRINITARIO FONDAMENTO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA / Domenica della Santissima Trinità, 2026.

 

Costruire una nuova Babele oppure
la Città di Dio con gli uomini?


In questa “Magnifica Enciclica” Papa Leone ripercorre il Magistero sociale recente, radicato nella tradizione di sempre della Chiesa e quindi nella sua prassi e la sua riflessione. Di fatto però, dalla Rerum Novarum  (1891) in poi è venuto a formarsi un “corpo di Documenti" che Pio XII ha chiamato per la prima volta “Dottrina sociale della Chiesa”. Papa Leone esamina innanzitutto quali sono i fondamenti di questa Dottrina sociale. "Il mistero di Dio-Amore è la sorgente della Dottrina sociale". Dio relazione eterna e totale d'Amore tra le tre persone divine. Creato ad immagine di Dio, l’uomo, maschio e femmina, famiglia e popolo, trae il suo comportamento retto ed armonioso proprio dalla sua somiglianza con Dio. In questa Domenica della Santissima Trinità è bellissimo leggere ciò che Papa Leone ha scritto al riguardo.


I fondamenti della Dottrina sociale

L’essere umano immagine del Dio trinitario

48. La Dottrina sociale della Chiesa ci riporta al cuore stesso della nostra fede: il mistero del Dio vivente, rivelato in Gesù Cristo come comunione di Persone, Padre, Figlio e Spirito Santo, amore in relazione, che si dona reciprocamente e si comunica al mondo. [51] Come ricorda il Concilio, la persona umana è chiamata alla comunione con Dio e «non può ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sé»: [52] la sua vocazione più profonda è entrare nel movimento trinitario dell’amore ricevuto e condiviso. 

CHI NON CREDE È GIÀ CONDANNATO: COSA SIGNIFICA? / Domenica della Santissima Trinità. 2026.

 


“Ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio”. Questa condanna non riguarda chi non ha incontrato Gesù, e sono tanti anche contando i membri delle altre religioni. Questa frase non dice che solo i battezzati cattolici vanno in paradiso. Neppure è una minaccia per incuterci paura da parte del Signore. Egli è “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà”. Ma è un criterio trasversale che riguarda ogni uomo se cerca la verità o meno, e avendola incontrata, l'accetta, si sottomette ad essa o la rifiuta. È un richiamo accorato. Gesù sa di essere La Via, la Verità e la Vita e che nessuno viene al Padre se non per mezzo di lui. Chi lo rifiuta si autocondanna. In questo si gioca la libertà sovrana dell’uomo anche se Gesù morirà per salvare tutti, anche chi lo vende per 30 denari. Puoi essere cattolico e non credere nel Signore Gesù.

Anche chi ha creduto, come in tutte le storie d’amore serie, ha bisogno di perseverare, di andare fino in fondo, irrobustito dalle prove. Il rischio di scoraggiamento, di delusione che travolge, per prove non previste che feriscono profondamente o tolgono tutti i punti di riferimento, questo rischio è reale. Allora s. Paolo sa di dover stimolare la perseveranza dei suoi cristiani:

 “Fratelli, siate gioiosi”: rendetevi conto della grazia gratuita che avete ricevuto, dell’amore fedele fino alla morte e alla morte di croce che è venuto a salvarvi. Ringraziate.

“tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda”: però non accontentavi, non scivolate nella mediocrità o nell’autocompiacimento. Ci sono tranelli e il demonio sa come tentarci. 

“abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi”. Dio ci ha fatto il dono della comunione, abbattendo il muro dell'inimicizia tra ebrei e pagani, inaugurando un’era nuova per l’umanità di cui le comunità cristiane, le chiese sono il segno e la primizia. La comunione tra le persone della comunità è la cosa principale. Siete più importanti dei vostri litigi. Il demonio invece è il divisore, il diabolos.

“Salutatevi una vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano” : Questo bacio santo esprime il sentirsi e chiamarsi fratelli e sorelle. Spesso invece, quanto individualismo, quanto anonimato e freddezza c'è nelle nostre assemblee liturgiche che dovrebbero essere il germe del paradiso… Ma non siamo soli. Da singoli, non siamo nulla di speciale, ma come comunità siamo una potenza e ci sono altri ("i santi") che combattono nel mondo per il Regno di Dio inaugurato da Gesù nella sua morte e nella sua redenzione. Essere cristiano significa avere una missione. Essere cristiano significa esserlo insieme e Dio è con noi.


Dal libro dell'Èsodo  Es 34,4b-6.8-9

venerdì 29 maggio 2026

COME VIVERE IL TEMPO DELLO SPIRITO? / In cammino con Maria. 29 - 05 - 2026.

 


Con la Pentecoste inizia il cammino della Chiesa nella potenza dello Spirito. La Chiesa che vive nel tempo e nel mondo compie la sua missione e cammina verso la Gloria promessa. Anche Maria compie ancora la sua missione presso i discepoli del Figlio e tutta l’Umanità fino alla sua entrata nella Gloria in corpo e anima. Una vita senza macchia porta alla glorificazione di tutta la persona come lo fu per Gesù e per la sua Madre. Noi celebriamo la “Pasqua di Maria” il 15 agosto. 

Liturgicamente alcuni riti vivono quindi come segno il “Tempo dello Spirito” dalla Pentecoste alla festa dell’Assunzione di Maria, col colore liturgico rosso. Istituendo la memoria di Maria Madre della Chiesa il lunedì di Pentecoste per il rito latino, Papa Francesco ha voluto significare questo cammino della Chiesa con Maria e anche il suo proprio cammino fino al suo entrare nella Gloria. 


Come vivere questo tempo?

giovedì 28 maggio 2026

LA CHIESA ORGANISMO VIVENTE SI SVILUPPA E SI ADATTA ALLE ESIGENZE DELLA SUA MISSIONE / SC 2. catechesi del Papa: La riforma della liturgia .

 


LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro  Mercoledì, 27 maggio 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 2. La riforma della liturgia: tradizione e sviluppo


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!


Nell’Enciclica Mediator Dei, il Venerabile Pio XII scrive che «la Chiesa è un organismo vivente, e perciò, anche per quel che riguarda la sacra liturgia, ferma restando l’integrità del suo insegnamento, cresce e si sviluppa, adattandosi e conformandosi alle circostanze e alle esigenze che si verificano nel corso del tempo» (I,V).

In piena continuità con questo principio, il Concilio Vaticano II nel Proemio della Costituzione Sacrosanctum Concilium (SC) riconosce come «suo dovere interessarsi in modo speciale anche della riforma e della promozione della liturgia» (n. 1). L’assise conciliare era stata riunita, infatti, con lo scopo «di far crescere sempre più la vita cristiana tra i fedeli, di meglio adattare alle esigenze del nostro tempo quelle istituzioni che sono soggette a mutamenti, di favorire tutto ciò che può contribuire all’unione di tutti i credenti in Cristo e di rinvigorire ciò che giova a chiamare tutti nel seno della Chiesa» (ibid.).

mercoledì 27 maggio 2026

MAGNIFICA HUMANITAS A DIFESA DELLA VITA UMANA / 27 maggio 2026.

