Il programma di “Futuro Nazionale” afferma, assieme ad altri argomenti provita, che “l’aborto non è un diritto”. Ho scoperto che la fonte è stata il programma del Movimento per la Vita, un programma solido frutto di riflessione e di esperienze di terreno. Sembra che l’abbiano scopiazzato.
Da cristiano può solo rallegrarmi che l’aborto ed altri argomenti simili ritornino in modo sensato nel dibattito politico mentre qualche nazione purtroppo ha inserito l’aborto nella propria Costituzione e, chiamandola “morte degna”, ha legalizzato l’eutanasia. Eppure, oltre che valori cristiani, il rispetto della vita e della famiglia fanno parte di ciò che la Chiesa chiama “diritto naturale”, cioè valori che possono essere condivisi anche da chi non professa una fede, ma usa soltanto la ragione per chiedersi cosa è giusto per l’uomo e la società.
Quindi tutto bene? Non ci sono rischi eventuali? Purtroppo ci sono.
Il primo rischio è la strumentalizzazione politica di certi valori. Senza crederci personalmente un partito porta avanti certi argomenti solo per prendere voti. Speriamo che non sia il caso ma si è già visto in passato. Oppure li usa come slogan sapendo benissimo che non sono realizzabili in concreto. Per esempio la “remigrazione” è impraticabile tranne che per qualche caso simbolico che non cambia la situazione. Purtroppo questa è una strategia comune nel dibattito politico, specialmente durante le campagne elettorali. Ma la menzogna, o solo le false promesse, non possono dare frutti buoni. Anche quando c'è buona volontà e sincerità, come si spera, un criterio importante è di vedere se le proposte fatte rispettano la Costituzione del proprio paese...
C'è ancora un altro fattore da prendere in conto: le dinamiche che guidano un progetto politico. Cioè con quale metodo voglio realizzare questo valore, questo fine che è buono? Gesù voleva con tutto sé stesso portare la pace e il Regno di Dio nel mondo. In fondo anche Pietro e gli apostoli volevano la stessa cosa. Ma non conoscevano profondamente la natura del Regno di Dio e soprattutto erano pronti ad usare la spada per arrivare ai loro nobili fini. C'era una differenza abissale tra Gesù e i suoi discepoli. E anche oggi c'è spesso una differenza abissale tra il progetto di Dio e quello di tanti cristiani o di coloro che dicono di difendere i valori cristiani. In questo senso il Regno di Dio è valore e metodo insieme. Diceva Gandhi: da una ghianda non può nascere una spiga di frumento. È ovvio che tradurre nella pratica un ideale di società o comunitario è molto più difficile e complicato che soltanto annunciarlo, e la scelta dei mezzi per raggiungerlo è fondamentale. Nella vita reale ci sono principi assoluti che vanno difesi ma non esistono scorciatoie comode per realizzarli. C'è una battuta che gira negli USA: qual è la differenza tra la guerra del Vietnam e quella contro l’Iran? La guerra in Vietnam, Trump l’avrebbe sicuramente risolta in uno o due giorni (mentre l’attacco all’Iran che non doveva superare alcune settimane dura ormai da più di 6 mesi con conseguenze terribili e senza che si veda una via di uscita).
Ora c'è nelle nostre società democratiche un dato fondamentale non sempre percepito con chiarezza: proprio la tentazione di seguire le scorciatoie, di affidare le proprie aspirazioni ai vari pifferai magici della politica. Magdeleine Albright, (Praga 1937 Washington 2022) , è stata la prima Segretaria di Stato donna negli Stati Uniti nel secondo mandato di Bill Clinton (1997 - 2001). La sua famiglia, ebrea non praticante, da Praga si rifugia a Londra nel 1939, dove si converte al cattolicesimo, per poi stabilirsi negli USA nel 1948. Magdeleine vivrà lì la sua formazione e carriera, interessandosi anche come scrittrice del ruolo della religione e della libertà di stampa nella politica.
In un suo saggio: “Fascism. a Warning” (Fascismo. Un avvertimento), lei puntualizza che "le società democratiche tollerano volentieri le lentezze, i controlli, le garanzie procedurali che caratterizzano lo Stato di diritto, finché percepiscono che le cose, nel complesso, funzionano. Ma quando cresce la sensazione diffusa che la politica democratica non sia più in grado di proteggere i cittadini — dalla criminalità, dal disordine, dall’insicurezza quotidiana — si apre una finestra pericolosa: una parte crescente dell’opinione pubblica è disposta ad accettare uno scambio diabolico, meno libertà e meno diritti in cambio di più sicurezza. È in quel momento che l’autoritarismo, anche nella sua forma più violenta e brutale, può diventare sorprendentemente popolare" (Sicurezza è libertà, la lezione di Albright e la tentazione autoritaria. L'analisi di Pagani - Formiche.net).
Ci sono esempi attuali a livello di Stati e Nazioni e anche nella società italiana che l'articolo citato sopra sviluppa.
