domenica 18 gennaio 2026

"PERCHÉ IO NO?" COSA SIGNIFICA ESSERE SANTO NELLA BIBBIA? / II Domenica del T.O., A. 18 GENNAIO 2026



“Si isti et istae, cur non ego?” “Se questo e questa (sono diventati santi), perché io no?” si chiedeva s. Agostino. Oggi di fronte alla violenza che si diffonde come una metastasi in tutti gli strati della nostra Società e del mondo, tra le nazioni, molti, in particolare i giovani, forse si domandano: se tanti al massimo livello, Trump, Putin , Netanyahu e altri a livelli più bassi, possono servire senza vergogna i propri interessi usando la legge del più forte, perché io dovrei rispettare gli altri, il bene comune, delle regole? L’orgia dei potenti, degli adulti, dei capi, genera figli violenti. Qualcuno conclude che la famiglia, la scuola, la società possono fare poco a fronte delle esplosioni di violenze di chi si crede padrone del mondo. È vero che non riusciamo a eliminare il male. Ma limitarsi a questa costatazione non sarebbe una risposta da cristiano. Non è vero che non si può fare nulla.

Da quando Gesù è risorto e ha cominciato ad essere annunciato il suo Nome fino ad oggi, ci sono state guerre, lotte per il potere, assassini politici, dittatori, l’Imperatore era divinizzato. Ma i cristiani come luce, sale e lievito nella società hanno salvato moltissime persone prima ancora di diventare la religione di tutto il popolo. Il trionfo del cristiano è come quello del Cristo, non come i trionfi del mondo. L’annuncio ha toccato e cambiato il cuore di molti. I genitori cristiani hanno educato i loro figli nella disciplina del Signore con l’esempio e con la parola, anche in ambienti pagani. Le scuole tenute da cristiani come san Giustino non sono state più solo scuole di filosofia ma luoghi d’incontro con Colui che fa “nuove tutte le cose”, perché ha ricevuto “ogni potere in cielo e sulla terra”. Diceva Papa Francesco, di felice memoria, che alcuni (parlava ai Cardinali) preferiscono essere generali di eserciti sconfitti piuttosto che combattenti in prima linea. Manca il coraggio di annunciare la verità. Certo la verità denuncia anche me. Ma se non annuncio la verità tutta intera, a cosa servo? Ho avuto un ottimo medico che fumava. Una volta che fumava in un momento di pausa gli ho chiesto scherzosamente: "cosa dice il medico della sigaretta?". Mi ha risposto: "il medico dice di non fumare". Avrebbe tradito la verità e la sua missione se mi avesse detto il contrario. 

I credenti sono santi non perché perfetti ma perché appartengono al Santo che li ama. "Sono stati santificati in Cristo Gesù, e santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro". Sopra i potenti di questo mondo, Gesù è il vero Signore e gli umili lo comprendono. Lo comprende anche chi non è cristiano ma apre il suo cuore allo Spirito  Santo. Diceva il vescovo di Orano in Algeria, durante la guerra civile scatenata dagli islamisti contro il potere ufficiale certamente corrotto e non molto attento ai bisogni del popolo, che negli anni ‘90 fece 100.000 morti!: “vedo che sono gli umili che mantengono ancora unita e viva la società”. Se io non avessi incontrato cristiani autentici, a cominciare dai miei genitori ma anche tanti altri, quasi certamente mi sarei perso. Se sono un cristiano autentico posso essere lo strumento del Signore per salvare altri. 

Tutto comincia sempre dalla preghiera che produce sempre effetto. Ma se la preghiera chiede a Dio, è l’azione illuminata da ciò che la preghiera contempla in Dio che realizza il cambiamento. Gesù dice anche a me, come ad ogni battezzato: “come il Padre ha mandato me, così io mando te!” Il risanamento parte sempre dall’alto cioè da Dio, ma anche dal basso, cioè attraverso gli umili. E non c'è bisogno di essere in situazione di potere per influenzare la Storia. Ciascuno al suo posto. Santa Caterina da Siena era analfabeta. E quel giovane (quel figlio, quell’uomo) che dice: “se gli altri si comportano male perché io dovrei comportarmi bene?” incontrando un cristiano, una vera comunità cristiana, potrà dire: “se questi vivono nella luce, perché io no? Cur non ego?”


Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi  1Cor 1,1-3 (II Domenica del T.O.,A, 2026)

Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!  Parola di Dio.


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