 


Magnifica Humanitas: annunciata con largo anticipo anche per l’argomento tanto attuale che tratta, questa prima enciclica di Papa Leone è stata molto commentata ed elogiata dal momento della sua divulgazione ufficiale lunedì scorso. Non ho potuto leggerla ancora. Ma mi rendo conto che alcune frasi e concetti possono già essere fonte di riflessione sicura. 

Per esempio il paragrafo  n. 55:

I diritti umani sono inviolabili, il primo diritto umano è il diritto alla vita, dal concepimento alla sua conclusione naturale… Quando questo diritto viene negato, come accade nell’aborto provocato, nell’uccisione di innocenti e nell’eutanasia, ci si trova davanti a scelte che la Chiesa giudica gravemente illecite.

martedì 26 maggio 2026

INIZIA IL TEMPO DELLO SPIRITO CON MARIA / Maria Madre della Chiesa, lunedì di Pentecoste

 



Grati a Papa Francesco e alle sue intuizioni di uomo fedele al Vangelo, ci stiamo abituando a celebrare la memoria di Maria Madre della Chiesa ogni lunedì di Pentecoste. Questo titolo di Madre della Chiesa era da tempo tradizionale nella Chiesa. Paolo VI lo ha proclamato ufficialmente alla fine del Concilio. È entrato nelle litanie lauretane alla fine del Rosario. Non c'era ancora nessuna memoria liturgica per questo titolo mariano. Papa Francesco, oltre a spiegare il valore di questo titolo e i suoi limiti in fedeltà alla tradizione dei Padri (Maria è più piccola della Chiesa: sant’Agostino) e al Vangelo, ha voluto una Memoria di Maria Madre della Chiesa come segno del “tempo dello Spirito” dopo la Pentecoste. 

Maria era presente assieme agli apostoli e ai primi credenti in attesa del dono dello Spirito. Li incoraggiava nella preghiera, presenza di fede che rassicura di fronte al senso di indegnità e alle paure verso il progetto di Dio, troppo grande per quei poveri esseri umani che hanno sperimentato la loro inadeguatezza e fragilità in tante circostanze ma soprattutto al momento della Passione. Adesso sanno che toccherà a loro portare avanti questa missione che fino all’ultimo non comprendevano, spesso sgomenti e impauriti non osando fare domande (cf Marco 10,32). Maria sa cosa significa avere la vita totalmente sconvolta in ogni suo aspetto dall’annuncio che viene da Dio. Ma la fede l’ha resa beata e non solo pellegrina in essa (cf. Luca 1,45). E la risurrezione del suo Figlio ha dimostrato che Dio è fedele e potente. Lei ha avuto ragione di fidarsi e ancora oggi crede. Può esclamare meglio di Paolo “tutto posso in colui che mi da la forza” (Filippesi 4,13). Ed ecco che dopo la Pentecoste accompagna ancora questi discepoli anche se la sua presenza, già tanto discreta nei Vangeli quanto importante, si fa ancora più discreta: non si parla più di lei. Ma continua la missione ricevuta dall’alto della croce e accompagna anche “quelli che crederanno in me mediante la loro parola” (Giovanni 17, 20), cioè noi, discepoli amati da Gesù, ciascuno di noi “testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi” (1 Pietro 5, 1). 

Prendiamo Maria con noi!

La Gioia del Vangelo: MARIA MADRE DELLA CHIESA, VISTA DA DON BOSCO / Lunedì di Pentecoste 2025

La Gioia del Vangelo: DONNA ECCO TUO FIGLIO, FIGLIO ECCO TUA MADRE / Maria Madre della Chiesa, lunedì dopo la Pentecoste.


Vangelo

Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!

Dal Vangelo secondo Giovanni  Gv 19,25-34

lunedì 25 maggio 2026

CARO MONS. LEFEBVRE DOVE AVEVI LA TESTA QUEL GIORNO? / 04 La Liturgia nel Concilio.

 


Caro Mons. Lefebvre dove avevi la testa quel giorno quando hai votato a favore della riforma della Liturgia?  

Mons. Marcel Lefebvre (1905 - 1991) fu un religioso della Congregazione dello Spirito Santo (detti spiritani) missionario in Gabon, noto per il suo zelo, consacrato vescovo per il Senegal (Dakar) poi delegato apostolico per tutta l’Africa coloniale francese e anche Superiore Generale della sua Congregazione. Una grande personalità. Conservatore sul piano religioso e di (estrema) destra sul piano politico. Al Concilio Vaticano II ha votato sicuramente a favore della Costituzione sulla Liturgia, e anche altri documenti come Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa anche se per qualcuno rimane il dubbio che per qualche documento la sua firma fosse stata messa solo come presa in visione del testo e non approvazione. Tutte queste ambiguità si ritrovano nel comportamento successivo di Lefebvre. 


Ma partiamo dalla Liturgia, da Sacrosanctum Concilium (S.C.): 

domenica 24 maggio 2026

SOLO CHI HA LO SPIRITO DI CRISTO GLI APPARTIENE / Pentecoste 2026.

 


Pentecoste. Finisce il viaggio di ritorno dell’Umanità in esilio da Dio dal peccato di Adamo ed Eva, culminato con la Torre di Babele (Genesi 11,1-9): gli uomini si uniscono per costruire la propria vita mettendo Dio da parte. Il risultato è che l’unità senza Dio non regge e sfocia nella totale incomprensione reciproca (Babele ha il doppio senso di Bab El=porta del Dio e in ebraico di Balala=confondere … le lingue). 

Questo ritorno parte dalla famiglia come al momento della creazione. L’umanità ormai sterile, per l’iniziativa di Dio e la fede di Abramo (e Sara) diventa capace di dare la vita, una vita che riceve promesse di durata, fecondità immensa e felicità piena. Il viaggio di ritorno passa attraverso una Pasqua di liberazione dalla schiavitù. Il Popolo di Dio non può essere schiavo! La Pasqua accompagnerà questo Popolo ogni anno sotto la forma di una celebrazione non solo festosa ma efficace, viva: per questo non si chiama memoria, ricordo, ma memoriale dove Dio agisce. Passa anche per una prima Pentecoste che rimane anch’essa come memoriale nel cammino del Popolo di Dio. Questa Pentecoste celebra il dono della Sapienza di Dio che rivela al Popolo la struttura della vita libera. Noi li chiamiamo dieci comandamenti e anche per gli ebrei sono comandamenti (mitzvot) ma soprattutto Parole di Vita. Cerchiamo di comprendere questo: quando due fidanzati si uniscono in matrimonio il celebrante non li interroga sui loro sentimenti, emozioni, ma sulle loro decisioni libere, sulla loro volontà. Quell’amore che li unisce ha una struttura senza la quale non sarebbe amore vero secondo il senso comune e la coscienza illuminata dalla fede. E scambiando i loro consensi gli sposi promettono di obbedire a dei comandamenti (unicità, fedeltà, apertura alla vita) ma li considerano Parole di vita, via per realizzare una pienezza, non come un peso imposto dall’esterno. È vero che il nostro rapporto con Dio non è per nulla idilliaco e anche il popolo eletto dovette elaborare l’esperienza di questi comandamenti per gustarne la bellezza. È così che gli ebrei hanno due feste della Torah: Pentecoste che ravviva il dono della Legge sul Sinai 50 giorni dopo l’uscita dall’Egitto, e Simchat Torah o Gioia della Legge qualche mese più tardi. 

venerdì 22 maggio 2026

PERCHÉ NEL 2026 NON SI METTE ANCORA IN PRATICA LA SACROSANCTUM CONCILIUM? O3 S.C. La liturgia nel Concilio.

