Quando ogni popolo aveva molti dèi, si afferma in un popolo la presenza di un Dio unico che non tollera altri nella sua alleanza con Israele. Pian piano emerge la coscienza rivoluzionaria che non ci possono essere altri dèi ma uno solo, creatore e onnipotente, invisibile, di cui non si può fare immagine o scultura, ma solo ascoltarne la voce che ispira i cuori, e dona ad alcuni di parlare in suo nome, i profeti.
Il monoteismo che ha costruito la civiltà che ha abolito la schiavitù e rafforzato sentimenti e strutture di misericordia è spesso accusato oggi di essere fonte di violenza proprio perché presentandosi come unica verità sarebbe dittatura che esclude la libertà di pensiero e di azione, di ricerca, mentre la Storia dice il contrario.
Chi accusa il monoteismo di violenza dimentica che la caratteristica di Abramo è la Hesed, una parola ebraica che significa grazia, amore solido, benevolenza, misericordia, dono inaspettato, amore della reciprocità nell’alleanza, e il nome di Dio più usato è “ha-rahman”, il misericordioso.
Gesù, alla domanda: qual è il primo dei comandamenti risponde : «Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Non c'è altro comandamento più grande di questi». Non è una sorpresa per lo scriba che lo interroga. Sa che la prima parola dei Dieci Comandamenti è "anokhi” (io, cioè Dio che parla) e l’ultima “reeka” (prossimo tuo) e che Dio non ha mai dissociato l’amore a lui dall’amore al prossimo. Gesù lo porterà a compimento, amando il Padre fino alla morte di croce e dando la vita per gli uomini. L’unione tra i due comandamenti diventa, con l’incarnazione, unione della natura divina e della natura umana: “ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me”. (Matteo 25, 40). L’azione e l’insegnamento di Gesù al riguardo è costante.
Il Dio unico violento non è il Dio giudeo-cristiano, non è il Dio vivente, ma un’ideologia. Il pericolo esiste anche tra i credenti di seguire ideologie religiose e il ritorno a Dio fa esclamare: “ Non chiameremo più dio nostro l'opera delle nostre mani”. Esistono anche religioni ideologiche o che comunque non vanno alla radice della violenza. Unendo in sé Stato e Religione sacralizzano il potere politico con risultati disastrosi. Certi populismi odierni con etichette religiose dimenticano del tutto il secondo comandamento, la Hesed e la compassione verso i deboli. Ma le ideologie senza Dio hanno prodotto e producono totalitarismi infinitamente più violenti. La fede sincera nel Dio unico giudeo cristiano è il massimo antidoto contro la violenza e apre all’accoglienza dell’altro nella sua diversità. Vedi l'ottimo articolo: Recalcati sbaglia: l’odio di oggi non nasce dalla religione - Tempi .
Prima Lettura Non chiameremo più dio nostro l'opera delle nostre mani.
Dal libro del profeta Osèa Os 14,2-10
Così dice il Signore: «Torna, Israele, al Signore, tuo Dio, poiché hai inciampato nella tua iniquità. Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: "Togli ogni iniquità, accetta ciò che è bene: non offerta di tori immolati, ma la lode delle nostre labbra. Assur non ci salverà, non cavalcheremo più su cavalli, né chiameremo più "dio nostro" l'opera delle nostre mani, perché presso di te l'orfano trova misericordia". Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò profondamente, poiché la mia ira si è allontanata da loro. Sarò come rugiada per Israele; fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano, si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell'olivo e la fragranza del Libano.
Ritorneranno a sedersi alla mia ombra, faranno rivivere il grano, fioriranno come le vigne, saranno famosi come il vino del Libano. Che ho ancora in comune con gli ìdoli, o Èfraim? Io l'esaudisco e veglio su di lui; io sono come un cipresso sempre verde, il tuo frutto è opera mia. Chi è saggio comprenda queste cose, chi ha intelligenza le comprenda; poiché rette sono le vie del Signore, i giusti camminano in esse, mentre i malvagi v'inciampano».
Salmo Responsoriale Dal Sal 80 (81) R. Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce.
Un linguaggio mai inteso io sento: «Ho liberato dal peso la sua spalla, le sue mani hanno deposto la cesta. Hai gridato a me nell'angoscia e io ti ho liberato. R.
Nascosto nei tuoni ti ho dato risposta, ti ho messo alla prova alle acque di Merìba. Ascolta, popolo mio: contro di te voglio testimoniare. Israele, se tu mi ascoltassi! R.
Non ci sia in mezzo a te un dio estraneo e non prostrarti a un dio straniero. Sono io il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto salire dal paese d'Egitto. R.
Se il mio popolo mi ascoltasse! Se Israele camminasse per le mie vie! Lo nutrirei con fiore di frumento, lo sazierei con miele dalla roccia». R.
Acclamazione al Vangelo Gloria e lode a te, o Cristo! Convertitevi, dice il Signore, perché il regno dei cieli è vicino. (Mt 4,17) Gloria e lode a te, o Cristo!
Vangelo Il Signore nostro Dio è l'unico Signore: lo amerai.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 12,28b-34
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Non c'è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l'intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
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