37. Già prima di Agostino, è ben nota la lode di Tertulliano al matrimonio inteso come unità nella carne e nello spirito di due che camminano “in una sola speranza”: «Come sarò capace di esporre la felicità di quel matrimonio che la Chiesa unisce […]. Quale giogo quello di due fedeli uniti in una sola speranza, in un’unica osservanza, in un’unica servitù! Sono tutti e due fratelli e tutti e due servono insieme; non vi è nessuna divisione quanto allo spirito e quanto alla carne. Anzi sono veramente due in una sola carne, e dove la carne è unica, unico è lo spirito»[26].
38. Questo fatto di essere “una sola carne” è interpretato dai Padri in modo intensamente realistico, al tal punto che, di fronte a contraddizioni nei fatti della realtà dell’unità coniugale, essi non temono di pronunciare affermazioni come le seguenti: «divide la sua carne, divide il suo corpo»[27]; «come la malvagità di tagliare la sua carne»[28]; «Dio non ha voluto che il corpo fosse diviso e disgiunto»[29].
[26] Tertulliano, Ad uxorem, II, 8, 6-7: CCSL 1, 393, come citato nel Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1642 (cf. PL 1, 1302A-B). Si osserva a margine che Tertulliano ha trattato il tema della monogamia in un’opera specifica: De monogamia (PL 2, 929-954). Inoltre, un altro Padre che ha affrontato direttamente l’argomento è Girolamo. Cf. Epistula 123, ad Geruchiam de monogamia (PL 22, 1046-1059).
[27] Ambrogio, Expositio Evangelii secundum Lucam, VIII, 7: PL 15, 1767.
[28] Giovanni Crisostomo, Commentarium in Matthaeum, hom. 62, 2: PG 58, 597.
[29] Lattanzio, Divinae institutiones, VI, 23: PL 6, 720.

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