 


Perché non si mette in pratica la S.C.?

La Liturgia è importantissima: esprime il contenuto della Fede, e manifesta il mistero di Cristo e della sua Sposa la Chiesa. ...  Quindi “la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia”. (S.C. 10). Nella Liturgia la Celebrazione Eucaristica ha un posto centrale e come abbiamo già visto, gli altri sacramenti e preghiere sono ad essa ordinati sia come preparazione che come aiuto per viverla meglio. Quindi anche la Liturgia delle Ore (o Ufficio divino) è orientata all’Eucaristia come preparazione e prolungamento. 

mercoledì 20 maggio 2026

CATECHESI DEL PAPA: NELLA SANTA LITURGIA, CON LA POTENZA DEL SUO SPIRITO, GESÙ CONTINUA AD AGIRE / Costituzione Sacrosanctum Concilium. 1. La liturgia nel mistero della Chiesa

 

Papa Leone e il Catholicos armeno Aram
oggi durante l'Udienza Generale

Dopo la Dei Verbum e la Lumen Gentium, nelle catechesi del mercoledì, Papa Leone ha iniziato ad parlare della Sacrosanctum Concilium che tratta della Liturgia. Allo stesso momento anch'io sto scrivendo post su quell'argomento. Finirò questa settimana mentre il Papa farà altre catechesi di mercoledì in mercoledì. Comunque il livello e lo stile del Papa  sono molto migliori dei miei ed è facile fare la distinzione. Ecco cosa ha detto Papa Leone questo mercoledì: 


I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 1. La liturgia nel mistero della Chiesa 

 Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Iniziamo oggi una serie di catechesi sul primo Documento promulgato dal Concilio Vaticano II: la Costituzione sulla sacra liturgia Sacrosanctum Concilium (S.C.).

Elaborando questa Costituzione, i Padri conciliari hanno voluto non solo intraprendere una riforma dei riti, ma condurre la Chiesa a contemplare e ad approfondire quel legame vivo che la costituisce ed unisce: il mistero di Cristo. La liturgia, in effetti, tocca il cuore stesso di questo mistero: essa è insieme lo spazio, il tempo e il contesto in cui la Chiesa riceve da Cristo la propria stessa vita. Nella liturgia infatti, «si attua l’opera della nostra redenzione» (SC, 2), che fa di noi una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo che Dio si è acquistato (cfr 1Pt 2,9).

COME NASCE LA LITURGIA? / 02 Sacrosanctum Concilium. La Liturgia nel Concilio

 


La Sacrosanctum Concilium (S.C.) è dunque la prima Costituzione emanata dal Concilio Vaticano II. Nasceva in un contesto in cui contava molto il Rubricismo: la Liturgia latina appariva come una serie di forme, testi e gesti - le rubriche liturgiche - da rispettare rigidamente per essere conforme alla fede cattolica e valida sacramentalmente. Iniziare lo studio dei Documenti del Concilio con la S.C. può dunque essere fuorviante se non si mette da parte questa mentalità rubricistica. Purtroppo l’applicazione della Riforma liturgica presso molti preti e comunità si è svolta in questa mentalità: prima si doveva fare così, adesso si fa cosà. Le rubriche erano soltanto cambiate (anche se molto cambiate) ma non la mentalità! Ho sentito in questi ultimi giorni questa frase dalla bocca di un prete: “se don X dice messa…!” Era il linguaggio degli anni ‘50 del secolo scorso, ma, a quanto sembra, è ancora il linguaggio di una parte del clero giovane nel 2026. Non a caso nel suo primo discorso Urbi et Orbi, Giovanni Paolo II disse : “Anzitutto, desideriamo insistere sulla permanente importanza del Concilio Ecumenico Vaticano II, e ciò è per noi un formale impegno di dare ad esso la dovuta esecuzione. Non è forse il Concilio una pietra miliare nella storia bimillenaria della Chiesa e, di riflesso, nella storia religiosa e anche culturale del mondo? … Questo criterio generale, della fedeltà al Vaticano II e di esplicito proposito, da parte nostra, per la completa sua applicazione, potrà interessare più settori: … ma uno specialmente dovrà essere il settore che richiederà le maggiori cure, cioè quello dell’ecclesiologia”. (La Gioia del Vangelo: GIOVANNI PAOLO II E ALTRI, E IL CONCILIO VATICANO II / San Giovanni Paolo II, 22 ottobre 2025. )

Sapientemente, Papa Leone nelle sue catechesi sul Concilio ha cominciato dalla Dei Verbum (in principio era la Parola e questa Parola compiuta è Gesù Cristo!), per passare alla Lumen Gentium (da Cristo, dalla Parola nasce la Chiesa) e solo oggi ha iniziato a parlare della Sacrosanctum Concilium (è la Chiesa unita al suo Sposo che celebra il Mistero pasquale). Egli ha detto oggi all'Udienza del mercoledì: 

martedì 19 maggio 2026

PERCHÉ IL CONCILIO HA VOLUTO RIFORMARE LA LITURGIA? / 01 Sacrosanctum Concilium. La Liturgia del Concilio

Paolo VI promulga
la Costituzione
sulla Liturgia

 In convento un frate ci formava alla liturgia. Ne era innamorato e mi ha comunicato questo amore. Una delle prime cose che disse era la grandissima importanza data dal Concilio Vaticano II alla Liturgia e alla sua riforma. Come ulteriore prova ricordava che la Costituzione conciliare sulla Liturgia, “Sacrosanctum Concilium” (d’ora in poi notata S.C.) era stata provvidenzialmente la prima delle 4 Costituzioni votate dai Padri, adottata con un voto plebiscitario: 2147 voti a favore e solo 4 contrari! e solennemente promulgata da papa Paolo VI il 4 dicembre 1963. Durante il corso di Liturgia alla Facoltà di Teologia si ripetevano le stesse cose. 