Le risposte semplicistiche e sbrigative fanno presa sulle persone più fragili, meno abituate a ragionare, più spaventate. Ma la sicurezza che tradisce la libertà alla fine non crea più sicurezza ma oppressione. Robespierre, rivoluzionario francese fautore del Terrore, sarà poi ghigliottinato lui stesso. In questi giorni ancora, un grande fan del suprematismo bianco negli Stati Uniti è stato arrestato ed espulso. Per non parlare del clima di terrore che pesa su intere comunità, famiglie, bambini, e dei numerosi morti in custodia. Sicurezza e libertà non sono contraddittorie se si è attenti alla formazione delle persone e se la politica applica le leggi, anche a sé stessa, e rispetta le proprie istituzioni. Diceva Papa Benedetto XVI che la democrazia è un ottimo meccanismo che però si nutre di valori che non produce. E chi meglio della Chiesa può far crescere i veri valori nella vita delle persone e delle comunità? Il meccanismo costituzionale più equilibrato funziona solo se le persone che ne sono responsabili hanno questi valori in sé stessi e il coraggio di mettere in pratica i meccanismi di verifica e di contropotere (check and balance) che offre la loro Costituzione democratica. Così è anche per la tenuta delle famiglie, l’educazione dei figli, il funzionamento della scuola, ecc.: ci vuole presenza, formazione e ... coraggio. Assistiamo invece alla generalizzazione di reazioni emotive, spesso strumentalizzate dagli stessi rappresentanti politici. Spesso queste reazioni diventano discorsi di odio. Papa Francesco faceva notare che Hitler è arrivato al potere per via democratica, usando a suo vantaggio la cecità di alcuni politici e le libertà democratiche che ha cominciato a sopprimere dal primo giorno in cui è diventato cancelliere.
Chi votare allora? Ognuno sceglierà in coscienza, liberamente. Ma un cristiano sa innanzitutto che la politica da sola non può risolvere i veri problemi dell'uomo; il fondamento è Dio e solo Gesù Cristo è il Signore e Salvatore. E se i cristiani lotteranno sempre per i valori, come la sacralità della vita dal concepimento fino alla sua conclusione naturale, è importante riflettere per valutare in modo globale una proposta politica.
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É il caso di dire Sante Parole !!! Ognuno nella propria coscienza cristiana dovrebbe avere più umanità verso i deboli e fragili non trattarli come scarto e non cadere nella trappola del populismo e della paura dell’altro.
RispondiEliminaIl cristiano, secondo il mio modesto parere, non dovrebbe prescindere da due premesse fondamentali: identità e incisività.
RispondiEliminaL’identità è il punto da cui partire anche nella scelta del partito politico da votare. Non si può, infatti, prescindere dalla propria fede, dai propri valori e da quei principi che orientano la nostra coscienza e il nostro modo di vivere.
Ma c’è un altro principio altrettanto importante: la laicità dello Stato. Il nostro non è uno Stato confessionale, ma uno Stato laico e aconfessionale. Questo, tuttavia, non significa che il cristiano debba mettere da parte la propria identità e i propri valori quando entra nella vita pubblica.
Al contrario, credo che proprio attraverso una presenza consapevole, coerente e incisiva il cristiano possa contribuire al bene comune, nel pieno rispetto delle istituzioni, delle altre fedi e di chi non crede.
La fede non deve diventare uno strumento di imposizione, ma neppure qualcosa da nascondere o rinnegare quando si è chiamati a fare scelte che riguardano la società e il suo futuro.
Se tu leggi il Vangelo in profondità ti rendi conto che incarnandosi Dio ha rivelato in Gesù il suo progetto, il suo Verbo, che riguarda tutta la Creazione e quindi tutta la vita dell'uomo, dal singolo all'umanità intera. Questo ovviamente comprende la politica in tutti i suoi aspetti ma non al modo totalitario delle varie ideologie, ma fondato sull'Amore che è Dio stesso e di cui l'uomo è immagine: questo comporta la dignità della persona, la sua libertà, l'Alleanza libera che Dio propone all'uomo e al quale l'uomo aderisce liberamente. I Dieci comandamenti sono Dieci Parole di Vita, di Felicità, che permettono all'uomo di relazionarsi a Dio e al prossimo nella Verità, sia nel rapporto con i singoli, sia in quello famigliare, che quello comunitario fino alle nazioni e ai popoli tutti. Quindi tenendo conto della volontà di Dio il cristiano agisce nel suo ambiente, espleta i suoi doni. La volontà di Dio è di amare l'uomo, rispettare la dignità di ogni sua creatura e la sua libertà e costruire le società partendo dalla famiglia (quella di Abramo) che diventa famiglia di famiglie, popolo.
EliminaIl presidente del El Salvador Najb Bukele come sta governando secondo voi?
RispondiEliminaL'articolo che ho messo in riferimento parla di Bukele di cui ho sentito parlare fin dall'inzio del suo arrivo al potere. "I pieni poteri", il sovrano assoluto e illuminato, come ogni ideologia totalitaria e dittatura finisce sempre per degenerare in abuso e ... in corruzione generalizzata perché il tiranno non ha amici ma complici. Chi ha il desiderio del potere sa benissimo integrarsi nel nuovo progetto di potere. "Bisogna cambiare tutto perché non cambi nulla". E chi si trova temporaneamente all'opposizione dice: "calati juncu ca passa la chiena". L'equilibrio tra fermezza e libertà, tra Istituzioni forti e crescita delle persone è sempre da perfezionare e riconquistare. Non esistono soluzioni miracolo, sbrigative. Chi ha compreso meglio di tutti la politica è Gesù di Nazareth. E si appoggiava sulla tradizione guidata da Dio nella crescita del popolo della Bibbia. L'ideale politico proposto dalla Bibbia, la capacità di Dio di adattarsi ai tempi e modelli che cambiano può ispirare ogni persona che riflette sulla politica, si impegna in quel campo anche come società civile attiva. L'Ufficio delle Letture di oggi presenta dal libro di Geremia uno di questi testi, in questo caso un esempio negativo quando non si segue il modello di Dio (Ger. 42, 1-16; 43, 4-7). Buona giornata.
EliminaGrazie delle sue preziose riflessioni Cristiane
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