Gilbert Keith Chesterton (1874 - 1936), autore inglese nato in una famiglia anglicana poi convertito al cattolicesimo, fu uno scrittore prolifico e capace di brillare in molti ambiti e uno spirito arguto che usava spesso il paradosso.
Infatti Chesterton vede con chiarezza che la continua rinascita del Cristianesimo dagli attacchi esterni e dalle sue stesse crisi interne non risiede in una strategia umana ma nella Risurrezione di Cristo.
Egli scrive nel suo libro "Eretici" (1905):
«Il signor Shaw non riesce a capire che ciò che è prezioso e degno d'amore ai nostri occhi è l'uomo, il vecchio bevitore di birra, creatore di fedi, combattivo, fallace, sensuale e rispettabile. E le cose fondate su questa creatura restano in perpetuo; le cose fondate sulla fantasia del Superuomo sono morte con le civiltà morenti che sole le hanno partorite. Quando, in un momento simbolico, stava ponendo le basi della Sua grande società, Cristo non scelse come pietra angolare il geniale Paolo o il mistico Giovanni, ma un imbroglione, uno snob, un codardo: in una parola, un uomo. E su quella pietra Egli ha edificato la Sua Chiesa, e le porte dell'Inferno non hanno prevalso su di essa. Tutti gli imperi e tutti i regni sono crollati, per questa intrinseca e costante debolezza, che furono fondati da uomini forti su uomini forti. Ma quest'unica cosa, la storica Chiesa cristiana, fu fondata su un uomo debole, e per questo motivo è indistruttibile. Poiché nessuna catena è più forte del suo anello più debole.»
Vieni domani 13 ottobre alla prima catechesi, ore 20.00, per incontrare Cristo.

Grazie.
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