La Messa che cambia è stato per tutti la prima cosa percepita delle decisioni del Concilio. Ero piccolo allora e nella mia famiglia c'era un’accettazione completa sia per la riforma in sé che per una profonda obbedienza alla Chiesa. Il tutto era facilitato dalla docilità del mio parroco nell'applicare le direttive emanate dal vescovo, in particolare le traduzioni del nuovo Messale in francese man mano che erano autorizzate. Però sentivo anche persone adulte in difficoltà: “la religione è quella che mi hanno insegnato da bambino, mi cambiano la religione!” Allora in Francia c'era l’usanza di offrire a 12 anni sia il primo orologio che il messalino con il testo latino e la traduzione francese a confronto. Infatti la Messa era tutta in latino ma mica la gente conosceva il latino! Mio fratello più grande ricevette un messalino pregiato con taglio dorato perché doveva durargli tutta la vita. A causa del Concilio non l’ha quasi mai usato e nessuno di noi ebbe questo regalo.

Infatti i Padri conciliari avevano scritto nella S.C.:  

Capitolo III. La riforma della sacra liturgia

lunedì 18 maggio 2026

DALLA SPERANZA ALL'AZIONE / Settimana Laudato Si, 17 - 24 maggio 2026.

 


Dal 17 al 24 maggio si svolge la "Settimana Laudato Si" nella sua 5a edizione, istituita per tenere vivo l'impulso dato da Papa Francesco con la sua Enciclica Laudato Si del 24 maggio 2015. Il tema di quest'anno è "Dalla speranza all'azione". Un invito chiaro per tutti noi. Con parole semplici, al "Regina Caeli", il Papa ci ha incoraggiati a raddoppiare gli sforzi con intelligenza e concretezza, a livello individuale e in rete. Mentre con l'avidità e la noncuranza, con le guerre, con l'uso irresponsabile delle possibilità offerte da nuove tecnologie, molti contribuiscono a questa "guerra generalizzata contro l'ambiente" come diceva Papa Francesco, il nostro impegno fondato sulla fede non deve rallentare. 

domenica 17 maggio 2026

ESSI PERÒ DUBITARONO / Ascensione del Signore, 2026.



In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.

Il monte più alto in Galilea è il Tabor di soli 588 metri s.l.m. e 400 sul livello della pianura sottostante. Forse l’indicazione del monte è più simbolica che altro anche perché negli Atti, Gesù ordina di non allontanarsi da Gerusalemme dove avverrà il dono dello Spirito. La montagna indica la preghiera e la Galilea la vita quotidiana, di lavoro. La vera dignità dell’uomo unisce tutt’e due, una vita quotidiana incarnata, l’assunzione piena della condizione umana che si svolge nel mondo, pur non essendo del mondo ma Figli di Dio, eredi suoi, coeredi di Cristo, chiamati a compiere la missione sacerdotale.

Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 

È impressionante questo accostamento. Hanno visto Gesù risorto “con molte prove”, lo adorano però dubitano. Ma è un incoraggiamento forte per noi proprio perché pure noi ci avviciniamo pieni di dubbi alla fede. Crediamo ma restiamo paralizzati, prigionieri delle logiche dell’uomo vecchio, dubitiamo di Gesù, della radicalità del Vangelo, dell’energia della risurrezione, di noi stessi e della nostra fedeltà, del poter compiere la nostra missione di cristiani. Gesù taglia corto: 

Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».  

La nostra condizione e missione di cristiani è totalmente dipendente da Gesù. Non dobbiamo ridurla alle nostre forze né alla nostra comprensione. Non dobbiamo aver paura di dire tutta la verità alle persone, con pedagogia e pazienza (siamo forse già perfetti noi?) ma senza distorcere il messaggio del Signore. Bisogna insegnare tutto ciò che egli ci ha comandato. Gesù è vivo e ci accompagna ogni giorno, adesso, fino alla fine del mondo.


Dagli Atti degli Apostoli At 1,1-11 

venerdì 15 maggio 2026

QUALE IMMAGINE DAI DELLA TUA FEDE CRISTIANA? / Venerdì VI sett. di Pasqua. maggio 2026.

 


Il brano degli Atti degli apostoli di oggi è molto interessante. 

Il Signore rassicura Paolo che si trova a Corinto: «Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso». Infatti si realizza questa parola del Signore anche se non mancano le difficoltà. Difficoltà all’interno della vivace comunità di Corinto: lo testimoniano le due lettere di Paolo ai Corinti. Difficoltà con l’ambiente esterno: vedi l’episodio nel seguito del brano di oggi. Spesso ci aspettiamo che col Signore “tutto sia rose e fiori” e appena ci sono difficoltà ci sentiamo abbandonati da Lui, o dubitiamo di essere sulla buona strada oppure pensiamo di riempire male la nostra missione. Non siamo invitati ad essere testardi ma ad avere discernimento per affrontare la realtà, avendo la croce, l'obbedienza e la conoscenza della propria coscienza come chiavi per valutare le situazioni.

I giudei contrari all’annuncio di Cristo portano Paolo in tribunale. Il proconsole romano esprime la sua visione dall’esterno della religione ebraica: per lui è fatta di questioni di parole, nomi, osservanze strane. È chiaramente superficiale e quindi inesatto, ma forse è l’immagine che quegli ebrei danno della loro religione e forse la vivono veramente mettendo le questioni secondarie al centro del loro culto. Non è forse un rischio anche per noi? Cioè che la gente veda del Cristianesimo un insieme di pratiche e non il suo cuore: la risurrezione di Cristo e le sue conseguenze? Non c'è il rischio che la gente veda tante discussioni su riti e devozioni, divisioni, lamentele, confusione, difficoltà anche solo a dire ciò che è davvero il Cristianesimo? Gesù vuole che la gente veda adoratori in Spirito e Verità. Invece forse siamo realmente molto più preoccupati delle apparenze che della nostra conversione. Tutte le religioni hanno santuari, statue, processioni, formule di preghiera e riti liturgici, atteggiamenti più o meno magici nella speranza di ottenere dalla divinità le grazie sospirate. In ogni religione esiste la soddisfazione di organizzare celebrazioni solenni, fastose, e di potersi mettere in risalto, portare addosso vestiti che ci fanno riconoscere, mettersi in primo piano, “ricevere i saluti della gente sulle piazze”, i ringraziamenti, farsi i selfie. Dalle invettive di Gesù contro i farisei ad oggi nulla è cambiato. E così “voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito". (Luca 11, 52). Stiamo attenti: Gallione è una persona assennata. Infatti non cade nella trappola delle provocazioni. Anche la gente, i figli, non sono stupidi. Se non vedono una vita cambiata perché dovrebbero obbligarsi a praticare riti che non danno felicità ma solo forse un'emozione passeggera? 


Dagli Atti degli Apostoli  At 18,9-18

mercoledì 13 maggio 2026

SCISMA IN VISTA ... / 13 maggio 2026.


Con data di oggi 13 maggio, il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ricorda in una dichiarazione ciò che è ovvio: consacrare nuovi vescovi senza il mandato del Papa costituisce un atto scismatico che esclude dalla Chiesa Cattolica fondata da Cristo tutti coloro che vi parteciperanno in modo formale (foro esterno). Il 13 maggio fa potentemente riferimento alla sollecitudine della Vergine Maria per la Chiesa di suo Figlio e sicuramente risuona fortemente nella devozione di molti membri della FSSPX e molti altri tradizionalisti. Preghiamo la Vergine Maria che ottenga la grazia del ravvedimento per i responsabili di questa grave lacerazione dell'unità cattolica. 

Non è la prima volta che succede purtroppo. Succede ad ogni Concilio. Pochi decenni dopo il Concilio di Nicea la maggior parte dei vescovi erano ancora ariani o neo ariani. Forse lo erano diventati per ingraziarsi la benevolenza dell'Imperatore? Chi seguiva chi? l'Imperatore, che voleva l'unità dei cristiani per un evidente desiderio di unità politica, seguiva i vescovi maggioritari, oppure i vescovi seguivano l'Imperatore in quel desiderio di "sinfonia col potere" che tanto segna l'Oriente cristiano e tanto male gli fa (vedi dove ha portato il Patriarcato di Mosca nella storia e anche oggi con il regime di Putin e la guerra contro l'Ucraina...). 

13 MAGGIO 1981 - 2026 / LG 9. La Vergine Maria, modello della Chiesa. 13-05-'26



Oggi 13 maggio il Papa ha fatto coincidere provvidenzialmente la catechesi del mercoledì parlando della Vergine Maria con la ricorrenza della  prima apparizione a Fatima e si è fermato per una preghiera accanto alla mattonella ricordo del luogo dell’attentato contro Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981. Penso che tutti ci ricordiamo dove eravamo quando abbiamo ricevuto quella notizia… Pregare la Madonna significa prenderla nella propria vita come Madre, Modello e Maestra, convertirsi seguendo il suo esempio di umiltà.


LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro  Mercoledì, 13 maggio 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 9. La Vergine Maria, modello della Chiesa


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Il Concilio Vaticano II ha voluto dedicare l’ultimo capitolo della Costituzione dogmatica sulla Chiesa alla Vergine Maria (cfr Lumen gentium, 52-69). Ella «è riconosciuta quale sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa, figura ed eccellentissimo modello per essa nella fede e nella carità» (n. 53). Queste parole ci invitano a comprendere come in Maria, che sotto l’azione dello Spirito Santo ha accolto e generato il Figlio di Dio venuto nella carne, si possano riconoscere sia il modello, che il membro eccellente e la madre dell’intera comunità ecclesiale.

martedì 12 maggio 2026

UN APOSTOLO E UN RIVOLUZIONARIO DEL SUO TEMPO, CHE MORÌ FIGLIO DELLA CHIESA / S. Giovanni d'Avila, 10 maggio. 12-05-2026.

 

S. Juan d'Avila dipinto da Pierre Subleyras

"Cosa manca a questa tua croce per essere una balestra spirituale? La balestra è fatta di legno e di una corda tesa, con un dado in mezzo, dove la corda si alza per scagliare la freccia con furia e fare più grande la ferita. Questa santa croce è il legno; e il corpo così tanto disteso e le braccia così tese sono la corda; e l'apertura di quel lato, il dado dove è posta la freccia d'amore affinché da lì esca a ferire il cuore disarmato. Colpito ha la balestra e ferito mi ha il cuore! Ora sappia tutto il mondo che ho il cuore ferito".

Lo conoscevo finora solo di nome e scopro una figura molto ricca e importante e, nella sua libertà evangelica, un vero interprete del Concilio di Trento (1545-1563) purtroppo predicato oggi da alcuni in chiave di conservatorismo e “indietrismo”. Questo santo è Giovanni d’Avila y Gijón (1499 - 1569), la cui memoria cade il 10 maggio. Era l’unico figlio di Alonso d'Avila e Catalina Gijón. La famiglia possedeva miniere d'argento nella Sierra Morena: "Erano tra i più onorevoli e ricchi di questo luogo e, cosa ancora più importante, timorati di Dio".

Cresce in un momento molto difficile per la Chiesa. Gli scandali nella gerarchia cattolica sono uno dei fattori determinanti della lacerazione della Chiesa e di tutto l’Occidente iniziata con la ribellione di Lutero nel 1517.  

lunedì 11 maggio 2026

FRA DUE GIORNI L'ANNIVERSARIO DELLA PRIMA APPARIZIONE A FATIMA / Un rosario cittadino a Marano il 13 maggio 2026.

 

Gruppo di 300 pellegrini verso Fatima,  
partiti da Travanca Amarante: circa 200 km!


Il 13 maggio alle ore 20 ci sarà un rosario cittadino nella parrocchia di san Rocco. Bellissima iniziativa nel 109° anniversario della prima apparizione della Vergine Maria a Cova da Iria nel comune di Fatima ai tre pastorelli. La Vergine Maria a Lourdes aveva il rosario in mano ma a Fatima si è presentata come “la Vergine del Rosario”, ricordandoci la potenza della preghiera di fronte alla minaccia di una 2a guerra mondiale, in particolare usando questa preghiera semplice e popolare che è il rosario, meditato con cuore aperto alla conversione. Ricordiamo i sacrifici dei tre pastorelli, la morte da sola in ospedale di Giacinta a soli 10 anni… Purtroppo la 2a guerra mondiale, peggiore della prima, è arrivata e quasi tutte le altre predizioni funeste fatte dalla Madonna si sono concretizzate. Quasi tutte ma non tutte. Il vescovo vestito di bianco non è morto e ha fatto il Papa per ancora 24 anni. Il 13 maggio è anche l’anniversario dell’attentato contro di lui in Piazza S. Pietro, dove “una mano materna ha guidato la pallottola”. Anche lui è stato un Papa del Rosario, invitando a usarlo come preghiera cristocentrica. Ha proposto di meditare tutti i misteri di Cristo con questa preghiera mariana, aggiungendo ufficialmente 5 misteri luminosi ai 15 tradizionali. Il destino non esiste. I tempi sono cattivi perché siamo noi i tempi e possono diventare buoni se ci convertiamo.

domenica 10 maggio 2026

PERCHÉ LA CRESIMA È COSÌ DISPREZZATA NELLE NOSTRE PARROCCHIE? / VI Dom di Pasqua. 2026.

 



Filippo predicava (ekerussen=proclamava in modo kerigmatico) il Cristo ai samaritani, accompagnato dai segni di bontà e di potenza che compiva il Signore Gesù per la gente al fine di rendere credibile l’annuncio. La liberazione di molti indemoniati e la guarigione di ammalati porta grande gioia nella città. Ma per il Signore è solo un primo passo. Il suo scopo è che ciascuno dei credenti riceva il dono dello Spirito, quello  “Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce”, e che già i credenti conoscono perché “egli rimane presso di voi” ma dovrà essere “in voi”. Allora la gioia nella città “sarà piena”

Per questo però devono scendere Pietro e Giovani per pregare e imporre le mani sui nuovi credenti affinché ricevano lo Spirito Santo. C'è qui una chiara descrizione della cresima. Filippo può battezzare ma non comunicare lo Spirito. Sono gli apostoli che confermano il dono del battesimo, lo completano col dono dello Spirito. Senza la cresima il battesimo è incompleto. San Paolo se ne rende conto quando incontra un gruppo di credenti in Gesù, felici della loro fede, ma dove non sente la presenza attiva dello Spirito. Ed egli chiede:  "Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?". Gli risposero: "Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo". Paolo scopre che hanno ricevuto solo il battesimo di Giovanni Battista. Li battezza nel nome di Gesù “e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare” (Atti degli Apostoli 19, 2.6). Un bel cambiamento! 

Perché allora la Cresima è così disprezzata nelle nostre parrocchie, nelle famiglie cristiane e tra i battezzati? 

Sono esagerato?  L’esperienza dice che per molti la cresima è solo il momento in cui, ormai adulto, uno conferma di voler continuare nella via del battesimo ricevuto da bambino per volontà di altri. Come se Dio fosse solo spettatore dell’agire dell’uomo. Molti pensano a ricevere la cresima non perché sia importante per la loro vita, ma solo quando viene chiesto loro di fare da padrini, oppure in prossimità del matrimonio. Come un obbligo che la Chiesa impone per ragioni oscure, persino arbitrarie. Infatti molti non comprendono perché sia indispensabile la cresima per poter fare il padrino. Invece è un dono di Dio necessario perché la natura di figlio di Dio sia completa e acquisti forza.  “Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio” (Romani 8, 9.14).

E noi cresimati, che abbiamo questo dono, come lo viviamo, come lo usiamo ? Cosa è cambiato nella nostra vita dopo la cresima? Vediamo Gesù nella nostra vita? Ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo che ci spinge alla Verità tutta intera, che ci conforta e ci rafforza?  "Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori" ?


Dagli Atti degli Apostoli  At 8,5-8.14-17

giovedì 7 maggio 2026

8 MAGGIO, VISITA DEL PAPA A POMPEI E NAPOLI / 8-05-2026.

 


Accogliamo il Papa con fede e gratitudine.

La parrocchia chiude la mattina dopo la messa delle 10.00 e non ci sarà la supplica a mezzogiorno (da dire nel pullman o con il Papa davanti alla televisione).

Di pomeriggio la chiesa apre alle 17.00 per il catechismo ma non ci sarà la messa. 

Papa Leone è stato eletto l’8 maggio di un anno fa, giorno della supplica della Madonna di Pompei. Egli stesso ha rilevato questa coincidenza (“Dio-incidenza”) e viene a Pompei e a Napoli per il primo anniversario della sua elezione. 

NÉ ILLUSI NÉ DISPERATI / L.G. 8. La Chiesa, pellegrina nella storia verso la patria celeste




La lettera agli Ebrei afferma che Gesù ha preso il nostro sangue e la nostra carne “per ridurre all`impotenza, mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita”. (Ebrei 2,14-15). A questo timore della morte il gesuita Spiccacci attribuiva la rimozione del kerygma cristiano (l'essenziale della fede cristiana) nelle parrocchie e comunità. Per non affrontare il problema della morte si evita di annunciare il rimedio alla morte! È un meccanismo ben conosciuto : non si osa aprire certi discorsi per timore delle reazioni, delle conseguenze, ecc. Eppure il Vangelo parla tante volte della morte, del giudizio nell’ultimo giorno, donando però la risposta più bella e completa: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno”! (Luca 12, 32).

Papa Leone ha avuto un’espressione bellissima ed efficace: “non si vince la morte cercando di ingannarla, ma servendo la vita!” Impariamo (da Gesù!) a servire la vita. 

In questa settimana Papa Leone ha ricordato la dimensione escatologica, ultra terrena della Chiesa e della salvezza umana. 


LEONE XIV UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro Mercoledì, 6 maggio 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 8. La Chiesa, pellegrina nella storia verso la patria celeste

BENEDIZIONI COPPIE GAY. LA POSIZIONE DELLA CHIESA / Chiarimenti tra i Cardinali Marx e Fernandez. 07 maggio 2026.

 


Giorni fa è giunta la notizia che il Cardinale Reinhard Marx di Monaco di Baviera ha diffuso un manuale di istruzioni per la benedizione di coppie omosessuali. Durante il volo di ritorno dall’Africa Papa Leone ha precisato che quelle benedizioni “matrimoniali” non è accettabile. Pochi giorni dopo il Cardinale Fernandez, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha reso pubblica una lettera di novembre 2024 rivolta alla Conferenza episcopale tedesca che precisa il vero senso di Fiducia supplicans, e quindi della posizione costante della Chiesa a riguardo. Chi segue il mio blog lo sa già perché ha letto Fiducia supplicans che ho pubblicato diviso in tante puntate affinché tutti possano comprendere questa Nota. Ho proposto di farne oggetto di incontri con i fedeli e specialmente con i preti, senza successo. Mi sembra che si è persa una buona occasione di formazione per tutti. Infatti sui social leggo tante critiche da parte di fedeli, probabilmente in buona fede ma ignoranti, a Fiducia supplicans, al Cardinale Fernandez e a Papa Francesco. Questa breve lettera del 2024 ma resa pubblica adesso, può rassicurare molti, togliere qualche occasione al Diabolos-divisore di seminare zizzania e sfiducia nella Chiesa. Comprendiamo anche quanto è complesso conservare l’unità e la pace nella Chiesa e la pazienza e la lungimiranza necessarie per guidarla. Abbiamo fiducia nell’assistenza dello Spirito Santo al Papa, e anche approfondiamo le ragioni della nostra fede, usando la prudenza per rimanere stretti al respiro profondo dell’Ortodossia cattolica.


Eccellenza.

 con lettera del 24 ottobre 2024, Ella, «anche a nome del Presidente della Conferenza Episcopale, Mons. Georg Bätzing, ha cortesemente trasmesso a questo Dicastero copia di un Vademecum, in tedesco e italiano, destinato a essere un sussidio di «Benedizioni per le coppie che si amano». Nel contempo, Ella asseriva che tale Vademecum sarà presentato «ai Vescovi diocesani» tedeschi in una prossima occasione, allo scopo di offrire ai Presuli «un’applicazione della Dichiarazione Fiducia supplicans alla situazione sociale e pastorale delle diocesi in Germania».

Al riguardo, prendendo atto di quanto da Lei tramesso, mi permetto gentilmente di formulare le seguenti osservazioni: 

mercoledì 6 maggio 2026

UN SOLO SPIRITO E UNA SOLA CARNE / UNA CARO 16. nn. 37-38.



37. Già prima di Agostino, è ben nota la lode di Tertulliano al matrimonio inteso come unità nella carne e nello spirito di due che camminano “in una sola speranza”: «Come sarò capace di esporre la felicità di quel matrimonio che la Chiesa unisce […]. Quale giogo quello di due fedeli uniti in una sola speranza, in un’unica osservanza, in un’unica servitù! Sono tutti e due fratelli e tutti e due servono insieme; non vi è nessuna divisione quanto allo spirito e quanto alla carne. Anzi sono veramente due in una sola carne, e dove la carne è unica, unico è lo spirito»[26].

38. Questo fatto di essere “una sola carne” è interpretato dai Padri in modo intensamente realistico, al tal punto che, di fronte a contraddizioni nei fatti della realtà dell’unità coniugale, essi non temono di pronunciare affermazioni come le seguenti: «divide la sua carne, divide il suo corpo»[27]; «come la malvagità di tagliare la sua carne»[28]; «Dio non ha voluto che il corpo fosse diviso e disgiunto»[29].

lunedì 4 maggio 2026

CHI È GESÙ? UNO SGUARDO SU DI LUI ATTRAVERSO L'APOCALISSE / 04 - 05 - 2026.

 


Chi è Gesù? Leggendo l’Apocalisse durante l’Ufficio delle Letture scopriamo molte caratteristiche di Gesù glorioso, nella sua dimensione eterna. Può essere molto utile contemplarle tutte insieme. 

Egli è “Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra. Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue,che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen. Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo trafissero, e per lui tutte le tribù della terra si batteranno il petto. Sì, Amen!” (Ap. 1, 5-7)

FEDELI AL PASSATO O AL FUTURO? / Un testo di P. Robert Prevost. 04-05-2026.

 


Oggi esce in libreria “Liberi sotto la grazia” (LEV), 
che raccoglie testi di Robert Prevost prima di diventare Papa. Vatican News lo presenta (Fedeli al passato o fedeli al futuro? Un testo di Robert Prevost del 2010 - Vatican News) e pubblica uno di questi testi, un intervento di grande spessore all’inizio del Capitolo Generale degli Agostiniani del 2010, che illumina il nostro atteggiamento profondo di fronte alla vita e alla nostra fedeltà al Vangelo.

Nel 2008 gli Agostiniani hanno celebrato in questo luogo il 500° anniversario della nascita di Andrés de Urdaneta, un navigatore famoso e molto esperto che, dopo anni vissuti combattendo, scoprì nell’insegnamento di sant’Agostino un invito a cambiare vita: imparò che la sola vera risposta al desiderio del cuore umano può essere trovata in Dio e nel suo amore. Questa verità gli cambiò la vita: da marinaio e navigatore di successo divenne membro dell’Ordine di sant’Agostino. Urdaneta divenne famoso perché scoprì quello che è conosciuto come il tornaviaje, una rotta marina di ritorno sicura e veloce dalle Filippine al Messico. Questo tornaviaje divenne un’importante rotta di trasporto e commercio tra l’Asia e l’America. Ma Urdaneta visse un tornaviaje molto più importante nella sua stessa vita. La sua conversione e il suo ingresso nella vita religiosa simboleggiano un genere molto diverso di ritorno: il ritorno o la conversione a Dio.

IL BENE DELLA MONOGAMIA NEI PADRI DELLA CHIESA / UNA CARO 15. nn. 33-35.

 


 

III. Echi della Scrittura nella storia

33. La Parola rivelata contenuta nelle Sacre Scritture ha prodotto, nei lunghi tempi della Chiesa, diversi echi che tenteremo di raccogliere almeno in parte.

Alcune riflessioni di teologi cristiani

34. È utile accogliere la ricchezza del pensiero cristiano lungo i secoli, a partire dai Padri della Chiesa, con la loro particolare importanza, fino a teologi di diverse scuole e orientamenti.

Primi sviluppi sull’unità e la comunione matrimoniale nei Padri della Chiesa

35. San Giovanni Crisostomo riconosce all’unità matrimoniale un valore particolare. A differenza di altri Padri, sostiene che «un tempo il matrimonio aveva due motivi, ora ne ha uno solo». Egli spiega, infatti, che San Paolo (cf. 1Cor 7, 2.5.9) «ordina di unirsi, non perché diventino padri di molti figli», ma perché ciò porta i coniugi a «l’abolizione della dissolutezza e del desiderio sfrenato»[23]. In definitiva, il santo Dottore considera che l’unità del matrimonio, con la scelta di una sola persona alla quale ci si unisce, porta a liberare le persone da uno sfogo sessuale sfrenato, senza amore né fedeltà, e orienta adeguatamente la sessualità. 

domenica 3 maggio 2026

LA CHIESA AFFRONTA E TROVA SOLUZIONI: I DIACONI / V Domenica di Pasqua, 2026.

 


Le letture di questa domenica sono una miniera per la nostra formazione ecclesiale e spirituale. Il brano degli Atti (At 6,1-7) ci insegna molte cose sulla natura e la vita della Chiesa.

Pochi versetti prima (Atti 2,42-47) ci viene presentata la prima comunità cristiana in modo ideale: tutto armonioso, tutto gioia e condivisione. Ma questa comunione perfetta è il dono dello Spirito, quello  stesso dono che riceviamo anche noi. I primi cristiani erano gente come noi e quindi c'erano già anche i problemi dovuti alla fragilità e alla fatica della conversione, alle chiusure di ciascuno e quelle cristallizzate in "strutture di peccato”. Infatti tutte le vedove avevano bisogno ma “alcune erano più uguali delle altre”! E la reazione è banalmente la mormorazione. Ma la Chiesa non può fermarsi alla mormorazione o al ripiegamento fatalista su se stessa. Animata dallo Spirito essa cerca e trova una soluzione! Ho visto in una Caritas diocesana questa bella frase: “Se presenti un problema e non proponi una soluzione, sei tu stesso parte del problema”. La condivisione dei beni è una dimensione fondamentale della Comunione divina e della missione della Chiesa (Atti 2,44-45). Ma la Carità più grande è dare la vita eterna alle persone, la dignità di figli di Dio, un senso alla vita che oltrepassi l’orizzonte terreno, infondere in tutti le energie della Risurrezione.  Contrariamente a quanto professa qualche ignorante le mani che lavorano non sono più sante delle mani che pregano. Le due cose sono semplicemente inseparabili, ma tutto inizia sempre dalla preghiera e dal dono gratuito della salvezza.  

“Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi!”. Gesù aveva fatto agli Apostoli il dono totale di sé stesso, da diffondere a tutta l’umanità attraverso la stoltezza della predicazione e i sacramenti. E la predicazione, la trasformazione dei cuori e la formazione hanno la precedenza sui sacramenti e non il contrario: “Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo” (1 Cor 1,17; vedi vv 14-19). In quel caso gli Apostoli comunicano una parte della loro missione a uomini scelti, non con una semplice decisione amministrativa ma attraverso la preghiera e l’imposizione delle mani, con la partecipazione di tutta la comunità che sceglie i candidati tra i suoi membri. La Chiesa non è  una ditta, o una semplice organizzazione umana, ma un Sacramento di Dio che deve proclamare le opere mirabili di Dio. Si fa ancora così per l’ordinazione dei presbiteri e dei diaconi, in cui troviamo per esempio : “Reverendissimo Padre (ossia il vescovo), la Santa Madre Chiesa chiede che questi nostri fratelli siano ordinati presbiteri. - Sei sicuro che ne siano degni? - Dalle informazioni raccolte presso il popolo cristiano …. Con l’aiuto di Dio e di Gesù Cristo nostro Signore, noi scegliamo questi fratelli per l’ordine del presbiterato…”. 

Qualcuno sarà sorpreso: chi sono questi presbiteri? Sono quelli che, per errore, ancora a 60 anni dal Concilio Vaticano II continuiamo a chiamare sacerdoti ad esclusione degli altri battezzati. È una distorsione che viene dal modo sbagliato di vivere il modello clericale voluto dal Concilio di Trento mentre nel Nuovo Testamento esiste un solo Sacerdote , Gesù Cristo. Il suo corpo, i fedeli che come “pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale” costituiscono tutti insieme “un sacerdozio santo per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo”. Non diciamo forse nella Preghiera Eucaristica II “ti rendiamo grazie per averci resi degni di compiere il servizio sacerdotale”. Questa frase non riguarda solo il presidente dell’Assemblea, ma tutta l’Assemblea, tutta la Chiesa, tutta la Comunità! C'è  il sacerdozio comune per tutti, e nei carismi che ognuno può avere nella Chiesa c'è anche il sacerdozio ministeriale.

Prenderne coscienza a livello comunitario infonderebbe nuove energie. Ma forse  qualcuno si sentirà smarrito? Nulla di insormontabile. Gesù dice :” non sia turbato il vostro cuore!”

venerdì 1 maggio 2026

1° MAGGIO, FESTA DELL'ECOLOGIA INTEGRALE? / 01 Maggio 2026

 


Il primo maggio festa dei lavoratori, la Chiesa rincorre questo appuntamento sociale proponendo la sua visione cristiana del lavoro e dei lavoratori. Presenta quindi san Giuseppe lavoratore. La prima lettura della memoria è della Genesi. L’uomo ha per missione di credere nella sua reale differenza con gli altri esseri viventi, e di usare la sua intelligenza e la sua capacità spirituale per guidare il creato e portarlo a Dio. C'è un solo Dio e gli animali nella loro forza e splendore non devono essere divinizzati né temuti con timore riverenziale. Chiaramente l’uomo di allora non si pone il problema ecologico come lo conosciamo, il suo impatto sulla natura è trascurabile. La sua tentazione è proprio al contrario di sentirsi dominato dalla natura e dalla sua forza. Oggi invece il comportamento irresponsabile dell’uomo distrugge il supporto stesso della (sua) vita e la biodiversità, esaurendo le risorse naturali, inquinando... 

Almeno da Paolo VI (lettera Apostolica “Octogesima Adveniens”, 1971), la Chiesa si preoccupa nel suo più alto Magistero del problema dell’ambiente. Un enorme salto di qualità è stato fatto con Benedetto XVI e soprattutto con Papa Francesco. Pochi giorni fa il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e quello per i Laici, la famiglia e la vita, hanno pubblicato un testo congiunto per aiutare a "trasmettere in famiglia la cura del Creato e della vita umana". Usiamo e diffondiamo questo sussidio scaricabile gratuitamente dal sito di questi due Dicasteri (Lecologia-integrale-nella-vita-della-famiglia.pdf). Vedi presentazione sul sito Vatican News:  Un documento vaticano per "vivere l'ecologia integrale in famiglia" - Vatican News.

P.S.: Il testo della Genesi introduce una dimensione sociale formidabile: quella del riposo settimanale dedicato al recupero delle forze, alla preghiera, la contemplazione, alla famiglia e alle relazioni sociali. Oh quanto Rivoluzionario allora e anche oggi!


Dal libro della Genesi  Gen 1,26-2,3

giovedì 30 aprile 2026

FEDELE A CRISTO, FEDELE AL PAPA SENZA POLEMICHE / Santa Caterina da Siena, 29 aprile 2026.

 


Santa Caterina da Siena è la prima donna proclamata Dottore della Chiesa eppure era analfabeta, dettava le lettere che mandava. (La Gioia del Vangelo: UN'ANALFABETA DOTTORE DELLA CHIESA, O LA POTENZA DELLA GRAZIA / S. Caterina da Siena, 29 aprile.)

Santa Caterina ha altre caratteristiche oltre quella fondamentale di una vita di preghiera e di intimità con Cristo che è la sorgente e la spiegazione di tutto. Di Tutto!

Oggi può essere molto utile considerare la sua indefettibile fedeltà alla Chiesa e in particolare al Papa anche se di alcuni non si nascondeva la condotta poco evangelica. Di un Papa che aveva gettato l'interdetto su Firenze, il popolo diceva che era un “demonio incarnato”. Ma lei lo chiamava “Dolce Agnello”, “Padre mio”, “Cristo in terra”. Caterina parla chiaro e a tutti, compreso ad alcuni cardinali quando, nel 1378 - due anni prima della sua morte ma Caterina allora ha solo 31 anni! - eleggono un anti Papa contro Urbano VI, successore di Gregorio XI che lei aveva riportato a Roma da Avignone dove i Papi stavano dal 1303 sotto influenza francese (Amare il Papa – cinque lettere di santa Caterina da Siena ⋆ Breviarium ).

Lei sa che il demonio miete molte anime quando ci sono divisioni nella Chiesa e quando qualcuno, - anche con ragioni autentiche - non lotta soltanto per la verità e la giustizia ma si lascia prendere dallo spirito di critica, dall’amarezza, dal parlare male. 

La polemica - così presente ogni giorno nella società e nelle famiglie, usata come strumento costante da molti in politica e nei mass media - acceca il cuore e il giudizio, crea ferite e divisioni profonde sempre più difficilmente rimediabili. Polemica viene dal greco Polemos = guerra. Si dice che la prima vittima della guerra è la verità. Non significa che non ci sia un aggressore e un aggredito, ma la guerra è un meccanismo in cui voglio aver ragione non solo con il dialogo in verità ma con la forza, sia che io attacchi sia che io mi difenda. E quindi tutti sono a rischio! Si parla così della “nebbia della guerra”: non si vede più chiaramente, non si comprende più i limiti delle azioni degli uni e degli altri, come quando c'è nebbia in campagna, sulla strada. Così è quando io cedo alla polemica. Si rischia l’escalation, e si è offuscati riguardo alla verità dei fatti esteriori ma anche ciascuno è offuscato interiormente. 

Imitiamo il grande rispetto che aveva Caterina per il Papa perché credeva che il Signore Gesù ha ogni potere in cielo e in terra e può donarci il Papa che vuole e quindi dobbiamo accettare pienamente il Papa che la Chiesa ha eletto anche se non ci piace. In convento ad alcuni non piaceva Giovanni Paolo II che per me è stato invece un segno per la mia ricerca di fede fin dalla sua elezione: un Papa polacco mentre c'era ancora la cortina di ferro! Ma nessun frate metteva mai in dubbio l’obbedienza a lui e il dovere di ascoltare con fede il suo magistero. Molte critiche al Papa, quello di oggi e quelli di ieri, servono spesso solo a creare divisioni e confusione nei fedeli. 

Ma anche a livello delle famiglie, della società, bisogna stare molto attenti a non oltrepassare l'ambito della ricerca del meglio, del giusto. Cadere nella polemica, invece di facilitare la soluzione dei problemi la ostacola fino a renderla impossibile.  


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 11,25-30